ArchLinux - Gnu/Linux Ikea

16 ott
2008

Nello scorso fine settimana ho installato una nuova distribuzione sul mio desktop principale. Da un po' di anni a questa parte sul mio PC risiedeva Kubuntu, una distribuzione con la quale avevo instaurato fin da subito un rapporto di amore/odio, questo perché questa distro alternava ad alcune caratteristiche interessanti alcuni difetti che ho sempre trovato insopportabili. Per comprendere meglio il percorso che mi ha portato a scegliere di testare una nuova distribuzione è necessario partire dall'inizio: Debian.

Il logo di Debian

All'inizio fu Debian

Debian è una grande distribuzione, una delle prime distribuzioni Linux che abbia utilizzato, sicuramente quella che, fin da subito, divenne la mia preferita; parlo di molti anni fa quando la scelta su quale distribuzione utilizzare era decisamente più limitata rispetto ad oggi, procurarsi i cd delle distribuzioni era decisamente più complicato ed i primordiali packet manager non erano ancora pensati per essere utilizzati principalmente via internet (anche perché internet stessa era agli albori, le connessioni a banda larga non esistevano e gli unici file che gli utenti scaricavano massicciamente erano i messaggi di posta elettronica). Per dire, le prime versioni di Debian non avevano nemmeno quello che oggi è considerato uno dei punti di forza delle distribuzioni Debian-based: il package manager APT.

Purtroppo Debian aveva un solo grandissimo difetto. I tempi di aggiornamento tra una versione e l'altra erano semplicemente biblici. Ciò divenne ancora più vero negli anni che segnarono il passaggio dalla versione denominata Woody e la versione successiva, che avrebbe preso il nome di Sarge. Per farla breve vi basti sapere che Debian ha tre rami di sviluppo: stable, testing ed unstable. La versione stabile di Debian, soprattutto negli anni che videro il passaggio da Woody a Sarge, conteneva programmi decisamente vecchi. Per poter utilizzare software più aggiornati era necessario utilizzare almeno i repository "testing" ma per disporre delle ultimissime versioni dei software gnu/linux e del kernel (quindi di un supporto hardware più aggiornato) era invece necessario affidarsi ai repository "unstable". Il problema però era che unstable era davvero troppo fedele al suo nome ed infatti non di rado succedeva che, aggiornando la distribuzione agli ultimi pacchetti disponibili, il sistema diventasse inutilizzabile, costringendo l'utente a grossi lavori per sistemare tutti i problemi fino ad arrivare, nei casi peggiori, alla reinstallazione dell'intero sistema.

Ci furono molteplici tentativi di creare una versione di Debian più adatta agli utenti desktop, uno anche all'interno della stessa comunità debian, tutti con risultati altalenanti (io ad esempio per un certo periodo tentai con Kanotix), ma probabilmente il risultato è stato raggiunto solamente con la nascita di Ubuntu.

Il logo di Ubuntu

Il logo di Ubuntu

Ubuntu, amore e odio
Nonostante l'immediato entusiasmo generato da Ubuntu all'interno della comunità Gnu/Linux la prima volta che installai questa distribuzione decisi di eliminarla quasi immediatamente e di ritornare a Debian. Due le motivazioni principali: non mi piaceva l'utilizzo di sudo e non amavo Gnome, al quale ho sempre preferito l'impostazione e la ricchezza di applicazioni offerte da Kde. Inoltre, vista l'impostazione della distribuzione, anche creare un ambiente multiutente era decisamente più complicato rispetto a Debian. Tornai su Ubuntu quando fu resa disponibile una versione kde della distribuzione, precisamente Kubuntu.

Ma Kubuntu non ha mai ottenuto un supporto pari a quello di Ubuntu, ai miei occhi è sembrata fin dall'inizio una versione di Ubuntu al quale, solo in un secondo momento, veniva "appiccicato" KDE. I componenti integrati sono di qualità inferiore, fare alcune cose con Kubuntu è meno semplice che farle con Ubuntu, motivo per cui - da un certo punto in poi - ho smesso di consigliare Kubuntu ai novizi di Gnu/Linux ed ho invece consigliato l'installazione di Ubuntu.

