Giudice decide di scarcerare un hacker che si era introdotto in un sistema bancario senza alcun permesso

28 set
2006

Glider - Il simbolo degli hacker

Nuova Zelanda: Un uomo che era entrato nel sistema telefonico della Reserve Bank per scovare i punti deboli del sistema di sicurezza ed in seguito aveva richiesto un pagamento alla banca per i suoi "insoliti servizi" ha dichiarato alla Corte del Distretto di Wellington di essere rimasto sorpreso quando la polizia lo ha interrogato in merito alle sue azioni.

Gerasimos Macridis, questo il nome del trentanovenne ricercatore, aveva ammesso la sua colpa in seguito alla denuncia per essersi introdotto intenzionalmente nei computer della banca pur sapendo di non avere alcuna autorizzazione.

Macridis il 30 Maggio aveva telefonato alla Reserve Bank presentandosi come un consulente alla sicurezza.

Egli sottolineò i problemi che aveva riscontrato nel sistema telefonico della banca, e dopo richiese un pagamento per fornire all'istituto le informazioni di cui era venuto a conoscenza. Macridis contattò anche la società telefonica per richiedere un pagamento, ed anche in questo caso descrisse i test che aveva condotto, le vulnerabilità che aveva trovato ed il modo in cui il tutto poteva essere risolto.

La Reserve Bank a questo punto fece una denuncia alla polizia, che si recò all'abitazione di Macridis il giorno 21 Settembre e pose sotto sequestro il suo computer, l'uomo ammise subito di non avere alcuna autorizzazione da parte della società telefonica per condurre le sue ricerche, ma affermò anche di non immaginare che le sue azioni erano illegali.

Macridis aveva un significativo numero di precedenti denuncie e pare che per lui fosse un'abitudine quella di cercare di ottenere soldi attraversò le sue capacità tecniche, questo secondo l'accusa.

In sua difesa Macridis ha detto alla corte di aver lavorato negli ultimi 11 anni come consulente di sicurezza su una base "casuale" . Ha dichiarato di aver già precedentemente effettuato vari tipi di servizi per la società telefonica ed aver completato assegnazioni per la Polizia ed il Dipartimento degli Affari Interni, disse anche che le sue intenzioni erano lecite, secondo lui tutte le telefonate della banca ed i suoi fax potevano essere intercettati anche oltremare.

Il Giudice, Ian Mill, ha descritto il caso come "inusuale". Ha fatto notare che gli episodi disonesti in cui Macridis era rimasto coinvolto erano cessati 10 anni fa, ha dichiarato che Macridis in realtà ha utilizzato il suo talento per identificare problemi di sicurezza e che grazie a questo aveva rintracciato un rischio molto grave, sia per la Banca sia per i suoi clienti.

Inoltre Macridis non aveva passato le sue informazioni ad altri in cambio di soldi, nè tantomeno le aveva utilizzate per derubare la Banca.

"Dal mio punto di vista le sue intenzioni erano onorevoli", queste le parole del giudice che, giudicando la galera una punizione non proporzionale alle azioni compiute dall'imputato ne ha stabilito l'immediata scarcerazione.

Fonte: New Zealand Herald

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2 Risposte to “Giudice decide di scarcerare un hacker che si era introdotto in un sistema bancario senza alcun permesso”

  1. Chris scrive:

    Grande giudice :D
    Comunque potrebbe fare questi servizietti tramite regolare contratto di lavoro no? In questo modo eviterebbe che qualcuno si ingrifi con lui (come avviene già per i tiger team che testano la sicurezza delle aziende).
    Ciao :)

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  2. Doxaliber scrive:

    Infatti Chris, discutevo anche su un altro forum, da un punto di vista etico il comportamento dell'hacker è sbagliato, la richiesta di denaro potrebbe essere giustamente considerata un ricatto!

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