Il lento declino dei DRM

15 feb
2007

Drm wall

Il muro dei DRM si sta lentamente sgretolando. La prima picconata ha provato a darla Steve Jobs: "Immaginate un mondo - scrive - nel quale ogni negozio online venda musica senza DRM in formati aperti. In un mondo di questo tipo, qualsiasi player potrebbe riprodurre musica acquistata da qualsiasi negozio, e tutti i negozi venderebbero musica riproducibile su qualsiasi player. Questa è chiaramente la migliore alternativa per i consumatori, e Apple la abbraccerebbe subito".

La seconda picconata è arrivata da David Goldberg, general manager di Yahoo Music, il quale ha dichiarato che le vendite aumenterebbero del 15/20% se i brani musicali fossero venduti senza la tecnologia DRM per la protezione dei diritti digitali. (hardwareupgrade).

Ma le prime crepe si sono viste soltanto quando una delle Major discografiche, la EMI, ha dichiarato di voler vendere musica in mp3 senza alcun sistema di protezione dei contenuti (Assodigitale).

In questo articolo vi racconterò la storia di quello che, si spera, sarà ricordato come il più grande disastro commerciale della storia: i sistemi anticopia, o DRM.

La storia ce la racconta Steve Gordon sul sito The Register:

Quando ero ancora un avvocato di Sony Music, prima della fusione con BMG, ci riunimmo per discutere di "affari". Era il 1999.

Questo fu il primo anno in cui la nostra discussione annuale riguardò anche la musica digitale. La riunione fu condotta da un'avvocatessa specializzata in controversie legali. L'avvocatessa usò un proiettore per mostrarci il Napster originale. Chiese a qualcuno il nome di una canzone, inserì il titolo ed immediatamente esso apparì sullo schermo. Poi cliccò nuovamente sulla tastiera e, boom, la canzone fu scaricata sul suo computer. Si trattava di una canzone priva di DRM.

Funzionava così, la canzone poteva essere copiata, rippata, mixata e masterizzata liberamente. Poi l'avvocatessa ci mostrò l'offerta digitale di Sony Music. Un cliente poteva "scaricare" una canzone di Mariah Carey al prezzo di 3$ ma, a causa dei DRM, avrebbe potuto ascoltare tale canzone soltanto sul suo computer. Dubito seriamente che più di qualche sparuta pover'anima abbia approfittato dell'offerta di Sony, ed infatti la flebile iniziativa fu presto messa da parte.

Qualcuno di voi potrebbe sostenere che la grande differenza era nel prezzo. Ma se Sony avesse offerto lo stesso prodotto di Napster ad un prezzo ragionevole, forse oggi l'industria della musica potrebbe cavalcare la rivoluzione digitale e fare soldi.

Ma, invece di competere seriamente con la musica "gratis", Sony scelse di denunciare Napster. Questa strategia fece emergere altri servizi P2P che, molto semplicemente, sostituirono Napster.

Tre anni più tardi le etichette discografiche fecero il primo serio tentativo di competere con il P2P, lanciando MusicNet e Pressplay. Ma entrambi i servizi erano appesantiti, ed infine sono stati distrutti, dai DRM. A causa dei sistemi anticopia, sia Pressplay, di Sony e Universal, sia MusicNet, un servizio offerto da EMI, BMG e Warner, impedivano il download o la portabilità dei brani. Morirono sul nascere.

Più recentemente, Sony Bmg ha cercato di applicare i DRM sui CD e ciò ha causato un enorme scandalo pubblico: dozzine di cause legali, perdite per milioni di dollari e, in larga parte, l'uscita di scena di Andy Lack, capo di Sony BMG. Il DRM utilizzato in questo caso non si limitava ad impedire la copia dei brani, esso installava uno spyware nascosto nel computer del cliente, un rootkit che creava un buco di sicurezza e che consentiva l'ingresso di virus nel PC. I tentativi di rimuovere tale spyware danneggiarono i computer di molti clienti.

