
L'altro giorno, navigando sul web un pò a casaccio, la mia attenzione è ricaduta su questo post pubblicato su Pandemia:
Da qualche giorno stavo pensando di scrivere un post sulla positiva esperienza di acquistare un libro in formato elettronico (ebook) e di poterne disporre subito, senza problemi di spedizione, soprattutto in caso di un libro in lingua originale proveniente dall'estero.
Purtroppo l'esperienza positiva si scontra oggi con un'altra altrettanto se non più negativa: l'impossibilità di leggere un libro già acquistato e pagato regolarmente!!
Vado ad aprire il file del libro e Adobe Digital Editions mi chiede di procedere ad un aggiornamento del software, in assenza del quale non posso aprire più i miei libri. Seguo il link e aggiorno il programma. Vado a riaprire il libro elettronico e cià che mi accoglie è un messaggio di errore relativo al DRM (Digital right management - gestione dei diritti digitali). Vado sul sito Adobe a cercare di risolvere il problema è ciò che trovo è soltanto un messaggio nel forum, con gli stessi problemi, senza una risposta pubblica, a distanza di un mese. [,,,,,]
Oggi i file protetti dai DRM non sono tantissimi, la maggior parte delle persone estrae gli mp3 dai CD o scarica i file musicali dalla rete attraverso il P2P, in buona sostanza sono poche le persone che si ritrovano a maneggiare file protetti, quei pochi che lo fanno utilizzano piattaforme software ed hardware integrate e molto recenti, che ovviamente non presentano alcun problema di interoperabilità.
Ad esempio, moltissime persone utilizzano l'iPod per ascoltare musica protetta dai DRM scaricata da iTunes music store.
L'iPod è una periferica realizzata da Apple, che è anche proprietaria di iTunes, in questo modo è facile per l'azienda integrare l'hardware dell'iPod con il sistema di DRM presente in alcuni files scaricati da iTunes music store, ed è quindi normale che l'utente non riscontri alcun problema nell'usufruizione dei file scaricati.
Ma le cose non sono affatto così semplici, ciò che oggi sembra naturale domani potrebbe trasformarsi in uno scoglio insormontabile
Il DRM è una combinazione di hardware e software, ed è basato su protocolli e standard chiusi, ovvero solo un limitato numero di aziende conosce pienamente lo standard di funzionamento di un determinato DRM, ed il modo in cui tale DRM deve essere implementato nell'hardware e nel software.
Per banalizzare vi farò un esempio pratico.
Prima dell'avvento di Word il programma di videoscrittura più diffuso era WordStar, erano gli anni '80, il personal computer non era diffuso quanto lo è oggi, ma era comunque utilizzato da alcune categorie di professionisti, tra questi i giornalisti e gli scrittori che, per l'appunto, utilizzavano Wordstar per redigere i loro scritti.
Wordstar è stato utilizzato per anni, ed è stato per lungo tempo lo standard de-facto per la scrittura di documenti, ad un certo punto però la concorrenza si è fatta più agguerrita e, dopo qualche anno di transizione, Microsoft Office ed il suo Word hanno scalzato la leadership di Wordstar, il quale, lentamente ed inesorabilmente, è scomparso dal mercato.
Ma quando si diventa "schiavi" di uno standard chiuso è difficile liberarsene. Così, per lungo tempo, molti professionisti hanno continuato ad usare il buon vecchio wordstar ed a non rinnovare le loro vecchie macchine, fino a quando il gap tecnologico non è diventato tale da richiedere una necessaria e dolorosa transizione.
Così gli utenti iniziarono una lenta e faticosa opera di conversione del formato.
Naturalmente le prime versioni di Office fornivano delle utility per la "conversione" dei file wordstar (che però non era sempre perfetta, un pò come oggi avviene con i file .doc ed Openoffice), con le successive versioni tale possibilità iniziò a scomparire.
Coloro che avevano assoluto bisogno di recuperare i loro documenti scritti in Wordstar spesero soldi, tempo e fatica per poter riavere i loro file in un formato gestibile; purtroppo il formato "proprietario" del Wordstar, commercialmente, non interessava più a nessuno, quindi era difficile trovare un adeguato supporto tecnico che agevolasse nella transizione, per questo non pochi si accontentarono di conversioni senza formattazione, ottenute con copia-incolla manuali, ed altri ancora, semplicemente, rinunciarono per sempre ai loro file.