Il sistema poi è sempre stato pesante, con alcune versioni della distro realizzata da Canonical l'avvio di applicazioni come Office e Firefox appariva veramente lento. Tutto il sistema mi sembrò, fin dalla prima versione di Ubuntu che ebbi il piacere di testare, "appesantito" rispetto a Debian originale, tanto che non sono rimasto molto sorpreso nello scoprire che anche Mandriva, distribuzione che ricordavo pesante e lenta, sembra ormai più performante di Ubuntu (almeno nella versione KDE). Infatti ora, come ho raccontato in questo articolo, la distribuzione francese è installata sul mio desktop secondario. Ultima nota negativa: Ubuntu/Kubuntu sono distribuzioni che l'utente deve prendere così come sono. Questo è un difetto che accomuna quasi tutte le distribuzioni desktop oriented, che, per semplificare la vita ai novizi di Gnu/Linux, non danno all'utente la possibilità di scegliere quali programmi installare in fase di installazione; solitamente l'installazione delle distribuzioni Gnu/Linux desktop orientend è molto simile a quella di Windows, si clicca sempre "Avanti" fino a quando il processo non è concluso. Tale impostazione va benissimo per un utente novizio ma è - a mio modesto parere - molto castrante per un utente un po' più smaliziato

In ogni caso, a parte questi difetti sui quali ho sempre soprasseduto, il sistema su cui lavoravo era ormai da tempo compromesso: kde era lentissmo, l'avvio del sistema richiedeva troppo tempo ed anche una volta avviato non era certamente performante, in più alcune applicazioni andavano in crash troppo spesso. Probabilmente tale lentezza non è naturale ma è il frutto di troppi smanettamente e di un aggiornamento di versione andato male. Fatico ancora a capire dove fosse il problema, sapevo però che era giunto il momento, dopo tanti anni, di riformattare tutto e fare un po' di pulizia.

Arch Linux Logo

Alla fine arriva Arch

Da tempo seguivo con interesse l'evolversi della distribuzione Arch Linux, assolutamente inadatta ai novizi, decisamente interessante per chi come me, memore delle tante installazioni via rete effettuate con Debian, desiderava tornare ad avere il pieno controllo di ciò che doveva essere installato sul proprio hard disk. Le scelta era tra ritornare a Debian (rigorosamente installata in modalità netinstall) o provare ArchLinux. Avevo già testato quest'ultima distribuzione su un computer decisamente vecchiotto: un Pentium II a 266mhz con 196 MB di ram, ed ero rimasto impressionato dalla velocità complessiva del sistema. ArchLinux era riuscita a dare nuova vita ad una macchina decisamente obsoleta e le sue prestazioni su questo particolare hardware erano seconde solo alla straordinaria Puppy Linux, con la differenza che Puppy è come Ubuntu, la prendi così com'è e non è configurabile in fase di installazione, mentre con Arch Linux hai il completo controllo del sistema.

Cosa intendo per "pieno controllo del sistema"? Se avete già letto qualche recensione di Arch Linux saprete già cosa intendo. Se non l'avete letto pensate ad Arch Linux come all'Ikea delle distribuzioni Gnu/Linux. Loro ti danno il legno, le viti e le istruzioni, a te spetta montare il tutto. Se non avete una chiara idea di ciò che state facendo anche la "frustrazione" finale sarà simile a quella di chi deve combattere con le astruse istruzioni di montaggio di qualche bislacco mobile svedese. Il miglior modo per installare Arch Linux è infatti quella di procurarsi la versione "ftp install" della distribuzione, installare un sisema minimale che include semplicemente il kernel, i moduli essenziali, l'editor VI e poche altre utility; tra le quali la più importante: Pacman, non il famoso videogioco ma il gestore dei pacchetti di Arch Linux.

Costruire il sistema scaffale dopo scaffale

Una volta installato il sistema minimale vi ritroverete davanti una basilare console bash. Da questo momento in poi dovrete scegliere quali software installare. L'installazione di un programma è banale, anche più di debian, spesso però la configurazione di alcuni programmi richiede un po' di lavoro in più e qualche smanettamento nei file di configurazione.

