
Titolo originale: "Why Vista will mean the end of the Microsoft monolith";
Bene, la lunga attesa è giunta alla fine. L'elefantesco parto di Microsoft ha prodotto un erede. La settimana scorsa la compagnia ha distribuito la "Release Candidate 1" (RC1) di Vista, la nuova incarnazione di Windows, a circa 5 milioni di fortunati clienti.
Bisogna considerare questa come una beta finale del software. Microsoft ha dichiarato che sta lavorando alla distribuzione di una versione per il mercato "corporate" da consegnare in Novembre, seguita da una realizzazione per il consumatore finale da consegnare ai grandi centri di distribuzione in Gennaio.
Microsoft ha anche fatto sapere i prezzi USA per il nuovo sistema operativo. La versione "Home Base" costerà 199 dollari, la "Home Premium" arriverà a 239 dollari, "Vista Business" è valutata 299 dollari e "Vista Ultimate" arriverà all'abbondante prezzo di 399 dollari.
Le vulnerabilità di sistema invece saranno "fornite" gratis in tutte le versioni.
Sembra che ci sarà anche una versione "Starter Edition" che sarà venduta agli abitanti delle nazioni povere nel futile tentativo di impedire che queste ultime scarichino la versione "Ultimate" e la vendano per le strade di Shangai, Bangkok e Singapore per un dollaro a pezzo.
Ci sarà una prevedibile (e costosa) campagna pubblicitaria in coincidenza con la versione finale del software. Ma a Redmond, Washington, nel quartier generale di Microsoft, gli unici suoni che si sentono sono di persone che borbottano "Mai Più". La storia di Vista si è trasformata in un incubo societario interminabile. Il nuovo sistema operativo è in pianificazione da due anni e la versione finale sarà appena l'ombra rispetto a quanto era stato previsto quando fu assegnato al progetto il nome in codice di "Longhorn".
Vista si è lasciata alle spalle pezzi di rottami aziendali ed ha richiesto una grossa riorganizzazione dei vertici manageriali. Jim Allchin uno dei più "integralisti" ideologi della linea dura (ed il tipo i cui appunti sullo "spingere" il monopolio di Windows hanno probabilmente provocato l'azione dell'antitrust nel 1998), ha annunciato che intende andarsene appena Vista sarà spedito. E proprio mentre la RC1 veniva distribuita è stato annunciato che Brian Valentine, il capo del reparto "Sistemi Operativi", sta abbandonando Microsoft per essere assunto da Amazon.com. Secondo il Seattle Times, l'uscita di scena di Valentine è amichevole, ma la sua uscita segna la fine di un'epoca.
La saga di Vista consegna due interessanti lezioni al mondo del business informatico.
Pone ad esempio la questione se questo modo di produrre software di tale complessità non abbia raggiunto il suo limite naturale. Microsoft è un'azienda estremamente ricca, piena di risorse, e nonostante questo il lavoro di creazione e distribuzione richiesto da Vista ha portato la società al limite di "rottura". Un'azienda più piccola sarebbe rimasta schiacciata sotto un tale sforzo produttivo. E ancora, mentre gli ingegneri di Microsoft procedevano a passo di morto, la comunità open source ha realizzato una serie di grandi miglioramenti sul sistema operativo Linux.
Come possono gli hackers, sparsi in tutto il globo, che lavorano senza compensi, e collegati tra loro solamente attraverso la rete e la condivisione degli stessi valori, sorpassare l'azienda di software più astuta del pianeta?
I fan di Microsoft ribattono che Vista è molto più complesso di Linux. Ma questo è tutto da dimostrare [ndr. vediamo il codice!].
Potrebbe essere invece che le aziende totalmente basate sulla rete, come è il progetto Linux, rappresentano al momento il miglior metodo produttivo per software molto complessi, allo stesso modo in cui la linea di produzione delle Toyota è il miglior metodo di produzione per l'industria automobilistica.
