600.000 persone in mezzo alla strada pur di andare contro Prodi

26 ott
2006

Sfratti, colpiti in 600mila. Ferrero: abbiamo poco tempo

Il Ministro Ferrero

In un paese in cui non ci si fa scrupolo a spiare gli avversari, in cui in cui si pagano stipendi d'oro per consulenze fasulle ed inutili, in cui la maggior parte dei politici intraprendono la carriera parlamentare con il solo fine di sistemare loro stessi ed i loro figli, in cui capacità e intelligenza ormai non contano nulla, in un paese dove i processi vengono insabbiati, in cui galeotti condannati votano in parlamento leggi a favore dell'indulto o leggi che in qualche modo li favoriscono, in cui i dentisti guadagnano meno di un operaio licenziato da un'azienda fallita senza una vera spiegazione, come d'altronde è già avvenuto per Cirio e Blu (senza contare quelle a rischio o che sono state a rischio: Telecom, Fiat, Alitalia, Parmalat, Olivetti, Pirelli...).

In un paese così ridotto, credete davvero ci possa essere qualcuno che si preoccupa seriamente dei poveri, dei disoccupati, degli sfruttati, dei diseredati? Non prendiamoci in giro.

La prima grave sconfitta del centrosinistra al Senato, avvenuta sul decreto sugli sfratti e tutta politica, cioè legata ai giochi di palazzo tra maggioranza e opposizione, si abbatterà in modo indiscriminato su 600mila persone. Una bella fetta della società, quella più debole ed esposta al rischio della povertà. A beneficiare della sospensione degli sfratti, fissava il testo bocciato, sarebbero stati «i nuclei familiari non morosi, che abbiano un reddito annuo non superiore a 27mila euro e in cui siano presenti figli a carico, o ultrasettantenni, o malati terminali, o disabili oltre il 66%».

Numeri alla mano, si calcola che siano 200mila le famiglie a rischio, circa 600mila persone in tutta Italia. Un emergenza senza fine. Secondo una recente ricerca di Federcasa, su circa 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, un quarto di queste sono sotto la soglia di povertà relativa e spende il 35% del reddito solo per l´affitto. Gli iscritti nelle graduatorie delle case popolari sono oltre 600mila e il 70% degli sfratti è per morosità. In soldoni più di 30mila famiglie non hanno redditi a sufficienza per l´affitto. Numeri che non lasciano scampo e danno la dimensione del problema. A Firenze sono circa 2000 le famiglie sotto sfratto, non morose, con anziani, invalidi e minori. A Roma, gli sfratti pendenti sono 2709 (più precisamente 1477 con all'interno ultra 65 anni, 591 con invalidità e 641 con minori).

L´opposizione alla cieca del centrodestra, che prescinde dai contenuti e dall´urgenza effettiva del provvedimento, è animata unicamente dalla volontà di rivalsa di Berlusconi. Ma questo avviene sulle spalle di anziani soli o di portatori di handicap a tutela dei quali il provvedimento bocciato interveniva. «Nel decreto sugli sfratti non c'era solo il blocco degli sfratti – dice il ministro per le Politiche per la famiglia, Rosy Bindi -, ma anche un preciso impegno a rilanciare la casa come bene di consumo e d'uso per la famiglia italiana, per i nostri giovani e per i nostri anziani. Non lasceremo cadere sicuramente questa parte e troveremo una soluzione per impedire un'ingiustizia così forte».

«La destra ha preferito un proprio calcolo politico che non produrrà alcun risultato pratico disinteressandosi del problema sociale che si apre nel paese», afferma il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. «Il decreto permetteva una gestione diciamo "tranquilla" di un problema sociale drammatico. Ora dovremo affrontare questa emergenza in maniera diversa».

Quanto al futuro, dice Ferrero, «stiamo valutando tre possibilità diverse: riproporre un decreto legge con alcune modifiche, presentare un disegno di legge, oppure introdurre alcune misure nella finanziaria». La scelta per l'esecutivo rimane però difficile: ripresentare il provvedimento significa ovviamente modificarlo fortemente. Il voto di mercoledì ha decretato l´incostituzionalità della tutela rafforzata delle fasce più deboli e soprattutto il piano casa collegato al rilancio dell´edilizia popolare. Parti che per motivi regolamentari dovranno essere escluse da un possibile nuovo decreto legge.