Facciamo qualche confronto tra APT e PACMAN:

Installare firefox.
Debian
apt-get install mozilla-firefox

Arch Linux
pacman -S firefox

Aggiornare un pacchetto (firefox):
Debian
apt-get update
apt-get upgrade firefox

Arch Linux
pacman -Sy firefox

Rimuovere un pacchetto
Debian
apt-get remove firefox

Arch Linux
pacman -R firefox

Cercare un pacchetto:
Debian
apt-cache search firefox

Arch Linux
pacman -Ss firefox

Aggiornare l'intero sistema
Debian
apt-get update
apt-get dist-upgrade

Arch Linux
pacman -Syu

Installare un pacchetto in locale
Debian
dpkg -i firefox

Arch Linux
pacman -U firefox

Naturalmente sia pacman che apt hanno ulteriori caratteristiche e funzionalità che ora non intendo descrivere. Limitiamoci ad Arch Linux, oggetto di questa recensione. Come tutti sappiamo installare software in Gnu/Linux è relativamente facile, almeno fino a quando questi software sono presenti nei repository della distribuzione. Il problema sorge quando un pacchetto non è ufficialmente distribuito nei repository ufficiali della distro da noi utilizzata. La soluzione offerta da Arch Linux si chiama AUR, un repository di software mantenuto dagli stessi utenti. Grazie ad ABS, Arch Build Sistem, dovrebbe essere facile creare pacchetti binari per Arch Linux. Uso il condizionale perché per ora non ho ancora testato questa funzionalità. Fatto sta che AUR è un repository ricchissimo di software aggiuntivo ed è davvero difficile non riuscire a trovare il programma che potrebbe interessarci. Anche in questo caso l'installazione è semplice, basta sfruttare un'altra potente utility messa a disposizione da Arch Linux: Yaourt.

Yaourt è un tool che permette l'installazione del software presente nel vasto database di AUR, la sintassi utilizzata è praticamente la stessa di pacman per cui, una volta presa confidenza con Arch Linux, il suo utilizzo è piuttosto semplice. Yaourt si preoccuperà di scaricare il software da AUR, di trovare le dipendenze necessarie e di installare tutto ciò che serve, tutto questo con un intervento minimo da parte dell'utente. Davvero potente.

Pacman Vs APT

Pacman Vs APT


La potenza è tutto grazie al controllo

La caratteristica migliore di Arch Linux rimane tuttavia la sua velocità. Il sistema è velocissimo, l'avvio è il più veloce che abbia mai visto, le applicazioni rispondono all'istante ed il mio hard disk non ha mai swappato così poco in vita sua. Usare Arch Linux per ora è un piacere, il software messo a disposizione è davvero l'ultima versione disponibile. Quando ho installato il sistema avevo già a disposizione Open Office 3.0 eppure la suite d'ufficio libera non era ancora stata rilasciata ufficialmente per il download! Questo vale per tutti i programmi disponibili nei repository Arch Linux, la struttura del sistema permette l'aggiornamento quasi in tempo reale dei pacchetti. Altra cosa fondamentale: i pacchetti non sono quasi mai versioni "modificate" e riadattate, cosa piuttosto abituale con altre distribuzioni, ma sono bensì le versioni originali rilasciate dai distributori. Anche il kernel sembra essere nella sua versione vanilla (NB nei commenti mi segnalano che quest'ultima affermazione non è corretta), senza patch o modifiche particolari. Per mantenere il sistema perennemente aggiornato con le ultimissime versioni dei vostri software preferiti vi basterà digitare, magari una volta al giorno: "pacman -Syu". Tutto qui, niente versioni ufficiali, niente salti di distribuzione, non c'è bisogno di aspettare la nuova versione della vostra distribuzione preferita: per avere Open Office 3.0 o Kde 4.1, vi basterà un semplice upgrade del sistema.

Tutto questo avrà un costo in termini di stabilità proprio come avveniva agli inizi degli anni 2000 con le versioni unstable di Debian? Ancora è presto per dirlo, sono utente Arch Linux da troppo poco, per ora tutto funziona alla perfezione, naturalmente se dovessi incontrare seri problemi sulla mia strada gli utenti di questo blog saranno i primi a saperlo. Il mio consiglio è di provare questa bella distribuzione, ma naturalmente soltanto se siete utenti abbastanza esperti che non hanno paura di utilizzare la console e che non temono di dover smanettare un po' con i file di configurazione.

