Il 2010 Sarà l'Anno di Linux? Ma chi se ne frega! :-) O di Come i PC siano Liberi Tranne che nel Software.

Negli ultimi anni ho letto spesso articoli che, cercando di fare previsioni sul futuro, predicevano per Gnu/Linux un futuro radioso; io stesso credo di aver ripreso in passato degli articoli scritti da qualche giornale straniero che professavano il 2008/2009/2010 come l'anno della consacrazione di Linux. Francamente questo tipo di articoli ormai mi tediano quasi quanto gli articoletti "ad elenco" che infestano il web, avete presente? 10 siti web veramente cool, 10 programmi per l'audio video, 10 modi per conquistarla, 10 motivi per cui quel sistema operativo è bello/brutto. Ecco, nella mia personale classifica idiosincrasica gli articoli che tentano di fare previsioni sul futuro di Gnu/Linux ottengono certamente un ottimo piazzamento.
L'informatica è un mondo in continua e velocissima evoluzione e coloro che hanno cercato di fare previsioni sul futuro delle tecnologie hanno spesso rimediato pessime figure. Difficile prevedere il futuro in un mondo dove tutto è innovazione ed ogni cosa si muove molto velocemente.

Tornando a Linux ed alle previsioni sul suo futuro io dico: chi se ne frega? Francamente non mi interessa un fico secco sapere se quest'anno Linux raggiungerà una quota pari al 2/5/10% del mercato, prima di tutto perché queste misurazioni sono del tutto empiriche. Gnu/Linux non si vende in scatole nei supermercati, Gnu/Linux non ha una sola azienda a promuoverlo e a fare marketing, ma decine di aziende che, pur lavorando in concorrenza con le altre aziende, collaborano tutte allo sviluppo del sistema operativo. Gnu/Linux può convivere nello stesso computer assieme a Windows, anzi, addirittura dentro Windows grazie a soluzioni come Wubi, molti utenti usano entrambi i sistemi operativi fregandosene delle percentuali di mercato. Ma ciò che conta è che Gnu/Linux esiste ed esisterà indipendentemente dal mercato. Esisteva prima che grandi aziende come Novell, Sun, IBM si interessassero a questo sistema operativo, ha continuato ad esistere quando alcune grandi aziende lo hanno abbandonato, continuerà ad esistere anche dopo, forse anche oltre il suo creatore Linus Torvalds, già adesso Linus è autore soltanto del 2% del codice di Linux. Soprattutto: se anche Linux dovesse morire, perché magari spazzato via dall'innovazione e dalle nuove tecnologie, tuttavia non morirà il software libero; sono quasi certo che anche in futuro disporrò sempre di un sistema libero da poter utilizzare ed è questa l'unica cosa che mi interessa veramente: essere sempre libero da vincoli e software proprietari.

La libertà, questo è il fulcro della mia passione, ciò che mi spinge a tenere vivo Doxaliber. Su questo blog promuovo continuamente il software libero e quindi le distribuzioni Gnu/Linux come Ubuntu, Arch Linux, Puppy Linux, solo per citare alcune delle distribuzioni di cui vi ho parlato, ma non lo faccio perché voglio che Gnu/Linux domini il mercato quanto perché desidero che gli utenti siano consapevoli dei sistemi che utilizzano e delle libertà di cui dispongono (o non dispongono). Voglio che chi usa il computer impari a non considerarlo un televisore o un telefonino dove tutto ciò che serve e bello e pronto, deciso dalla casa madre, immodificabile. Il mondo dei PC, una volta chiamati "IBM Compatibili" non è mai stato un sistema chiuso, fatto di scelte progettuali calate dall'alto dalla casa madre. I PC, per certi versi, sono nati aperti e liberi nel rispetto di standard codificati e aperti. Chiunque può creare una scheda video PCI-E avendone le competenze e quella scheda video, rispettando gli standard, funzionerà su qualsiasi PC di questo pianeta.