Sony BMG fu costretta a richiamare milioni di CD e fu costretta a pagare 4,25 milioni di dollari a 39 stati ed al Distretto della Colombia - e molti più soldi ai clienti - per risolvere svariate cause legali. La buona novella è che, il chiasso mediatico generato da questa debacle impedirà a Sony BMG, ed a qualsiasi altra major, di implementare in futuro protezioni inserite nei CD.

I consumatori contro i DRM

Steve Jobs è stata la prima figura dell'industria a convincere le etichette discografiche a distribuire musica digitale senza troppe restrizioni nella copia o nella masterizzazione. Tuttavia le parti si accordarono per inserire FairPlay.

Fairplay è il DRM di Apple, ed è un sistema anticopia che impedisce la riproduzione delle canzoni acquistate su iTunes music store, su player diversi dall'iPod di Apple. Questo anche perché Apple si rifiuta di consentire l'uso del sistema FairPlay ad altri MusicStore o, in alternativa, di usare lei stessa sistemi DRM della concorrenza. I legislatori Europei hanno posto molta attenzione su questo problema di "interoperabilità". La Norvegia recentemente ha dichiarato che Apple utilizza metodi anticompetitivi, dando alla compagnia tempo fino ad Ottobre per risolvere la questione oppure chiudere i battenti. In aggiunta questa campagna anti-drm è stata cavalcata dalle lobbies dei consumatori di altre quattro nazioni: Svezia, Danimarca, Francia e Germania.

Se queste iniziative avranno successo, potrebbero essere più che sufficienti a fermare FairPlay ed a costringere Apple a scegliere tra concedere in licenza FairPlay anche ai concorrenti oppure chiudere Itunes in Europa.

Anche negli Stati Uniti il sistema Fairplay di Apple sta affrontando problemi legali. In Tucker Vs Apple Computer, causa iniziata a Luglio nel Distretto Nord della California, il querelante accusa Apple di restringere ingiustamente le scelte del cliente, evitando di caricare nell'Ipod, in aggiunta al sistema DRM di proprietà di Apple, il software necessario per suonare la musica che utilizza lo standard di protezione di Microsoft (PlayForSure ed il nuovo Zune DRM). Il dante causa sta cercando di ottenere il risarcimento danni per chiunque abbia acquistato un iPod, oppure contenuti da iTunes, dopo Aprile 2003. Una mozione di Apple per evitare la multa è stato rigettata dal giudice.

Aldilà di quello che sarà il risultato finale di queste iniziative legali, i DRM dovrebbero essere abbandonati, i sistemi anticopia sono un male per il mercato, ma soprattutto per le major che purtroppo insistono nel volerli utilizzare.

Non c'è crescita per la musica digitale

Forse non c'è nessuna prova schiacciante che i DRM abbiano interferito con la crescita delle vendite di musica digitale, questo perché le major non hanno mai pubblicato cataloghi on line senza protezioni. Ma è assolutamente chiaro che le vendite digitali con DRM non stanno aiutando le etichette discografiche ad uscire dalla crisi causata dal calo delle vendite di CD. La decrescita globale nella vendita di CD a partire dal 1999 è stata di circa il 25%. Ma le vendite di musica digitale dell'anno scorso sono valse soltanto il 10% dei ricavi, e quindi non riescono minimamente a compensare le perdite dovute al calo di vendita di CD.

Come indicazione di quanto sia insignificante il download "legale" di musica, il quarto anno di duro lavoro di Apple con il suo iTunes ha portato ad un ricavo di meno di $2bn, mentre le vendite di suonerie hanno ricavato oltre $6bn nel solo ultimo anno. La crescita di vendite digitali si sta fermando. Anche se le vendite digitali sono cresciute nell'ultimo anno in realtà il tasso di crescita è stato inferiore rispetto al 2004.
Secondo Billboard Magazine nell'anno in corso "i ricavi provenienti dai download digitale e dai contenuti per il mercato mobile, sarà piatto, ed in alcuni casi sarà in declino nel prossimo anno".

Bisogna incolpare i DRM? Il senso comune suggerisce che i DRM hanno un'enorme colpa nella mancata crescita del settore delle vendite digitali. Come correttamente sottolineato da Jobs nel suo "Pensieri sulla Musica", l'assurdità dei DRM è che chiunque può comprare un CD, ripparlo, missarlo, masterizzarlo e poi mettere on line il contenuto.