Leggi anche:

  1. Mandriva arriva dove le altre distribuzioni Linux si fermano
  2. Desktop Gnu/Linux, dove vuoi andare domani?
  3. LogFaq: Puppy Linux in Italiano.
  4. Archlinux e Kde, problemi con la tastiera dopo aggiornamento
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47 Risposte to “ArchLinux - Gnu/Linux Ikea”

  1. anon scrive:

    Pure io da ubuntu son passato alla fine dell'anno scorso ad ArchLinux. Per quanto riguarda la stabilità non ho avuto problemi finora, non per niente i pacchetti prima passano da testing prima di entrare in core/extra, anche se ogni tanto qualche problema lo si può incontrare, ma il forum di archlinux.it è fatto apposta =)
    Ho avuto a suo tempo più problemi con debian etch (quando era in testing) che con questa distro.
    Yaourt è consigliatissimo, così per aggiornare basta un "yaourt -Syu --aur" e aggiorni pacchetti dei repo e quelli installati da AUR in un colpo solo.
    Se decidessi di rimanere con arch ti consiglio di farti aggiungere al planet.
    Complimenti come sempre.

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  2. FDA scrive:

    Ottimo articolo!
    Sto usando Arch da quasi un anno e devo dire che è una distro veramente ottima.
    Un appunto su quanto hai scritto: hai dimenticato di dire che agli utenti è data la possibilità di poter scegliere se usare il sistema solamente con i repo Stable o se abilitare i Testing e Unstable ;)

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    • Doxaliber scrive:

      So che anche ArchLinux utilizza tre tipi di repository, solo che nel caso di Arch non ne ho capito il senso, io sto usando la stable ed ho già a disposizione l'ultimissima versione di tutti i software. :mrgreen:

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  3. FDA scrive:

    semplicemente serve per testare i pacchetti prima che vengano messi in Stable e poter avvertire i dev di particolari problemi prima che succeda la catastrofe :D

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    • Doxaliber scrive:

      Oh si, in quel senso i repository testing ed unstable hanno ragione di esistere, però ha senso utilizzarli soltanto in una macchina con la quale non devi lavorare. Avessi un computer in più farei volentieri da beta tester.

      PS Per rispondere ad un mio commento puoi utilizzare il tasto rispondi. ;-)

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  4. anon scrive:

    Questo è il planet di archlinux.it http://www.archlinux.it/planet/
    Se vuoi iscrivere il tuo blog nel caso volessi restare in arch posta un rigo qui: http://www.archlinux.it/forum/viewtopic.php?id=24
    :)

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  5. anon scrive:

    Ultimissima cosa, se preferisci kde, oltre alla versione ufficiale presente nei repository esiste kdemod, sia in versione quattro che in versione "legacy" (3.5.x). http://kdemod.ath.cx/

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    • Doxaliber scrive:

      Si, grazie, anche per le info al rigo superiore. Ero già informato in merito all'esistenza di kde-mod e per ora ho scelto di installare la versione "ufficiale". Sui desktop environment intendo scrivere un articolo appena avrò di nuovo un po' di tempo libero. ;-)

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  6. Martino scrive:

    Ciao, bell'articolo, hai proprio toccato una domanda che mi sto ponendo ultimamente e cioè se, dopo 2 anni di ubuntu, cambiare per qualche distro diversa dalle solite desktop-oriented tipo gentoo o arch.
    Ho 2 domande di tipo tecnico,
    1) la prima è un pò banale e cioè se si possono compilare i sorgenti, ho dato un'occhiata veloce al wiki e si parla di ABS ma non ho capito molto;
    2) se, istallando Arch, metto la stessa partizione /home di quella che uso ora con xubuntu ci possono esser problemi con i file di configurazione dei programmi utente? che sono attualmente nella /home?

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    • pierluigi scrive:

      cerco di risponderti

      1) ABS è un sistema per avere in locale tutti i PKGBUILD ufficiali di arch. un PKGBUILD è un file di testo che contiene dei campi e delle istruzioni per la compilazione di un pacchetto binario (gestito da pacman) a partire dal sorgente di un software.
      Ogni pacchetto di arch che trovi nei repository ufficiali è stato prodotto scrivendo un PKGBUILD e compilandolo con il tool "makepkg".
      ABS (comando "abs") non fa altro che tenere una copia sulla tua macchina (in /var/abs) dei PKGBUILD ufficiali, aggiornati e divisi per categorie. In questo modo puoi in ogni momento prendere un PKGBUILD, aggiungere ad esempio un flag al ./configure, e ricompilare un pacchetto software con le opzioni che preferisci te. Al tempo stesso puoi impostare i flag di gcc relativi al tuo processore in /etc/makepkg.conf e produrre così binari ottimizzati per la tua cpu.