Infatti chi acquista un computer ha l'imbarazzo della scelta. Può scegliere varie marche, può scegliere la scheda madre, il processore, la marca dell'hard-disk, la scheda video, il tipo di RAM. L'utente che acquista un PC si trova spesso in difficoltà nello scegliere quale computer acquistare e spesso, per fare la sua scelta, si affida ad un amico competente o al personale del negozio. L'esistenza di tanti produttori diversi, che però condividono lo stesso standard, ha reso i PC i computer leader del mercato, tant'è che oggi computer e PC sono sinonimi. La concorrenza ha reso possibile l'abbassamento dei prezzi, un continuo miglioramento delle prestazioni, l'introduzione di soluzioni tecniche sempre più innovative. Tutto ciò non sarebbe stato possibile se i PC fossero rimasti un prodotto esclusivo della IBM, infatti la stessa IBM, quando uscirono i PC compatibili non riusciva a stare dietro ai prezzi ed alle innovazioni della concorrenza.

Naturalmente con questo escludo già a priori prodotti come Apple, che sono l'antitesi del PC. Stranamente qualche utente Gnu/Linux esalta Apple perché utilizza un kernel derivato da BSD, quindi una porzione di software libero, ma un software non può essere libero quando è gestito in maniera piramidale e può esistere solo all'interno di un ecosistema chiuso, dove le scelte dipendono integralmente dal produttore. Il PC è diverso quindi, ma in tutta questa libertà c'è solo un monopolio. Una sola scelta obbligata: Windows, il sistema operativo. Quasi nessun negozio propone alternative a Windows e quasi nessun produttore di PC realizza computer con sistemi alternativi. Infine nessun produttore hardware, o quasi nessuno, distribuisce driver per sistemi operativi diversi da Windows. Il mondo dei PC, un sistema aperto almeno negli standard scelti, si è fatto incastrare da un sistema operativo chiuso, in tutti i sensi possibili. Le licenze di Windows, semplici concessioni d'uso del software, sono un infinito elenco di divieti che stabiliscono cosa l'utente non può fare con il suo computer. Gli stessi produttori devono sottostare a rigide specifiche, che stabiliscono ad esempio quale versione del sistema operativo Microsoft può essere installata OEM su un determinato prodotto e quale no. La licenza originale di Windows 7 può arrivare a costare 339 euro, quasi l'equivalente di un PC di fascia medio bassa.

Molti scelgono quindi la strada della pirateria. La loro vita con il sistema operativo è passata alla ricerca di crack per disattivare le protezioni di Windows o di altri software come Office, Photoshop, Autocad. Spesso quei crack nascondono al loro interno virus e trojan e quindi gli utenti installano antivirus, magari anche questi craccati perché "quelli a pagamento sono migliori di quelli gratuiti". Una forma di schiavitù del computer di cui pochi hanno contezza. Ecco perché scrivo su questo blog: per cercare di spiegare che le alternative esistono e soprattutto che le alternative ti danno libertà che non puoi nemmeno immaginare. Libertà di installare tutto il software che vuoi senza dover usare codici di attivazione e crack e senza violare la legge, libertà di copiare il software al tuo amico, libertà di aggiornare all'ultima versione del sistema operativo senza spostarti da casa e spesso senza spendere un euro, libertà di non dover cambiare continuamente computer perché la nuova versione del sistema operativo richiede hardware più potente, libertà di trovare aiuto senza incappare in siti truffa, libertà di modificare il software o riscriverlo senza che questo sia illegale, libertà di capire, una volta che l'avrai provato, che l'unica cosa davvero importante non è quanti utilizzano Gnu/Linux, ma che tu possa continuare ad utilizzarlo.

Ieri ho sistemato un computer. La scheda madre era rotta ed ho sostituito processore e scheda madre, un Athlon XP con scheda madre socket A, con un'altra scheda madre che avevo a disposizione: un Pentium 4 con scheda madre socket 423. Ovviamente anche il tipo di RAM era diversa. Sull'hard-disk era installato Linux Mint, un sistema operativo derivato da Ubuntu. Ebbene, il sistema operativo è ripartito senza colpo ferire e senza alcun problema. Linux ha rilevato il nuovo hardware e si è avviato. Con Windows originale come minimo il sistema si sarebbe bloccato e sarebbe stato necessario chiamare il numero verde per riattivare la licenza. Libertà, è questa la parola chiave.

Oggi Gnu/Linux è diffusissimo, usato su palmari, cellulari, netbook e naturalmente computer, ma non è questo ciò che conta. Anche se sul mercato PC Gnu/Linux dovesse rimanere un outsider io continuerò ad usarlo con soddisfazione ed è questa l'unica cosa che mi interessa davvero. Un giorno forse tutto questo interesserà anche voi, lo spero.

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