L'informatica è piena di storie simili a quella del Wordstar, la portabilità dei dati nel tempo è uno dei talloni d'achille dell'era digitale e questo tallone è lasciato ancora più scoperto dall'uso sconsiderato dei formati proprietari e dai Protocolli chiusi che spesso le software house, anche di piccole dimensioni, adottano per i loro programmi.
I DRM non fanno altro che aggiungere un ulteriore strato di complicazione verso l'interoperabilità tra periferiche e sistemi operativi, e tra sistemi operativi diversi.
Se consideriamo il DRM come un software, e precisamente come dei software chiusi, basati su standard chiusi (esattamente come il Wordstar dell'esempio), allora possiamo facilmente comprendere quanto sia plausibile aspettarsi che, tra qualche anno, tutti i file basati su un particolare DRM non saranno più utilizzabili dall'utente che li possiede.
Cercare di aprire un file protetto con un DRM "obsoleto", equivarrebbe, in parole povere, a cercare di infilare un mouse USB in una porta PS2.
Tornando all'esempio dell'iPod e dell'iTunes: se un domani l'iPod fosse rimpiazzato da un iPod Ver2, e nel frattempo iTunes si fosse anch'esso evoluto, implementando un sistema DRM più efficace e diverso da quello attuale, gli utenti si ritroverebbero con un sacco di file mp3 protetti con il DRM versione 1, che funzionano solo sull'iPod1, e che quindi sono completamente da buttare.
Se quei file fossero stati dei semplici MP3 non potretti da DRM, sarebbe stato ancora possibile ascoltare tali file con un qualsiasi software o lettore mp3 in commercio, ma l'implementazione del DRM rende tutto ciò impossibile, ed all'utente finale non rimane che buttare via tutti i suoi mp3 regolarmente acquistati o sperare che qualcuno sia così clemente da implementare un'utility per convertire i file in un formato nuovamente usabile.
Non si tratta di semplici elucubrazioni basate su previsioni pessimistiche, è ciò che già succede, anche se, tali spiacevoli sorprese, sono per ora riservate a pochi sfortunati utenti, tra questi gli sfortunati possessori dello Zune Player, di Microsoft, il giornalista che ha provato su Windows Vista un file protetto da DRM, e il povero Luca Conti di Pandemia, che ha acquistato regolarmente un Ebook protetto da DRM, che adesso non riesce più ad aprire.
Acquistando un prodotto protetto da DRM abbiamo scelto di spendere i nostri soldi per un prodotto destinato a scadere, esattamente come avviene per il latte, ma con una sostanziale differenza: in tutti gli alimenti una scritta ci avverte che sono "da consumarsi preferibilmente entro il....", mentre nei prodotti software le aziende si guardano bene dall'informarci sui rischi che corriamo, ed anzi, c'è sempre qualcuno pronto a convincerci che "il digitale è per sempre".
Per questo motivo è necessario boicottare qualsasi prodotto digitale protetto da DRM, solo un fiasco commerciale potrà decretare la fine di questi sistemi di protezione e restituire all'utente la libertà di fare, con ciò che ha acquistato, ciò che gli pare.
Bisognerebbe evitare di acquisare MP3 da iTunes, o da altre piattaforme che vendono file musicali protetti con i DRM, ed evitare anche lettori mp3 che implementano sistemi di protezione (come iPod e Zune Player), ed è necessario evitare l'acquisto di Ebook digitali protetti da DRM, evitare l'acquisto di DVD-VIDEO protetti (al massimo noleggiateli), di CD musicali protetti (poi non lamentatevi se qualcuno installa rootkit a vostra insaputa sul vostro PC), evitate di acquistare televisori HDTV, boicottate i decoder SKY (società che decide per voi cosa potete vedere e cosa no!), i lettori HD-DVD e Blu-ray, e per questi stessi motivi, dovete boicottare Windows Vista.