      2) potresti avere delle inconsistenze, dovute a a) diversa organizzazione dei due sistemi (e quindi qualche path che potrebbe differire) b) diverse versioni dei programmi disponibili. il consiglio mio è di partire con una home vuota (nel senso di priva di file di configurazione)

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    • Doxaliber scrive:

      Martino, in ogni caso è necessario capire cosa intendi tu per compilazione da "sorgente". Ovviamente ogni distribuzione GNU/Linux consente l'installazione di programmi utilizzando i sorgenti, basta utilizzare la combinazione di comandi "./configure && make && make install". Se invece ti riferisci alla specifica funzionalità offerta da apt, ovvero "apt-get build-dep && apt-get source -b" credo che questa funzionalità purtroppo non esista.

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      • Martino scrive:

        intendevo il classico ./configure, make, make install. comunque ho dato un'occhiata ai pacchetti aur e ce ne sono veramente un casino, penso che sia difficile trovare un programma che debba esser compilato.. mi sto convincendo.. mi sa che domani che sono a casa passerò all'atto pratico dell'installazione..

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    • Doxaliber scrive:

      Dimenticavo di risponderti in merito alla partizione /home. Io ho piallato il sistema per mia scelta, salvando tutti i dati su un hard disk esterno, tuttavia quello di avere almeno due partizioni separate, root ed home, è davvero un'ottima pratica perché se uno vuole reinstallare il sistema può farlo senza doversi preoccupare di ricopiare nuovamente tutti i dati relativi alla sua home. Tuttavia ci possono essere dei problemi relativamente ai permessi dei file di configurazione, anche quelli nascosti. Anche se crei un utente uguale a quello relativo alla tua home il suo uid potrebbe essere diverso e questo potrebbe generare problemi ed errori. Tuttavia tutto si risolve con un po' di smanettamenti. ;-)

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  7. anon scrive:

    Usando yaourt installi quel che ti serve da sorgenti in maniera automatizzata senza sbattimenti.
    ABS io non l'ho mai usato in quanto preferisco usare i pacchetti binari e installare da sorgenti solo quando ne sono obbligato (cioè quando la roba che cerco è presente solo in AUR). Quindi di più non so dirti.
    Magari fai come ho fatto io se vuoi provarla per la prima volta, installati virtualbox dentro ubu e provala là dentro.

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  8. Franz scrive:

    Bella recensione di cui condivido molte opinioni.....solo una piccola nota: esiste anche il progetto Sidux oltre a Ubuntu, certo meno noto alla massa, ma più fedele a Debian di quanto non lo sia mai stato Ubuntu....credo meriti una menzione.

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  9. /V scrive:

    Arch mi tenta sempre, anche se oramai non ho piu' tanto tempo per divertirmici, mannaggia...

    Domandone: ma qualcuno ha mai avuto problemi dopo l'upgrade del kernel? Mi ricordo che un upgrade di tutti i pacchetti mi aveva mandato in palla il server una volta, a causa del kernel aggiornato che andava in segfault subito al boot.

    Sono io che ho la sfiga appollaiata sulla spalla oppure era un problema noto?

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    • Doxaliber scrive:

      Proprio due giorni fa il sistema è stato aggiornato automaticamente alla versione 2.6.27. Nessun problema se non con i driver nvidia, che vanno reinstallati e virtualbox. Il problema con virtualbox l'ho risolto reinstallandolo ma credo ci siano soluzioni decisamente migliori. :)

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  10. $pooky Hunter scrive:

    Uso con soddisfazione Arch Linux da più di tre anni, la considero la vera erede di Slackware. Sono felice che vi si stiano avvicinando sempre più utenti.
    Una puntualizzazione: non è vero che Arch usa sempre i pacchetti ufficiali senza patch e kernel vanilla.

