
Quest'inverno incredibilmente caldo ha incentivato ulteriormente le discussioni intorno al problema del surriscaldamento globale del nostro pianeta.
L'inquinamento: generato dalle industrie, dai sistemi di riscaldamento, dalle automobili, dalla spazzatura, ovvero dalla nostra civiltà moderna, ha da tempo raggiunto e superato i livelli di guardia.
Ma qual'è la città più inquinata del pianeta?
Secondo David Shukman, giornalista di BBC News, tale primato spetta a Copsa Mica, una piccola città industriale situata nelle valli della Transylvania, in Romania.
Le sue parole:
"A pochi minuti dal mio arrivo a Copsa Mica, una piccola città industriale nelle valli della Transylvania, ho potuto sentire l'inquinamento nei miei occhi e nel naso. Sono stato addirittura in grado di assaggiarlo, ha un sapore un pò dolce".
Dietro di me c'era una fabbrica costruita alla fine degli anni 30 per lavorare metalli pesanti, giganteschi impianti di fusione che, nelle ultime decadi, hanno sparato fuori quantità terrificanti di agenti contaminanti.
La fabbrica è attualmente gestita da una società Greca: Mytilieneos Holdings, che ha recentemente installato nuovi filtri allo scopo di ridurre le emissioni entro i limiti stabiliti dalla UE.
Le statische ufficiali dimostrano che l'aspettativa di vita di chi vive in questa città è 9 anni più bassa rispetto alla media nazionale.
Secondo il prof. Doru Banaduc, dell'Università di Sibiu: "La città è davvero un posto pericoloso in cui vivere - ogni cosa toccata, mangiata, l'aria che si respira, è dannosa per la salute".
Le persone, ma ovviamente anche gli animali e le piante, hanno nel corpo quantità di piombo ed altri metalli pesanti che risultano essere 10 volte superiori rispetto al limite prescritto dalla legge!
Tra gli sfortunati abitanti di questa città dai contorni Cyberpunk, chi può acquista cibo prodotto in altre zone del paese (in città esistono negozi specializzati nella vendita di prodotti extraurbani), gli altri sono costretti ad adattarsi e quindi a nutrirsi con vegetali e carni prodotte in loco.
In Italia invece in che stato versiamo?
Probabilmente la città che vive la situazione di inquinamento più drammatica è Taranto;
[....] in base al Registro EPER - Registro delle emissioni inquinanti dell'Unione europea – Taranto è, dopo Seveso, la città a più elevato rischio di diossina (il 30% delle emissioni in Italia, l'8,8% di tutta Europa); l'Ilva di Taranto si posiziona al secondo posto in Europa per le emissioni di Co2 (classifica “Sole-24Ore”) e produce il 10% di Pm10 di tutta Europa; Taranto è, stando all'ultimo Rapporto congiunto Legambiente/Sole-24Ore, ultima tra le province italiane per qualità ambientale. [.....]
Fonte Italia Tv.
Il paradosso è che queste grandi industrie siderurgiche (L'Ilva di Taranto è una delle più grandi d'Europa), pur danneggiando considerevolmente la qualità della vita delle città che le ospitano, diventano comunque necessarie all'economia della città.
L'Ilva è la fabbrica della morte, si tratta dell'industria con il più alto indice di morti e feriti sul lavoro, è una fabbrica vecchia ed altamente inquinante, in mano ad un industriale che agisce da vero e proprio sfruttatore (è in corso un'azione legale a suo carico per truffa ed estorsione ai danni dei 316 lavoratori, il pm ha chiesto 5 anni), eppure il polo siderurgico fornisce lavoro a molte famiglie, l'economia della cittadina Jonica risentirebbe pesantemente di un'eventuale chiusura dell'Ilva.
La nostra civiltà è fortemente dipendente dal progresso: pochi di noi sono in grado di rinunciare all'uso dell'auto, ma anche agli elettrodomestici, ai cellulari, ai computer, al treno, all'aereo, in generale a tutti quei comfort che per essere prodotti richiedono lavorazioni industriali altamente inquinanti e dannose per l'ambiente.
Ne sono certo, nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa: usare di meno l'auto, fare la raccolta differenziata, non esagerare con il riscaldamento, cercare di usare prodotti riciclabili, lavorare per l'incentivazione delle energie alternative e rinnovabili, imporre filtri alle fabbriche inquinanti.
Ma, aldilà di ogni retorica, temo che tutto questo possa servire soltanto a rallentare il degrado del pianeta, non a fermarlo.
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Ciao dolcezza mia..ti ho continuato a rispondere sul blog di silvia...ma anche qui continuo a dire che mi mancano i tuoi racconti...sigh.
Un abbraccio e un bacio
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Beh, il vecchio blog aveva un taglio molto personale, che sicuramente non riprenderò quasi più, di racconto vero e proprio in realtà ne avevo messo solo uno, però in futuro potrei metterne qualcuno... vediamo..
Però sono contento di sapere che ciò che scrivevo ti è rimasto così impresso!
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avrei pensato a scenari cinesi, mai alla Romania.
E' proprio vero che non sappiamo nulla di quello che ci accade sotto il naso.
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molto interessante questo articolo
caro salvatore, avevi un altro blog prima? non è più visibile ? ti avrei letto volentieri
mi piaccioni i blog personali !
un saluto erica
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Jenè, già, ma anche da noi c'è da stare poco allegri, qui in Puglia poi tra petrolchimici, siderurgici, rigassificatori e centrali termoelettriche siamo messi davvero bene.
Si Erica, io non lo consideravo nemmeno un vero e proprio blog, quanto una "tavolozza" dove lasciare i miei pensieri.
Però ha avuto una vita molto breve, tra l'altro quel poco che avevo scritto l'ho quasi tutto conservato.
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Le discussioni dovrebbero portare però a delle decisioni e a delle iniziative concrete.
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Spiegati meglio Giulia.
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avete ragione che non si puo vivere a copsa mica io sono una ragaza che sono nata e visuta la fino a l"eta di 15 ani...pero e vero anche che tanta gente rimara senza lavoro se la fabrica chiude...
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Questo ragionamento però è un'arma a doppio taglio. Anche a Taranto c'è lo stesso problema. Leggi qui.
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