Leggo tramite il blog di Foobar che anche la Norvegia ha deciso di scegliere formati aperti per la gestione dei documenti per la pubblica amministrazione.
A partire del 1° gennaio 2009 tutti i documenti prodotti dalla pubblica amministrazione Norvegese e dai sui partner dovranno essere:
* in HTML per tutte le informazioni pubbliche sul Web;
* in PDF per tutti i documenti in cui il layout deve essere preservato;
* in ODF (il formato ufficiale di OpenOffice) per tutti i documenti che possono essere editati e gestiti con un programma di videoscrittura.
Le autorità possono anche produrre documenti in altri formati proprietari, ma ogni documento dovrà essere prodotto anche in uno dei formati liberi indicati nelle disposizioni del Governo.
Ormai notizie come questa si ripetono in continuazione, sono molti gli Stati che "ufficialmente" hanno deciso di abbracciare i formati aperti, ed ovviamente non posso che esserne felice.

Tuttavia, come ben dovremmo sapere noi italiani, tra le parole ed i fatti spesso la distanza non è tutt'altro che breve.
Nel 2003 il Ministro per l'Innovazione Lucio Stanca emanò un direttiva per l'utilizzo dei formati aperti nella Pubblica Amministrazione, la direttiva stabiliva linee guida non molto diverse da quelle adottate dal Governo Norvegese e dalle autorità politiche di molte altre nazioni.
Tra l'altro, come accade davvero di rado, il Governo Italiano svolse quasi un ruolo da apripista, nel 2003 infatti ancora nessun governo sembrava preoccuparsi dei problemi relativi alla gestione della propria documentazione.
"La direttiva, che porta l'Italia tra i primi Paesi al mondo a disporre di criteri in questo settore", spiegava il Ministro, "prende in considerazione i significativi sviluppi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto (open source) ed ha come scopo quello di fornire un indirizzo univoco relativo alla scelta delle soluzioni per le predisposizione e per l'acquisizione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni".
Purtroppo oggi, a quasi 5 anni dalla proposta del Ministro, la mia impressione è che direttiva stenti ad essere applicata dalla Pubblica Amministrazione di questo paese. Raramente i documenti resi disponibili nei siti dei vari enti sono realizzati con formati aperti, molto spesso si tratta di documenti Word e fogli di calcolo Excel, l'unico standard aperto che sembra essere adottato con un certa regolarità è il PDF, che però nel suo settore è leader di mercato a prescindere dalle direttive. I siti internet di molti Enti infine ancora oggi stentano ad essere compatibili con Browser e sistemi operativi alternativi ai sistemi Microsoft, non ultimo ad esempio il caso del sito Rai, che è quasi inutilizzabile per chi non naviga con Internet Explorer.

Insomma, sul web si leggono spesso annunci entusiastici che ci raccontano di governi intenti a scegliere formati aperti e software open source, o che ci spiegano direttive europee tese a favorire la diffusione del software libero, io stesso pubblico molto spesso notizie di questo genere, ma alla fine purtroppo, non di rado, la realtà dei fatti è ben diversa. Il problema è che non basta una legge per sanare un certo tipo di mentalità, come non basta una legge per colmare il gap di "ignoranza informatica" creato da anni di monopolio incontrastato.
Per colmare questo "vuoto" è necessario impegnarsi per diffondere un certo tipo di "cultura informatica", per far capire alle persone che esistono alternative e che un mercato libero e non monopolizzato è un bene per tutti, che l'utilizzo di standard aperti è in primis nell'interesse del consumatore. Solo creando un certo tipo di consapevolezza si potrà sperare in un futuro in cui l'utente sarà davvero libero di scegliere, altrimenti tutti questi "annunci" rimarranno soltanto lettera morta.

È scrivere – Community per scrittori
Sul sito del CNIPA, centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, è apparso recentemente questo annuncio:
“Il Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82) prevede : “il CNIPA istituisce ed aggiorna, con periodicità almeno annuale, un repertorio dei formati aperti utilizzabili nelle pubbliche amministrazioni e delle modalità di trasferimento dei formati” (art. 68, comma 4).
Con l’occasione della recente istituzione dell’apposito gruppo di lavoro per la stesura, ed il successivo aggiornamento, di tale repertorio, l’Osservatorio Open Source chiede la collaborazione di cittadini ed imprese affinché cortesemente segnalino casi di documenti e/o materiali messi a disposizione da Pubbliche Amministrazioni senza utilizzare almeno un formato di tipo aperto.
Le segnalazioni possono essere inviate per email all’indirizzo oss@cnipa.it. ”
http://www.osspa.cnipa.it/home/index.php
Sullo stesso sito c'è anche un forum di discussione
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Marco, grazie mille, ottima segnalazione.
D'ora in poi segnalerò tutti i siti pubblici in cui non vengono rilasciati documenti in formato aperto.
che fai? rivaleggi con la sottoscritta in quanto ad articoli "perfetti"?
A parte gli scherzi, che cosa pensi del nuovo sito http://www.comune.milano.it? Sai che non sono particolarmente affezionata alla Giunta, ma credo che i tecnici abbiano fatto un buon lavoro..
Carolina
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tanti cari auguri x un buon 2008
erica
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