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  11. Jun scrive:

    In passato ho installato anche io Arch per un periodo, l'unica cosa che mi mancava era un programma tipo aptitude o synaptic, non conoscevo yaourt...
    Yaourt è una buona alternativa almeno al primo dei 2? Se si, mi sa che provo a tornare a fare un giro su Arch, mi piaceva il fatto di installare a manina tutto il sistema, quindi tutto pulito ed ordinato! ^____^

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  12. Neff scrive:

    Interessante, avevo pensato già in passato di provare a migrare da ubuntu ad altri lidi, soprattutto perchè non amo il sistema a release che obbliga a fare salti di versione ogni 6 mesi: il mio sogno è una rolling distro, con i pacchetti che si installano e si aggiornano all'infinito senza dover fare salti di versione.
    Tuttavia però, non voglio ridurmi a dover smanettare ogni 5 minuti. Il problema è che uso il computer per lavorare e meno devo configurare a manina meglio sto, anche se sarei in teoria capace di muovermi con la console dopo tutti questi anni di utilizzo di gnu/linux. A volte persino le piccole modifiche richieste da ubuntu mi stanno strette. Vorrei avere un computer che "semplicemente funziona", ed è per questo che per il momento rimango a ubuntu. non ho trovato niente di meglio in ambito GNU/Linux, anche se continuo a seguire con interesse l'evoluzione delle altre distro. A proposito: ho sentito parlare bene di sidux per chi ama KDE, debian e non vuole qualcosa di troppo instabile... Salvatò, tu l'hai mai provata?

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    • Doxaliber scrive:

      Ciao Neff,
      il lavoro da fare in console è tanto all'inizio, poi al massimo si tratta di aggiungere manualmente qualche demone e qualche modulo nei rispettivi file di configurazione, non un lavoraccio ma sicuramente più di quanto si deve fare con Ubuntu. Non ho mai provato Sidux, anche se qualcun altro l'ha citata su questo topic ed io la conoscevo per nome.

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  13. Alien scrive:

    Ormai sono 3 anni che uso Debian fritto misto Testing-Unstable (con Gnome e con KDE dipendentemente dall' umore del giorno) e mi trovo molto bene. La aggiorno praticamente ogni giorno e con un minimo di accortezza durante la fasi di aggiornamento (normale, intelligente, richiedi sempre), e pur utilizzando un fritto misto Testing-Unstable come detto, il sistema è sempre stabile e con i pacchetti sw praticamente aggiornati all' ultima release. Nessun problema nemmeno con la scheda video 3d Nvidia che aggiorno quando il caso coi driver ufficiali Nvidia x Linux.
    Ciauz.

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    • Doxaliber scrive:

      Credo che negli ultimi anni la situazione in Debian sia migliorata, però nel periodo descritto nell'articolo, quando il "distacco" tra la stable e la testing/unstable era enorme, i problemi c'erano eccome. ;-) Ora sono certo del fatto che tutto funzioni meglio, anche i tool di configurazione di Gnu/linux sono decisamente migliorati. ;-)

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  14. Daniele scrive:

    Si può usare yaourt anche al posto di pacman...infatti è un frontend sia per pacman che per aurbuild.
    Io Arch l'ho installata da 3 anni sul portatile senza formattazioni intermedie!.
    Ogni tanto qualche problema abbastanza fastidioso soprattutto in aggiornamenti come kernel, xorg..il peggiore è stato da kde 3.5 a kde 4.0...ho sudato freddo, ma alla fine tutto risolto.

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  15. jimmi scrive:

    Salvatore, finalmente sei anche tu un Archer! Non scordare di menzionare Network Profiles, che trovo veramente potente: poche righe di testo e hai la connessione in qualunque occasione :)

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  16. Martino scrive:

    ciao a tutti, ieri mi son deciso ed ho installato archlinux, subito 2 problemi, uno non grave, l'altro gravissimo..
    Quello non grave che va in crash gnome quando cerco di cambiare tema.
    Quello gravissimo che pacman non da segni di vita, ho cercato dappertutto ma non ho trovato caso simile al mio, in pratica quando do il comando pacman non fa nulla ho provato con tutto , pacman -Sy, pacman -S qualsiasi, non viene eseguito il programma; il tutto senza darmi nessuna indicazione di errore, e questo mi preoccupa..