"Quindi se le etichette discografiche stanno vendendo oltre il 90% della loro musica senza DRM", suggerisce Jobs, "che benefici hanno nel vendere la piccola percentuale rimanente della loro catalogo con un sistema DRM? Sembra che non ce ne sia nessuno".

Costringere i consumatori a pagare un prezzo a canzone che, sommato, equivale al costo di un cd li incoraggia a copiare. Le persone non vogliono limiti in ciò che possono fare con la musica, per cui i consumatori preferiscono assumersi il rischio di una denuncia da parte della RIAA ed insistono nello scaricare musica gratis. I download illegali superano di 40 a 1 i cosiddetti download legali, per alcuni il rapporto è adddirittura di 100 a 1. I DRM non stanno servendo questi consumatori, ed è questo il motivo per cui i DRM, piuttosto che proteggere i titolari del copyright, li sta danneggiando.

Pressioni per abbandonare i DRM

Anche se le più importanti etichette discografiche, incluso il presidente di RIAA Mitch Bainwol, continuano ad essere poco disposte a vendere le loro canzoni senza protezione, almeno una di queste, EMI, sta considerando seriamente la possibilità di andare avanti senza DRM, la notizia è stata riportata dal Wall Stree Journal.

Inoltre c'è una pressione crescente da parte di tutte le persone che ruotano intorno all'industria discografica, in particolar modo da parte dei distributori, affinché si abbandonino le tecnologie anticopia. La pressione maggiore arriva da Steve Jobs, ma anche Amazon.com sta cercando di offrire un servizio DRM-free, ed Amazon ha un peso notevole, sia nella vendita di musica digitale, sia nella vendita di player MP3, per questo da sola può essere così influente da fungere da ago della bilancia nella scelta di abbandonare i DRM.

Fonte:The Inquirer

Vota questa notizia su Ok notizie

Leggi anche:

  1. La follia dei DRM e della protezione dei contenuti, un altro lampante esempio
  2. I fan dell'iPod evitano di usare iTunes a causa delle protezioni drm
  3. Blue Screen of DRM death. I guai di Jesper Johansson con i DRM e Windows XP Media center
  4. iTunes inserisce le informazioni degli utenti in tutti gli MP3, non solo in quelli senza DRM
  5. Nokia: perché Linux si Diffonda sui Cellulari gli Sviluppatori Open Source Devono Adattarsi al Business.... dei Drm

NOOK (Gli utenti ritengono che questo articolo valga +5, hanno votato 1 utenti)
Loading ... Loading ...

    Articoli correlati



Articolo scritto da Doxaliber per Doxaliber, vuoi partecipare anche tu?

Creative Commons License

Se questo articolo ti è piaciuto aiutami a diffonderlo. Segnalalo sul tuo blog, invialo agli amici, segnalalo sugli aggregatori di news. Se vuoi seguire Doxaliber con maggiore tranquillità iscriviti ai feed, trovi i link in alto a destra. Intanto questo blog ha già:
Lettori feedburner
senza contare i lettori dei feed per categorie e gli abbonati alla newsletter!

20 Risposte to “Il lento declino dei DRM”

  1. alexxx scrive:

    Ancora non avevano capito che il drm li danneggia più di quanto possano ricavare costringendo gli utenti? Mi ricordo che all'epoca di napster, proprio perché la gente si scambiava gli mp3 che uscirono fuori gli Offspings in America (vi ricordate la maglietta del leader, il logo di napster) e i Bluvertigo ed Elisa in Italia. La gente ascoltava, vedeva un po', poi decideva di comprare il cd per il valore aggiunto che aveva, oltre alla migliore qualità audio, anche il libretto, la custodia, il fatto di vantarsi, il fatto che poteva essere regalato, il fatto di poterlo collezionare... In fin dei conti ancora molta gente compra i vinile per collezionarli.
    In fin dei conti oggi ascoltiamo un sacco di musica gratis (cioè indirettamente pagata) alla radio e alla tv senza scaricarla. I sistemi di file-sharing hanno l'effetto collaterale di proporre buona musica, che poi l'acquirente andrà a comprare, e cassare senza pietà i tormentoni estivi. Non credo che molta gente abbia comprato il cd di aserejè, perché lo sentiva continuamente.
    Il discorso dei film è simile, ma diverso, perché ci vorrebbe una strategia diversa, per esempio non far uscire il film in dvd dopo due mesi dal lancio nelle sale, abbassare il costo del dvd e così via. Naturalmente chi si compra il dvd registrato in sala è solo un masochista.
    Ho detto tutto?