Le difficoltà di sviluppo di Vista sono figlie della sua struttura monolitica a della necessità di "compatibilità all'indietro", per garantire che le i software utilizzati dai clienti nelle loro vecchie versioni di Windows funzioneranno anche su Vista. Questa enorme eredità di applicazioni sono per Microsoft un freno nell'innovazione. Il trauma di Vista ha convinto alcuni ingegneri Microsft sulla necessità di adottare in futuro un approccio radicalmente differente.
Il profilo che si delinea all'orizzonte è già visibile. In primo luogo, abbandonare l'idea di un sistema operativo monolitico e passare ad un'architettura modulare e, in seconda istanza, adottare la "virtualizzazione" - una tecnologia che consente di far girare più sistemi operativi (o alcuni suoi moduli) in parallelo - per risolvere i problemi di compatibilità all'indietro.
La virtualizzazione è la prossima grande svolta del settore informatico, e la lezione di Vista è che Microsoft per sopravvivere nei mercato dei sistemi operativi dovrà abbracciare questa tecnologia.
Il problema (per Microsoft) è che la compagnia leader di questa tecnologia è Xensource, un parto del laboratorio di informatica dell'Università di Cambridge. E l'aspetto ironico inizia proprio qui. Non soltanto perché il laboratorio è ospitato nel Palazzo "William Gates" (in onore della donazione fatta dal "boss" di Microsoft), ma soprattutto perché il cuore della tecnologia di Xen è - udite udite! - open source, una cosa che a Redmond è ancora considerata roba da "diavoli comunisti".
A tempo debito un accordo sarà raggiunto e Xensource arriverà nelle zone alte.
Ma se state pensando di investire temo che abbiate perso il treno, Hohn Doerr, il più grande capitalista d'impresa del mondo (Sun Microsystems, Compaq, Lotus, Intuit, Genetech, Millenium, Netscape, Amazon e Google, fra le altre), è arrivato prima. In questo mercato è necessario muoversi presto se non si vuole rimanere a terra.
Fonte: Guardian Unlimited
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Vista è costato e costerà a MS un saccone di soldi per recuperare i quali dovrà vendere ai prezzi di sopra, si vocifera anche che le versione oem costerà di più rispetto a Win xp oem, vedremo, sicuramente per i primi tempi chi vende pc ad aziende e ditte spingerà sul più collaudato (e forse più economico) XP per un anno o due (o almeno fino a quando MS non lo ritira) un po' come è successo per win 2000. Vista si vedra come sempre sui pc venduti al supermercato magari in quelli di fascia alta e su quasi tutti i PC degli assemblatori (al 90% versione installata per testare il pc, quindi senza licenza). Vista avrà problemi a penetrare il mercato, problemi che possono diventare veramente spinosi se, l'UE si intestardisce nel persequire pseudo comportamenti monopolistici di MS (il pseudo è riferito al fatto che perseguita alcune cose ma ne lascia passare tante altre), se il produttori di PC si svegliano e continuano a proporre XP o a girare lo sguardo verso altri orizzonti, se Apple inizia a distribuire Mac OS per PC compatibili (ipotesi improbabile ma non impossibile). Buonaparte del possibile flop insomma dipende da chi copre le spalle a MS:governi, distributori, produttori HW, concorrenti, produttori software e un po' pure i comuni utenti se tutti questi soggetti si rompono finalmente le @@ di sopportare le "prepotenze" di MS qualcosa cambierà: MS ce la sta mentendo tutta diamogli una mano
MY 2 cent
NB non prego per la chiusura di MS, anzi, spero che più concorrenza porti prodotti migliori, prezzi più onesti e possibilità di scegliere.
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Io sono del parere che, oltre ad essere un elefante, Vista non porterà nessuna innovazione concreta. Sarà solo un'altra bella grafica e qualche programmino per il cazzeggio.
Nei primi bench, già perde. Ma, aspettiamo le release finali per capire quanto questo enorme sforzo, che ha perso per la strada pezzi grandi come WinFS, possa dimostrarsi un prodotto vendibile.
Da una parte Linux (non Novell e IBM che spingono) e dall'altra MacOSX (con Apple che cerca di tenersi gli *nix-isti buoni) penso che la fetta dollarosa di MS stia scricchiolando...
