Sicurezza: i grandi produttori pretendono l'omertà

9 ago
2006

Lucchetto
Su newsforge è nata una polemica intorno ad un problema di sicurezza legato alle schede wi-fi.

La filosofia degli hacker presuppone che tutte le vulnerabilità scoperte siano rese pubbliche, questo per garantire una pronta copertura della "falla" e diminuire quindi i possibili danni per gli utenti.
Ovviamente questo punto di vista è continuamente dibattuto perché c'è chi ritiene che i problemi di sicurezza non debbano essere divulgati.
Questa "corrente" di pensiero è capeggiata ovviamente dai produttori di software e hardware che rischiano crolli di vendite e perdite di immagine ogni volta che un grave "baco" viene scoperto all'interno dei loro prodotti.

La polemica in questo caso riguarda due esperti di sicurezza, Dave Maynor, dipendente della Internet Security System e Johnny Cache .
I due hanno scoperto un Exploit grazie al quale sono riusciti ad installare un Rootkit (ovvero un'insieme di utility attraverso cui è possibile controllare un computer da remoto senza essere "visti" dall'utente) nel laptop della Apple usato per la dimostrazione, tutto questo in meno di un minuto.

La critica nasce dal fatto che i due si sono limitati a riferire che la scheda wi-fi incriminata non è quella installata di default sugli apple ma una scheda esterna di un produttore "terzo" , si sono rifiutati però di far sapere la marca ed il modello incriminato, ed hanno aggiunto inoltre che la stessa scheda e lo stessp exploit potrebbero essere riprodotti anche su qualsiasi sistema operativo, Mac, Windows o Linux.

L'articolo polemico continua segnalando il fatto che Dave Maynor ha cambiato società ed ora lavora per la Secure Works la quale strombazza ai quattro venti il problema di sicurezza scoperto dal suo dipendente pur continuando a rifiutarsi di informare gli utenti sul produttore della scheda incriminata.

Sempre secondo NewsForge gli indizi porterebbero a ritenere che la scheda incriminata sia munita di un chipset prodotto dalla Atheros e che il bug di sicurezza non sia stato rivelato in tutti i dettagli per tutelare la Apple che ancora non ha risolto questo gravissimo bug.

L'autore dell'articolo ha scritto anche alla Apple per ottenere chiarimenti ma senza ottenere risposte. l'articolista di newsforge non si dichiara comunque sorpreso dalla cosa, ricorda invece un caso simile risalente all'anno scorso.
Quella volta nell'occhio del ciclone finì la Cisco System, società che minacciò di bloccare un'intera conferenza della "Black Hat" se la presentazione dell' Exploit che riguardava un suo prodotto non fosse stato cancellato dalla conferenza.

In quell'occasione il ricercatore, Michael Lynn, pur di presentare l'exploit al pubblico si dimise dalla ISS (sempre lei) e fece la sua dimostrazione scatenando l'ira della Cisco System la quale si rivolse addirittura l'FBI per tutelare i suoi "diritti".

Sono d'accordo con l'autore dell'articolo di NewsForge nel ritenere che questo tipo di politica "protezionistica" tutela gli interessi dell'azienda e non quelli del consumatore.
Se questi exploit rilevati solo "parzialmente" dovessero colpire gli ignari utenti questi ultimi potrebbero, almeno in USA, trovare il modo per denunciare le società produttrici ree di adottare un comportamento "omertoso" nei confronti dei loro clienti.

A seguire il video che dimostra l'exploit:
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Fonte: Newsforge

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NOOK (PS. Che ne dici di dare un voto all'articolo?)
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