A proposito di Windows Vista, ho avuto una pacata discussione con Max, un blogger che gestisce uno spazio web in cui si parla degli aspetti tecnici di Vista, non voglio tediarlo ulteriormente con le mie idee (e vi chiedo di fare lo stesso), però alcuni passaggi della nostra discussione sono curiosi.
Ad esempio, nell'ultimo commento mi scrive:
Questa idea che la pirateria favorisce i produttori del software mi ha sempre lasciato perplesso. Se copiano un software della mia azienda la danneggiano economicamente. Perchè per gli altri dovrebbe essere diverso?
Chi ha letto questo mio articolo sa come la penso a proposito. Di certo la mia opinione non rappresenta la verità assoluta, ma forse qualche spunto nella giusta direzione c'è.
Invece sui sistemi di protezione dei contenuti la mia posizione è più netta: non mi piacciono (ma come fermi i pirati?). Ma non penso che boicottare Vista sia la risposta.
Chi segue questo blog saprà che Blu-Ray ed HD-DVD non sono ancora diventati uno standard diffuso, eppure i loro sistemi di protezione sono stati già craccati. Di fatto qualsiasi sistema di protezione (i codici di attivazione di alcuni software, i DRM, persino le chiavi hardware) non hanno mai fermato la diffusione pirata di un software. I DRM non servono per combattere la pirateria, se le Major sperano questo sono davvero gestite da un branco di sprovveduti. Anche su questo argomento ho già detto la mia in questo post, vi invito a leggerlo.
Sulla frase finale di Max, " non penso che boicottare Vista sia la risposta", faccio un esempio pratico:
Mettiamo che un domani un'ipotetica fabbrica di automobili, diciamo la FIAT, diventi monopolista del mercato e decida, non si sa se per fare un favore a se stessa oppure ad altri produttori di componenti, di inserire in tutte le sue auto il pilota automatico.
Suppongo che tale scelta provocherebbe le ire di tutti gli appassionati di guida, i quali promuoverebbero un movimento di protesta contro l'imposizione del pilota automatico su tutte le automobili.
Se gli automobilisti, in massa, non volessero l'introduzione del pilota automatico nelle auto, ma la FIAT decidesse comunque di lanciare quest'auto sul mercato, decantandone le doti di sicurezza e le qualità costruttive, l'unica scelta logica da parte degli automobilisti non sarebbe forse boicottare il nuovo modello a pilota automatico della fiat al grido di: decido io dove deve andare la mia macchina?.
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Le DRM per funzionare necessitano della costante "supervisione" (chiamiamola autorizzazione se preferite) da parte dello store (Itunes, Rosso Alice, ... e quanti altri). Ergo se non c'è questa supervisione i brani non funzionano o smettono di funzionare. Oltre ai problemi che hai già accennato la cosa che fa venire la pelle d'oca è proprio il controllo dell'acquirente (e la mia privacy ?). Inoltre non smetterò mai di sottolineare che tutto fila liscio (si fa per dire) sino a quando lo store non chiude i battenti, a quel punto soldi e brani sono persi .... e non la vedo una ipotesi così remota, magari non per Apple ...
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interessante.
molto.
e spiegato anche molto bene.
clap clap.
purtroppo sono anche io molto perplesso quando si parla di boicottaggio.
Per uno che boicotta mille se ne fregano.
(e ti porto esempi come la nestlè, l'agip, le pellicce...)
deve esserci un altro modo.
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Secondo me è praticamente impossibile boicottare id DRM o Vista.
La maggior parte degli utenti non sa nemmeno di cosa state parlando e si renderà conto, forse, del problema quando ormai non si potrà piu' tornare indietro.
Smettiamola, allora, di parlare di DRM !!!
Affrontiamo il problema alla radice se vogliamo che qualcosa cambi.
Qual'è la radice ? Ovvio le leggi sul copyright.
Le major e le industrie di software parlano di proprietà intellettuale e di tutela della stessa da parte degli stati. Accomunano questo tipo di proprietà al possesso di beni con tutto ciò che ne consegue. La difesa della proprietà privata è uno dei "must" delle democrazie occidentali e non solo.
Ormai questa uguaglianza tra la proprietà intellettuale e quella di beni materiali e di fatto accettata come legge naturale.