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GIU', se non ricordo avevo riportato un altro articolo che parlava del costo delle future versioni OEM di Vista, si parlava di un aumento del 40% se non erro (non farmi cercare!
).
In quanto alla UE ha già fatto sapere che Vista così come non va bene e rischia un'altra multa, questo l'articolo:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1645481&r=PI
nel frattempo qualcuno era riuscito a far funzionare Macintel su PC e qualcun altro a far funzionare Vista su Machintosh:
http://www.downloadblog.it/post/2463/vista-la-nuova-versione-di-windows-gira-su-mac
DETRO, in effetti molte delle innovazioni previste con il rilascio di Vista sono state accantonate, se poi consideriamo che Microsoft ha parlato di innovazioni per IE riferendosi al blocco dei pop-up ed alla navigazione a schede, roba che altri browser hanno da anni....:-D
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Doxaliber ha scritto: "Le vulnerabilità di sistema invece saranno “fornite” gratis in tutte le versioni."
Questa frase è troppo bella! Da appendere dietro la porta della cameretta!
Linux Inside!
Ciao
4 EveR YounG
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Secondo me la "marcia funebre" che ha accompagnato la produzione di Vista on dimostra che una grande società sia oggi in grado di lanciarsi in progetti ambiziosi e innovativi, infatti Mac butta fuori un sistema pià bello dell'altro con un ritmo incredibile.
Dimostra invece quanto siano fragili le basi di partenza (migliorare windows sembra molto più complesso che migliorare BSD), quanto sia difficile buttare via tutto (quando si hanno così tanti clienti da soddisfare è impossibile non essere retrocompatibili), e che probabilmente usano metodi sbagliati di sviluppo (forse anchora quelli che desciveva Joel ai tempo di Excell)
Per quanto riguarda distribuzioni e prezzi: apple ne gioverà certamente ma non potrà ribaltare il mercato, e sinceramente non penso neanche sia nei loro piani aziendali, mentre per Linux, forse oramai i tempi sono anche maturi per una larga distribuzione in ambiente casalingo e lavorativo (io uso linux da parecchio senza problemi) ma finche non vedrò al supermercato un computer con montato Ubuntu (ad esempio) al fianco di un computer con montato vista e con il relativo costo più alto di licenza, non credo sinceramente che possa cambiare nulla per quanto MS tenga alti i prezzi.
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Beh Sergio, credo che il modello di sviluppo Microsoft sia rimasto unico nel suo genere, la Microsoft è in buona sostanza l'unica società che si è erta a baluardo del software proprietario e che continua a ritenere l'open source: "roba da comunisti".
La Apple stessa, che tu indichi come modello di successo, è rinata a nuova vita proprio perché ha smesso di sviluppare un sistema operativo tutto suo e si è affidata alle solide basi di BSD per poi scriverci sopra solo parti di interfaccia grafica ed alcuni tool ed assemblare il tutto nel suo sistema operativo.
Qui, l'articolo non punta molto a stabilire se il Monopolio Microsoft sia al capolinea, i monopoli sono difficili da abbattere anche a causa della pigrizia degli utenti, per alcuni ci vuole una fatica pazzesca per convincerli a cambiare browser, figurati per convincerli a cambiare sistema operativo!
L'articolo invece si incentra sul "modello di sviluppo", per quanto tempo ancora Microsoft potrà continuare con il suo sistema di sviluppo "centralizzato" che, tra l'altro, prevede spesso e volentieri la mancanza di retrocompatibilità proprio per spingere i nuovi prodotti?
Sono certo del fatto che Linux è cresciuto parecchio e ritengo che le sue quote di mercato siano in crescita, ma credo anch'io che finchè non si troveranno versioni di linux pre-installate la sua diffusione si limiterà solamente alle persone più "esperte" e più smaliziate.
Per questo sarebbe forse necessario che le distribuzioni trovassero alleanze tra i produttori di software per la vendita di PC "Linux Inside", anche se, è bene ricordarlo, la Microsoft è già stata condannata e processata per aver imposto "con la forza" ai produttori di hardware la vendita di PC con Windows Pre-installato, pena il ritiro della licenza.
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