Per questo si lavora anche a un ddl da collegare alla finanziaria, ma i tempi sono stretti e sarebbe necessario un serio accordo con l´opposizione per farlo approvare nei tempi giusti. Quest'ultima strada ha però il grave handicap - come ha spiegato il ministro Ferrero - di lasciare campo libero agli sfratti in tempi brevi, «dato che è difficile che un disegno di legge possa essere approvato in pochi giorni». Si «deve evitare che questi problemi di disagio sociale diventino problemi di ordine pubblico», ha aggiunto Ferrero. Una situazione politicamente e socialmente difficile per l´imponente numero delle famiglie coinvolte (200mila, come detto).

Il governo ha ancora qualche giorno per decidere se riproporre un decreto sugli sfratti, o passare ad un disegno di legge. Anche se un decisione sarà presa nelle prossime ore, anche entro venerdì. «Il decreto non decadrà fino a quando non sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'esito della votazione del Senato», ha spiegato il ministro. «Tra oggi e romani mattina si dovrebbe avere la decisione», ha concluso.

Fonte L'Unità

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3 Risposte to “600.000 persone in mezzo alla strada pur di andare contro Prodi”

  1. alexxx scrive:

    Che schifo!

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  2. Mattia Adami scrive:

    Mah... io non direi che schifo. Il blocco degli sfratti, imho, è la soluzione sbagliata al problema delle persone. Con questo sistema lo Stato scarica su alcuni cittadini un problema di cui si dovrebbe interessare direttamente. Così come non è giusto che un anziano sia messo in mezzo ad una strada, non lo è neache che a finirci sia un giovane che non può entrare in una casa di famiglia perché bloccata da altre persone che godono del blocco dello sfratto.
    Il punto, imho, è che in Italia si fa troppa speculazione edilizia. Dove sono finite tutte le buone intenzioni di Bertinotti, che voleva l'ici al 12 per mille per le case non affittate? Niente di niente. Obblighiamo chi ha le case sfitte ad affittarle, pena una pesantissima tassazione (altro che 12 per mille, io direi il 10 per cento), e vedremo come improvvisamente in Italia si riverseranno sul mercato centinaia di migliaia di alloggi tenuti finora vuoti. Gli affitti caleranno a picco e si recupereranno molti soldi evasi ed il problema si risolverà, in gran parte, da solo. Ma purtoppo la volontà di risolvere il problema non c'è, lo si fa presente solo quanto fa comodo, in campagna elettorale, per poi dimenticarsene subito dopo le elezioni. Come tutte le altre promesse fatte, del resto.

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  3. Doxaliber scrive:

    Io posso essere d'accordo con te sul fatto che il blocco degli sfratti non possa essere una soluzione al problema nel medio termine, ma è sicuramente l'unica soluzione al problema nel medio termine.
    Quando queste 600.000 famiglie si troveranno in mezzo alla strada cosa si farà?

    Certo, il problema casa è complesso, certo, il governo in molte cose non sta adottando scelte politiche adeguate e coraggiose come in molti speravano, ma la verità è che le lobby economiche hanno enorme potere di influenza anche a sinistra, ancor più in un governo a maggioranza risicata come questo.

    I fatti sono che i prezzi delle case sono arrivati alle stelle, ormai davvero pochi italiani possono permettersi l'acquisto di una casa, i fatti sono che anche gli affitti hanno raggiunto prezzi veramente assurdi e che molte persone non ce la fanno a pagarli, perché nel frattempo gli stipendi medi non sono aumentati affatto, i fatti sono che l'edilizia popolare è ferma.

    Questi i problemi, quali sono le soluzioni?
    Sono d'accordo con te, tassare in maniera elevata gli immobili mantenuti sfitti, soprattutto quando in possesso di un solo individuo o società, in modo da calmierare i prezzi, aumentare le costruzioni popolari ed agevolare le edilizee cooperative, aumentare i controlli fiscali sugli affitti in nero, magari ripristinare l'equo canone...
    Ma comincio a temere che si tratti soltanto di sogni, la verità, l'unica che riesco a vedere, è quella di una società in cui la sperequazione tra ricco e povero cresce in continuazione, in cui ci saranno sempre meno persone che detengono sempre più ricchezza, e sempre più persone povere, senza possibilità di riscatto.

    Molto triste, ma è questo che vedo.

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