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    • Martino scrive:

      Ho risolto il problema di pacman... ;-) ho guardato in /etc e c'era il file pacman.conf.new , ho provato a sostituirlo con il mio pacman.conf ed è tornato tutto a funzionare..
      Ora rimane il problema di gnome che crasha in continuazione , anche nautilus va in crash.. provo a reinstallare gnome e vedere se da risultati..

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      • Doxaliber scrive:

        Strani problemi Martino, può darsi che tu abbia sbagliato qualcosa in fase di configurazione. Forse il problema di pacman è che i repository ufficiali sono intasati e quindi non ti partiva il download. Ti consiglio di cambiare repository (operazione un po' meno intuitiva rispetto ad apt ma non difficile). Per gnome secondo me hai dimenticato di installare qualche demone. Se non l'hai già fatto prova a leggere la guida ufficiale per l'installazione. ;-) Io non posso aiutarti perché ho installato kde e non ho avuto nessun problema (se non dovuto alla nuova versione di kde alla quale devo ancora abituarmi).

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        • Martino scrive:

          Per pacman tutto risolto, ora sto cambiando server per vedere se riesco ad aver pacchetti più aggiornati.
          Per gnome ci penserò più avanti, per ora vado di xfce4.

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  17. [...] siete lettori di questo blog saprete già che, pochi giorni fa, sono passato ad Arch Linux. Questa distribuzione offre, tra le sue caratteristiche vincenti, la possibilità di installare le [...]

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  18. [...] installare la versione alpha a 64bit del player di Adobe. Per gli utenti che come me utilizzano Arch Linux l’installazione è un gioco da ragazzi, digitate da console: ?View Code [...]

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  19. Simone scrive:

    Ottimo articolo. Sono 3 anni che uso ubuntu, ma sta diventando un po troppo pesante.
    Cercando delle informazioni su distro piu performante e piu minimalista di ubuntu mi sono imbattuto in questo articolo, bhe Doxaliber, sei bravo a suscitare interesse. Proverò Arch per un po di tempo per vedere come mi trovo! :-)

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    • Doxaliber scrive:

      Ciao Simone, grazie per i complimenti. :-) Per quanto riguarda Arch Linux tienimi aggiornato, se vuoi puoi anche scrivere una mini recensione ed inviarmela per la pubblicazione, sarebbe una cosa gradita. ;-)

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  20. LuNa scrive:

    Ho utilizzato anche io archlinux per qualche mese in modo fisso sul mio desktop, trovandomi ottimamente, nonchè ho contribuito, ai tempi, con qualche carrettata di pkgbuild (attualmente non mantenuti e quindi non funzionanti con ogni probabilità)
    Dopo un pò di tempo però, ho capito che la distro è troppo semplice :D io ho bisogno di più casino e di cose ben più complicate altrimenti mi sento male XD infatti, adesso la mia distribuzione "primaria" è Gentoo. Nessuno può dire se un giorno mi metterò a smanettare con LFS ;)

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    • Doxaliber scrive:

      Guarda LuNa, sicuramente con LFS prima o poi smanetterò pure io, aspetto soltanto di avere un computer libero ed abbastanza potente. :-) Gentoo invece l'ho provata e non fa per me, le attese per le compilazioni sono snervanti e secondo me tutto sommato inutili. Ad esempio non vedo un incremento di velocità significativo tra una Slackware, una Arch o una Gentoo. Forse dipende anche dal processore.

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  21. LuNa scrive:

    @Doxaliber: no, infatti nessuno dice che Gentoo permette un aumento delle prestazioni. La bellezza della distribuzione sta nel fatto che sei tu a decidere cosa e come installarci qualcosa, e di scegliere millimetricamente cosa il software che installi deve o non deve supportare. Tornando sul discorso prestazioni, tutto dipende da come compili i tuoi binari e da cosa scegli, appunto, di fargli supportare. Se per esempio io installo Amarok con il supporto a ogni formato di cui l'intero pianeta dispone, avrò un binario più grande. Nel mio caso, io lo compilo con il solo supporto a MP3 e pochissimo altro (l'unico che uso) ed ottengo un binario molto più snello che ci mette meno a caricarsi ed occupa molta meno RAM. E' in questo senso che devi pensare all' aumento prestazionale offerto da Gentoo.