Ma è davvero così ??
E' veramente possibile vendere una proprietà intellettuale? E' proprio una legge di natura che cio' che è frutto dell' intelligenza e delle sensibilità di un essere umano possa essere ceduto, e per sempre, ad un'altra persona ??? E', davvero, normale che gli eredi degli eredi di un poeta godano dei benefici derivanti dalle sue opere senza saper nè leggere nè scrivere ?? Non sarebbero, al limite, da tutelare maggiormente chi è stato maestro o insegnante o ispiratore del grand'uomo ?? E chi ha scritto i libri che egli ha letto o suonato musica che ha ascoltato non dovrebbe essere partecipe nel godere della proprietà della sua arte ??
La mia idea sul copyright:
1) I diritti su un'opera di ingegno non possono essere ceduti.
2) E' possibile appaltarne uno sfruttamento commerciale a terzi ma limitato (molto limitato) nel tempo e nelle modalità.
3) La tutela deve essere esplicitamente richiesta e rinnovata ogni anno.
4) La tutela cesserà, comunque, alla morte dell'autore.
6) La proprietà intellettuale è concessa agli "intelletti" , cioè a possessori di "intelletto", cioè esseri viventi , persone fisiche.
Ragioniamo su questo e poi che facciano tutti i DRM che vogliono !
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tusaichi, Leo, io credo che prima del boicottaggio serva l'informazione. Un acquirente consapevole è un acquirente più difficile da infinocchiare.
Io l'ho già scritto, stiamo ragionando su numeri enormi, non spero certo che Vista sia un flop totale, ma se i sistemi operativi alternativi (possibilmente liberi) iniziassero ad erodere una quota di mercato maggiore, fino a raggiungere uno share del 10-12%, a quel punto il mercato non potrebbe più ignorare le alternative e questo innescherebbe un trend positivo.
Tutto ciò è possibile, l'esempio lampante è Firefox. C'è stato un periodo, prima dell'avvento di Firefox, in cui i siti web erano fatti per funzionare "solo con internet explorer", il più delle volte si trattava di realizzazioni tecniche mediocri, spesso zeppe di codice proprietario.
Ora lo share di mercato di Firefox, per quanto piccolo rispetto ad Internet Explorer, non consente più ad un operatore del web, soprattutto se serio, di ignorare le "alternative", a meno che non voglia privarsi di una media di visitatori che oscilla tra il 10 ed il 20&, a seconda del "target" a cui è indirizzato il sito.
Se Vista vendesse meno di XP, e se Microsoft perdesse quote significative di mercato, allora il mercato cambierebbe.
In ogni caso niente è impossibile, Microsoft ha già fatto i suoi flop commerciali (WinMe, ma soprattutto Windows Server 2003).
In quanto ai DRM in generale, credo che il boicottaggio sia più fattibile.
Leo, le attuali leggi sul copyright sono indegne, vanno sicuramente riviste (ne ho già parlato in passato e ne parlerò ancora... c'è un bell'articolo in vista...
), possiamo fare petizioni, possiamo diffondere la voce, ma credo che il consumatore abbia una sola arma in mano: non consumare. Le aziende ragionano con il portafoglio... se speriamo di ottenere qualcosa con le pressioni politiche stiamo freschi, quelli hanno più soldi e più influenza politica dell'intera blogosfera messa assieme.
Quando ho installato xubuntu ppc su ibook mi sono ritrovato con circa 45 brani musicali illeggibili, in sostanza 45 euro (anzi 45 *0,99 ce = 44,55) buttati al vento, al servizio clienti di apple italia (un numero a pagamento altra ca**a*a) mi è stato gentilmente risposto che avendo installato un sistema operativo diverso sul mio ibook ho perso garanzia e diritto di assitenza. (alla mia richiesta di rimborsarmi almeno la chiamata al numero a pagamento mi hanno chiuso in faccia la telefonata.)
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Vorrei precisare che la mia affermazione sul fatto che boicottare Vista non sia la risposta va ovviamente estesa: boicottare qualsiasi strumento dotato di DRM non è la risposta.