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  2. Alessio scrive:

    Se mi è possibile fare pubblicità, esiste un servizio di nome Magnatune (cercatelo su google!) che offre musica di artisti emergenti senza DRM. Si paga quello che si vuole dare e il ricavato è diviso 50-50 tra artisti e la società. Inoltre è possibile fare acquisti o ascoltare la musica in prova tramite amarok, il player multimediale di Kde ;)

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  3. Doxaliber scrive:

    Alexxx, hai detto tutto! ;-)

    Alessio, certo che puoi fare pubblicità a servizi di qualità! ;-)

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  4. alexxx scrive:

    @Alessio
    Magnatune mi piace molto. Non sai se esistono siti di musicisti che rilasciano la loro musica sotto le CC?

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  5. Alessio scrive:

    Emh, fino a qualche giorno fa avevo una pagina di link sul mio sito, ma ora è offline per manutenzione :) Per adesso non so darti risposta, se mi ricordo in seguito torno a mettere qualche link, sempre se mi è permesso... cmq credo che possa essere un buon inizio cercare sul sito di CC o anche su google ;)

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  6. Jena Plisskin scrive:

    Di siti audio in CC & Copyleft ce ne sono a bizzeffe, ora non ricordo se sono tutti in CC o no, però li posto ugualmente poi fate una selezione:

    http://www.weedshare.com/
    http://vilipendio.inventati.org/
    http://samp3.com/
    http://www.audiostreet.net/
    http://www.gigatracks.com/index.php
    http://www.dmusic.com/

    e last but not least :-) http://www.archive.org, cerca NetLabel e trovi un mondo (anche se magari c'è soprattutto avanguardia ed elettronica)

    se hai amarok prova cmq magnitune, veramente ben fatto e ottima l'integrazione col programma.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  7. alexxx scrive:

    Per concludere questo OT (ma mica tanto!!!) ho trovato un sito che penso sia promettente:
    http://jamendo.com/it/
    Ci sono anche artisti italiani, il che non guasta.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  8. Doxaliber scrive:

    Ottime segnalazioni ragazzi! :-)

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  9. leo scrive:

    Ma le Major lo vogliono capire che i CD non si vendono perchè loro producono schifezze !!
    Sono vent'anni che non nasce niente di nuovo nella musica. L'ultima cosa cosa decente è stato il Punk. Dopo solo cose trite e ritrite.
    Le case discografiche vogliono andare sul sicuro proponendo solo canzonette collaudate, cantanti con bel culo, e coretti gay.
    Creano i personaggi a tavolino, fanno marketing occupando tutti gli spazi possibili (non esistono piu' riviste indipendenti), infilano la pubblicità anche nei TG, ma quello che vendono non è piu' Musica, assomiglia tanto ad un detersivo (con tutto il rispetto per i detersivi).
    Da qualche anno non fanno altro che ripescare nel passato e spesso lo fanno senza citare le fonti (alla faccia del copyright).
    Madonna che va in cima a tutte le classifiche; una che non sa nemmeno cantare, e non è piu' nemmeno carina, che ti propina una brutta copia degli Abba (70) , no grazie , ho problemi di stomaco.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  10. Valentino scrive:

    Leo se ti candidi hai il mio voto!

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  11. lucalosvizzero scrive:

    Da non dimenticare anche il lavoro di promozione di musica copyleft che fanno alcune radio come
    http://www.elativo.com/radio/, sono veramente bravi
    Personalmente senza il p2p non saprei proprio come fare per scovare musica di "qualità" (specialmente nell'ottica del sito), infatti è noto che sono gli artisti "underground" che vendono ancora molto bene in CD: prima li ascolti e poi li compri (se ti piacciono, .. chiaro). Le major stanno ancora in piedi grazie alle vendite di quei gruppi, poco noti al grande pubblico, conosciuti dagli appassionati e dalla critica: costa poco fare un loro disco e rende tantissimo ... Avete presente quanto può costare uno come Michael Jackson alla casa discografica in termini di pubblicità, promozione, musicisti ...?