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    • Doxaliber scrive:

      Ho capito, però io ad esempio preferisco avere il supporto anche per altri formati, se per esempio ti passano un file OGG o un file AAC poi non puoi ascoltarlo o devi usare un altro player. Rimane quindi il vantaggio della compilazione e dei flag per le varie estensioni del processore. Nello specifico io ho un x86_64 e uso distro a 64bit, al massimo forse i binari non sono compilati con tutti i flag attivati ma dubito di riuscire a notare un incremento prestazionale che giustifichi il tempo di compilazione. Comunque vorrei fare delle prove appena avrò a disposizione una macchina libera. ;-)

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  22. LuNa scrive:

    Il vantaggio rimane comunque, in quanto sei TU a scegliere e NON il distributore. Io invece trovo che Gentoo sia la massima espressione di "software libero" in campo linux.
    64 bit ? per curiosità, ci fai cose particolari che portano vantaggio dall'uso dei 64 bit o utilizzi software scritto per utilizzare quei 64 bit ? Perchè i numeri, per un uso desktop multimediale o uso "medio" (diciamola così) danno ragione nettamente ai 32 bit.

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    • Doxaliber scrive:

      Io invece trovo che Gentoo sia la massima espressione di “software libero” in campo linux.

      Insomma, non so, perché puoi ricompilare i pacchetti? Ma creare un pacchetto con Arch è abbastanza semplice ed anche Arch ti consente di installare sul PC solo quello che vuoi tu. Io però in linea di massima credo che tutte le distribuzioni Gnu/Linux siano libere allo stesso modo, alla fine qualsiasi distribuzione è altamente personalizzabile, basta sapere come muoversi..

      Per quanto riguarda i 64bit quando parli di numeri ti riferisci al numero di pezzi venduti o alle prestazioni complessive? Se parli di pezzi venduti bisogna dire che i 64bit sono stati penalizzati dal fatto che molti produttori li hanno snobbati, se ti riferisci alle prestazioni credo invece che i modelli a 64bit - almeno alla loro uscita - avessero prestazioni superiori ai computer a 32bit, questo almeno dicevano i test dell'epoca. Oggi con i dual e quad core le cose potrebbero essere cambiate, ma non sono uno di quelli che sta dietro alle prestazioni, cambio PC molto raramente e di solito mi limito a piccoli upgrade interni. Io ho comprato un athlon XP a 64bit perché mi ritrovai ad aggiornare il computer proprio quando questi processori uscirono sul mercato e ritenni che il rapporto prezzo/prestazioni fosse ottimo rispetto alla concorrenza. Credo che ormai siano passati quasi 5 anni e direi che sono assolutamente contento della mia scelta.

      PS Se vuoi puoi usare il tasto rispondi per rispondere ai messaggi, in questo modo il tuo interlocutore riceverà la tua risposta direttamente via e-mail. ;-)

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  23. [...] dopo aver aggiornato la mia Arch Linux all’ultima versione del kernel, la tastiera del mio pc ha smesso di funzionare correttamente: [...]

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  24. mario scrive:

    la libertà del software non sta nella facoltà di poter installare un pacchetto o meno.
    la maggior parte delle distribuzioni linux mescola software libero e non libero, cosa che fa suse , ubuntu , fedora, mandriva e tanti altri. le uniche che usano software libero e solo libero sono debian , gentoo , slackware mi sembra , e forse arch linux .
    ubuntu ha canonical alle spalle. opensuse ha novell , fedora ha redhat . queste ultime usano l' ideologia che sta dietro free software fundation per fare soldi , basta andare sulla home page di ubuntu o di Suse oppure di fedora per rendersi conto che il loro primo intento
    e quello di commercializzare un prodotto ( non il sistema operativo ) ma tutto ciò che sta attorno. Andate invece sulla home page di debian o di gentoo e trovate un sito sobrio e senza pretese, non un grande cartellone publicitario che vuole solo vendere. Per quanto mi riguarda è ormai da vari anni che sono un utente debian e gentoo perchè credo che sono le uniche che portano avanti un progetto che è quello di far capire alle persone che il codice di un programma è anche un bene che appartiene alla conoscenza umana , e aprire il codice vuol dire migliorarne la qualità perchè più persone possono apportare modifiche a quel codice.

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