Boicottare i dispositivi riproduttori per un consumatore moderno è difficile se non impossibile. Quando in un prossimo futuro andrai in un centro commerciale per comprare un televisore in sostituzione di quello guasto e troverai solo televisori HD con la protezione che farai?
E faccio notare che questo accadeva IERI e accade OGGI con i videoregistratori. Ad esempio come faccio a riversare le mie (per fortuna poche) cassette su DVD? Non è possibile perchè i video registratori hanno un dispositivo anticopia (Macrovision). Quindi il mio supporto VHS è oramai scaduto. Il supporto anticopia del VHS nel passato ha impedito la diffusione del formato? Evidentemente no!
Personalmente io non compro musica online ma solo su CD proprio per garantirmi dall'obsolescenza del supporto.
In realtà i produttori di riproduttori spesso sono succubi dei produttori di contenuti (il ricatto è semplice: se non fai riproduttori con la protezione io ti impedisco di far vedere i miei contenuti o ti faccio causa). A volte il confine è più labile e in effetti gli standard che stanno dietro ai contenuti HD sono produzione di "tavoli" a cui siedono i vari attori (ma non i consumatori) che si sono ingegnati a trovare un compromesso. Anche a livello legale oggi è più difficile. La situazione precedente basa su alcune famose cause che hanno reso il produttore del dispositivo riproduttore non colpevole se qualcuno lo utilizza per duplicare contenuti sotto copyright. Oggi è legalmente più difficile e anche sul consumatore pendono leggi più pesanti (penso al DCMA o alla legge Urbani) che bloccano persino alcuni aspetti che sembravano far parte del cosidetto "fair use" (come le copie ad uso personale - si possono fare ma è proibito crackare il sistema anticopia).
Insomma mentre è facile identificare una compagnia con il male assoluto (ogni riferimento è voluto), è difficile rendersi conto che il problema è assai più ampio. E' impossibile, secondo me, boicottare i produttori di dispositivi anche perchè questi (e Vista come l'iPod ne sono un esempio) permettono anche di utilizzare tranquillamente contenuti non protetti. E' solo il DRM nei contenuti che limita l'utente.
Visto che siamo in tema di contenuti protetti avete visto ultimamente la qualità delle TV (analogica) non a pagamento o pubblica? E la quantità di offerte a pagamento? Questo cosa produrrà nel medio periodo? Farà pensare alla gente che occorre pagare per vedere una TV di una qualità (forse) migliore (e pure con la pubblicità)!
La soluzione è possibile solo se cambieranno le modalità di consumo dei contenuti.
Sul tema della copia del software... potrei argomentare a proposito penso degnamente ma sarei off-topic.
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MIchelangelog
Un altro ottimo esempio del perché non bisogna acquistare musica protetta da drm.
Max
Per adesso è il caso di pensare al presente. Ho appena acquistato un televisore e non è un televisore HD. Al momento acquistare un televisore HD è un errore per svariati motivi, non solo per i DRM.
Intanto, come ho detto, non esistono canali che trasmettono in HD in Italia (tranne 4 canali sky a pagamento), non solo, vedere i canali normali con un televisore HD non è il massimo della vita. L'effetto è simile a quello che provano i possessori di televisori 16/9, immagini appiattite, ed in più anche molto pixellose.
Aggiungi a questo il fatto che il formato HD è ancora in discussione, non c'è un solo HD, ma vari tipi di risoluzione, poi ci sono i televisori HD Ready che non sono esattamente HD.... insomma, non posso spiegare tutti gli aspetti qui, in un commento di un post, ma se aggiungiamo il fatto che neanche i DVD sono HD, non riesco davvero a comprendere la logica che dovrebbe spendere le persone ad acquistare questi costosi televisori. Anzi, la logica c'è, è marketing, per farti un altro esempio: qualche tempo fa ho scritto dei decoder digitali terrestri venduti nei negozi di Campobasso (città in cui ho vissuto per un anno), peccato che a Campobasso il segnale DTT non è ancora arrivato per cui i decoder digitali terrestri non servono a niente. Eppure li vendono, e qualcuno li compra! Questo l'articolo in cui racconto tale stranezza
Diciamo che quella compagnia fa di tutto per non farsi voler bene, né dai suoi clienti, né da quelli delle altre compagnie. Non so se hai letto le dichiarazioni di Ballmer su MacOSx rilasciate qualche giorno fa, oppure le nuove accuse contro Gnu/Linux che, sempre secondo il Pres. della Microsoft, violerebbero la proprietà intellettuale della società di Redmond.