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  12. Alessio scrive:

    @Leo secondo me parti da premesse completamente errate (coretti gay???, l'ultima cosa decente è stato il punk? mah!) per arrivare alla banalità del presente, ossia che la musica attuale fa sufficientemente pena. Perlomeno quella spinta dalle pubblicità e dalle major. Ma del resto è quasi sempre stato così. Insomma al contrario di Valentino, non credo che ti voterei se ti candidassi a qualcosa :) Poi è chiaro, i maldistomaco sono comuni!

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  13. leo scrive:

    @Alessio
    Non so quanti anni hai mai io ormai ho superato da un pezzo i 40.
    Ho una collezione di qualche migliaio di long playng (come si chiamavano allora) ed ho acsoltato praticamente di tutto.
    Fino alla fine degli anni 70 chi era bravo scalava le classifiche chi no se ne stava a casa. Tant'è che molta gente che, oggi, vende ancora dischi è la stessa che li vendeva 30 anni fà.
    Con l'avvento, da una parte, del Punk e della New Wave e, dall'altra della Disco Music, le classifiche di vendita cominciarono a a presentare sempre piu' prodotti (vedi detersivi) che musica. Se si voleva ascoltare qualcosa di innovativo bisognava scavare l'underground ed a volte farsi parecchi chilometri per andare a comprare un vinile (sic, abito in uno sperduto paesino).
    Spesso compravo solo in base alle recensioni di Rockerilla (chi se lo ricorda?), così, a scatola chiusa.
    Da quando ho la possibilità di una linea wifi decente (circa un anno) mi sono rimesso a cercare musica decente dopo anni (forse 20?) di perduto interesse.
    Devo dire che oggi il panorama è davvero desolante anche dal fronte Underground. Conosco tutti i siti che avete citato in questo post, ma ci trovo cose che hanno ben poco di stimolante. La musica non si è evoluta. Questo è il fatto.
    Dopo anni ed anni di "propinamento" di detersivi le nuove generazioni di musicisti ormai sanno solo come lavare il bucato.
    Ed di questo, purtroppo, le Major ne godono da morire, e sottolineo "da morire".

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  14. alexxx scrive:

    @Alessio e leo
    Secondo me partite entrambi e incredibilmente da posizioni comuni. Il fatto che la musica non si evolve è in qualche modo sbagliata, perché la musica stessa non si evolve, ma si affina. Un esempio è come si è giunti al temperamento degli strumenti. In fondo il punk, il grunge e altro sono sempre il solito giro armonico. Musicalmente "Anarchy in UK" e "La canzone del sole" sono simili. Quello che cambia è l'atteggiamento del gruppo e il messaggio. Le note sono 12, sono sempre quelle e la teoria musicale è completa. Esistono i generi che poi si fossilizzano, come il jazz.
    Da qui in poi vi do ragione, in quanto essendovi le Major che hanno in pugno la leva economica, non permettono ai musicisti di esprimere cose nuove, o almeno riescono a limare i picchi e così riescono a far soldi con un musicista edulcorato che passa per anarchico.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  15. Fabio scrive:

    Leo non sai quanto aderisco alle tue opinioni.
    Perlando di rock o di musica leggera in generale
    e' successo proprio quello che dici, la citazione di rockerilla
    e' esemplare. Aggiungo che i musicisti dovrebbero tornare
    a sostenersi con i concerti e non con la vendita di cd!
    Il cd dovrebbe essere il ricordo di un concerto.
    Ma ai signiri discografici va meglio cosi', pubblicizzano
    dei pupazzi e confezionano musica poco piu' interessante
    di un ritornello pubblicitario e l'ignoranza fa si che la gente
    li compri pure. I musicisti bravi restano di nicchia perche'
    la verita' e' sempre quella, a nessuno di questi signori interessa
    fare cultura ma solo speculare.

