
Questa mattina sono entrato in un bar per prendere un caffè ed un volantino pubblicitario dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Campobasso ha attirato la mia attenzione.
Il volantino dice: "Sei uno studente o un docente universitario? 70 alloggi per te!".
In buona sostanza lo IACP di Campobasso ha realizzato delle abitazioni da affittare a studenti universitari e a docenti dell'Università del Molise.
Ho trovato una simile iniziativa decisamente discutibile, d'accordo che gli studenti universitari sono vessati da affitti in nero spaventosi e che il
diritto allo studio è importante, ma sorprende che un'istituto il cui scopo dovrebbe essere quello di fornire alloggi popolari da destinare ai nuclei familiari meno abbienti (Cenni storici) si dedichi invece a fornire posti letto in affitto agli studenti universitari, tanto più in un periodo come questo in cui l'emergenza alloggi ha raggiunto livelli drammatici e le liste di attesa per ottenere una casa popolare sono spaventosamente lunghe!
Credo che tutto questo rientri nell'ottica della politica "business", mi riferisco a quel tipo di politica per cui il bilancio di un Ente ed i suoi ricavi sono più importanti della qualità del servizio offerto al cittadino.
La politica "business" è ormai radicata nel sistema economico italiano ed infatti le tasse sono diventate semplicemente metodi per "mettere le mani nelle tasche degli italiani" (trad. rubare), non si parla più di "servizio" al cittadino ma di "spreco di denaro pubblico", non si parla più di "investimenti" ma di "tagli alle spese", le virtù di un Ente Statale non si misurano più sulla qualità dell'offerta al cittadino ma semplicemente sui soldi presenti in cassa.
Al grido unanime de "il guadagno prima di tutto" lo IACP di Campobasso si è adattato alla nuova corrente di pensiero, d'altronde un singolo studente universitario pagherà certamente di più di un intero nucleo familiare ed in più è garantito il continuo ricambio di "clientela" perché, si sa, le famiglie una volta ottenuta l'assegnazione della casa ne hanno diritto per 90 anni.
Nel frattempo un mio amico, precario ai servizi sociali del comune in questione, mi racconta il dramma che è costretto a vedere ogni giorno e senza la possibilità di fare niente, perché mancano le case, mancano i soldi, mancano le strutture di accoglienza, mi parla di decine di famiglie disperate, sotto sfratto, alcune già senza casa costrette a dormire in macchina, nei garage, nelle cantine e nei sottotetti (si, affittano anche quelli adesso)!.
L'emergenza alloggi è un problema vero e investe l'intero territorio italiano, se ne rende conto qualunque individuo costretto a cercare casa, gli affitti sono improponibili ed i prezzi di acquisto di una casa assolutamente impensabili, lo sanno benissimo i comuni che hanno denunciato più volte questo problema , lo sa benissimo lo Stato, qualche tempo fa anche il giornalista Riccardo Iacona si occupò della questione nella sua inchiesta "W la casa" , eppure ancora non si è fatto niente per risolvere la situazione, per calmierare i prezzi, per combattere gli affitti in nero, questi argomenti raramente sono oggetto di dibattito politico o televisivo se non per dubbi spot elettorali (chi ha detto "aboliremo l'ICI?").
Il mio prof. di Diritto ed Economia Politica mi insegnava che lo Stato è un'azienda particolare il cui scopo non è quello di puntare al profitto ma bensì quello di offrire servizi degni di tal nome a tutti i cittadini, mi faceva l'esempio delle Poste che: "devono poter arrivare anche al cittadino che abita nel paesello di montagna, a costo di dover pagare un postino solo per quel piccolo borgo rurale, perché quel cittadino paga le tasse come tutti gli altri e deve godere degli stessi diritti".
Vorrei tanto che lo Stato Italiano ed i suoi enti chiudessero finalmente la triste pagina della politica "business" (che tra l'altro ha raggiunto risultati disastrosi) e ritornassero a fare ciò che più gli compete, ovvero la politica al servizio del cittadino, soprattutto quello più debole e indifeso.
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