Purtroppo quando sei costantemente tra le aziende capofila in tutte le iniziative che tendono a limitare le libertà dell'utente, è difficile che si possa essere amati. In questo caso, non è forse la Microsoft la prima azienda ad aver introdotto i DRM? La risposta è si, è stata la prima, con il formato ebook.
Su questo ci vorrebbe un intero trattato socio-politico, lasciamo perdere!
Se ne hai voglia puoi farlo, sia qui, in questo post, sia in questo articolo, che parla proprio di pirateria.
Microsoft è meno brutta di come la si dipinge. Anche io la pensavo così poi qualche anno fa ho cominciato a conoscerla e non è così male.
Non so a quali dichiarazioni di Ballmer su MacOSX ti riferisci ma immagino siano poco tenere, un po' come quelle che Jobs fa su Vista!
Sui diritti intelettuali su Linux è una situazione complessa. Vediamo se passeranno alle vie di fatto (ma non penso).
Sul DRM non è stata proprio la prima: è stata la prima a diffonderla sulla piattaforma. E prima del DRM su molte macchine di fascia più alta si usava (si usa) bloccare il software sulla macchina stessa (mainframe, macchine UNIX, ecc.).
Ma l'alternativa è non avere certi contenuti sui PC. Siccome hanno l'obiettivo di diffondere i PC ovunque è ovvio che si danno da fare per abbattere certe barriere.
Il commento sulla TV era dovuto al fatto che secondo me esiste un disegno che vuole spostare il consumatore dalla fruizione libera a quella a pagamento su piattaforma protetta. E questo è molto peggio del DRM su Vista.
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[...] iPhone sostiene e supporta la tecnologia Digital Restrictions Management(DRM); [...]
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Non c'e' altro sistema per convincere gli Editoti di ebook ad eliminare il DRM: BOICOTTARE tutte le opere che contengono questo sistema.
E' incongruente, illogico, ingiusto che, dopo avere regolarmente comprata l'opera, non si possa leggerla su un reader che non supporta l'epub, come ad es. il kindle americano primatista mondiale per prezzo e qualita'.
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Ahahaha! e sarebbe per questo
che boicottano vista? Vista e' come dice
il nome da vedere, perche ad usarlo
e' pieno di bug, fastidioso e pesante...
hanno provato a sistemarlo con il 7 ma
rimane comunque pesante e un po' scomodo rispetto a xp.Comunque, se, chi la musica (o altro) se la compra legalmente dopo puo'
dargli problemi, allora uno non ci pensa neanche e sela scarica... proprio un bell' incentivo anti-pirateria questo!!!!
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Due cose:
1) Word ha fatto fatica a sostituire word star perchè non implementava le tipizzazioni del testo (e non le implementa ancora), tant'è che nella maggior parte dei casi chi scriveva per professione non è passato a Word, ma a TEX che invece di essere più comodo da usare di Word Star come Word, lo è meno, ma implementa le tipizzazioni in modo esaustivo.
2) DRM non significa solo non poter copiare un brano musicale, non poter ascoltare un brano su un lettore diverso da quello per il quale lo si è comprato o non poterlo prestare, cose di per sè già abbastanza sgradevoli e tutto sommato limitative di diritti sanciti dalla legge; DRM significa anche non poter eseguire software non omologato, non poter accedere a siti che si trovano su di una black list e così via. Quello della musica è solo il primo passo per la cancellazione di quella incredibile libertà di comunicazione alla quale il WEB, negli ultimi trent'anni, ci ha abituati. Nel giro di breve, il tempo necessario per portare il DRM sulla maggior parte dei PC, ci troveremo ingabbiati e sul WEB si potranno trovare solo informazioni "allineate".
E poi, non è certo costringendo la gente a pagare per quello che consuma che si può migliorare il mondo, semmai insegnandoglielo.
Ciao, Paolo.
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