    P.S.: Qualcosa di buono esce ancora, ma devi cercarlo con il lanternino.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  16. leo scrive:

    @alexxx
    Quando parlo di evoluzione non sto pensando alla musica come una scienza, ma come ad un'espressione artistica. L'Arte, come diceva il buon Benedetto Croce, è "l'archetipo dell'antropomorfismo umano"; in parole povere è la rappresentazione del mondo piu' pura e vera che un uomo possa fare dell'universo o di un angolo di esso.
    Quindi, per evoluzione, intendo soprattutto il modo di porsi, il messaggio, il dire ed il fare, e non la maniera di comporre o di ripetere un accordo. E' fuor di dubbio che il Rock & Roll sia stata la maggiore corrente artistica del 900. E non parlo solo di musica, avendo, esso, influenzato e permeato la cultura in ogni suo ambito (a parte S.Remo) .
    Il Rock è pero' finito alla fine dei 70, ucciso, come allora si disse, proprio da punk che ne aveva esasperato i tratti portandoli al nichilismo piu' estremo da dove non è mai tornato.
    Da allora, almeno nella musica, non è successo piu' niente se non detersivi ed operazioni nostalgia.

    @Fabio
    Esce sempre qualcosa di buono, ne sono convinto anch'io. Sarebbe la fine dell'umanità se cosi non fosse.
    Ad esempio anche oggi c'è una rivoluzione culturale in corso. Non molto visibile ai piu'; difficile da capire perchè nata in uno degli ambiti piu' complicati che l'uomo abbia saputo creare; ma è viva e si sta ampliando sempre piu' e forse, come qualcuno dei suoi sostenitori dice, arriverà alla "Word Domination".
    Di cosa parlo? Ma di Linux e del progetto GNU ovviamente !
    La filosofia che sta dietro alla GPL, che poi non è nient'altro che la base di una qualsiasi comunità di essere viventi, sta cominciando a pervadere anche altre aree artistiche e culturali e penso che alla fine diventerà una vera rivoluzione sociale.
    Nel frattempo teniamo duro e non lasciamoci ingannare dagli mp3 taroccati e dalle promesse di sicurezza di chi vuol rubarci la privacy.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  17. alexxx scrive:

    @leo
    Sì è vero, però permettimi di risponderti nel filone filosofico (senza per questo litigare, ma facciamo un bel discorso di quelli che non si fanno mai su internet!)
    Purtroppo per te l'idealismo è da almeno 30 anni superato. Oggi siamo nell'era della comunicazione, quindi non basta più la volontà di potenza di Duchamp, su cui si basa poi tutta l'estetica fino a Warhol (ma si scrive così?). Attualmente si sta rivalutando molto l'estetica proto-ellenica e basso-medioevale, della compenetrazione tra la forma e il contenuto. Però su una cosa hai ragione, non c'è nessuno che spacca veramente.
    Con affetto.

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  18. Alessio scrive:

    Sul fatto che la musica attuale sia perlopiù inascoltabile, siamo tutti d'accordo, credo :)
    Ma da qui a dire che l'ultima cosa buona è stata il punk, ce ne corre. Della musica attuale non disdegno Radiohead, Muse o System of a Down. Sono gruppi, passatemi il termine, commerciali (nel senso che hanno un vasto pubblico e quindi sanno vendersi bene nei concerti come nei cd), ma sono anche degli artisti. Poi per carità, non entro nel merito di chi è meglio, se i Genesis, i Ramones o i System, altrimenti finiamo a guerre di religione e non saprei da che parte stare :D

    Su Gnu e la GPL non aggiungo altro, sono d'accordo con Leo, anche se non riesco ad essere altrettanto ottimista (diciamo che sono speranzoso!)

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  19. tramadol scrive:

    tramadol...

    news...

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  20. [...] rippate la musica dai cd (e se lo dice lui!); - difettosi per progettazione, campagna anti-drm; - Il lento declino dei drm; - Con i drm i vostri file diventano com il latte, dopo un po’ scadono e sono da buttare; - [...]

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

Rispondi