Non molto tempo fa il Dalai Lama, massima autorità spirituale dei Buddisti, venne in Italia per una visita ufficiale. Probabilmente il Dalai Lama avrebbe avuto molte cose da dire, non solo dal punto di vista religioso, ma soprattutto dal punto di vista politico.
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sì, io sono diffidente verso tutti i leader religiosi, comunque è vero che c'è stato timore reverenziale verso la Cina...
Carolina
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Aldilà della generale diffidenza nei confronti ti tutte le religioni, non si può non rilevare una grossa differenza di trattamento. Nel caso del Papa mi sembra che sia stato molto più rumore ed indignazione di quanta ne fosse in realtà necessaria.
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@doxaliber
Non so se essere d'accordo.
Il Papa è la guida della religione più diffusa in Italia e in Europa, ha un legame particolare con l'Italia e Roma in particolare. In più si tratta di un intellettuale di un certo spessore.
Si è trattato di un bruttissimo caso di intolleranza (è la parola giusta?). Che ve ne siano stati altri, magari peggiori, non giustifica minimamente quello che è accaduto ora. Così come questo caso non dovrà essere preso come esempio per il futuro.
Un'azione sbagliata compiuta in passato non diventa una giustificazione per il presente.
La cosa più buffa (si fa per dire) è che accusavano il Papa di intolleranza... bella figura hanno fatto!
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Zorba, se vogliamo dirla tutta il Papa è stato contestato ma ha liberamente scelto di non andare alla Sapienza a fare il suo discorso, non gli è stato impedito, ha deciso lui di non andarci. Chi è convinto delle sue idee ed ha voglia di parlare, va nell'auditorium e si sorbisce i fischi e le contestazioni, ed anche gli inevitabili applausi. Se il Papa non va, resta l'episodio spiacevole e poco furbo di chi ha fatto una cagnara per contestare la sua presenza, ma non si possono utilizzare termini come quelli che ho sentito dire da giornalisti, politici e chierici. Anche perché il Papa ce lo sorbiamo tutti i santi giorni in televisione, più del Presidente della NOSTRA Repubblica e più del Presidente del Consiglio.
Per il resto in uno stato laico quale dovrebbe essere l'Italia il Papa ed il Dalai Lama hanno pari dignità e valore, non esistono numeri o sentori personali ad inficiare questo dato di fatto, perché è stabilito dalla nostra Costituzione.
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> Zorba, se vogliamo dirla tutta il Papa è stato contestato ma ha
> liberamente scelto di non andare alla Sapienza a fare il suo
> discorso, non gli è stato impedito, ha deciso lui di non andarci.
Interessante: prima lo si contesta con parole dure e dicendo chiaramente che alla Sapienza non lo si vuole. Poi quando, per evitare situazioni spiacevoli, il Papa decide di non andare (decisione saggia) si dice che la colpa è sua.
Per tutti gli insegnanti questo modo di ragionare è tipico dei bambini che trattano male un loro amico e lo allontanano. Quando l'insegnante si accorge della cosa e rimprovera i ragazzini maleducati questi dicono che la colpa non è loro... è stato quell'altro a volersi allontanare! Sentire un ragionamento del genere da degli adulti mi fa abbastanza sorridere...
> resta l’episodio spiacevole e poco furbo di chi ha fatto una cagnara per contestare la sua presenza,
Se in una democrazia si dice chiaramente che una persona non deve parlare in una università dietro esplicito invito del Rettore mi sembra qualcosa di più di un episodio spiacevole. Queste persone si sono dimostrare decisamente intolleranti! E meno male che accusavano di ciò il Papa.
> in uno stato laico quale dovrebbe essere l’Italia il Papa ed il Dalai Lama hanno pari dignità e valore
Certamente! Perchè allora uno dei due è stato contestato e gli si è detto chiaramente che Lui alla Sapienza non deve parlare?
Non citarmi casi spiacevoli del passato. Ogni caso va giudicato per quello che è. Un'azione sbagliata in passato non ne giustifica una sbagliata nel presente. La legge del taglione in Italia non ha valore. (= tu non hai fatto parlare quello, allora io non faccio parlare quell'altro) Se siamo per la libertà di parola allora la dobbiamo mettere in pratica noi per primi!
... senza rancore
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Zorba, ti faccio un esempio calzante. Durante il suo incarico governativo Prodi è stato duramente contestato in varie occasioni, con fischi, minacce, manifestazioni di vario genere. Questo non gli ha impedito a Prodi di presenziare a molte manifestazioni, convegni, conferenze. Se il Papa ha timore di 60 studenti e professori (su un totale di, quanti? 4000-5000?) allora il problema è davvero suo. Le contestazioni si accettano, tanto più che spesso sono il frutto di azioni a dir poco sconcertati.
Quando la Chiesa Cattolica fa uscite come questa,
è evidente che la misura è stata superata da un pezzo. A parte l'assoluta mancanza di rispetto per quanto stabilito dal Concordato e che una volta si riassumeva nelle parole "libero stato in libera chiesa". Tra le altre cose Bagnasco afferma che sarebbe stato il Governo a consigliare il Papa di non recarsi alla Sapienza, cosa che il Governo ha smentito categoricamente. Le cose sono due: o Bagnasco mente, oppure a mentire è il Governo, ma anche nel secondo caso Bagnasco sta indelicatamente mettendo in piazza un colloquio strettamente privato tenutosi tra le istituzioni italiane e la chiesa. Questi personaggi hanno una faccia tosta incredibile, in più violano continuamente e palesemente il Concordato tra Stato e Chiesa, non devono sorprendersi se poi qualcuno li contesta duramente.
Ripeto, al Papa non è stato impedito di parlare, è lui che ha scelto di non recarsi in un luogo dove probabilmente avrebbe subito dure contestazioni. La modalità della protesta è sicuramente discutibile, ed anche poco furba, ma nessuno ha impedito al Papa di parlare. Tra l'altro parla pure troppo, la sua è l'unica presenza certa in tutti i TG nazionali, ogni santo giorno.
Perché nelle democrazie si contesta. Anche tu, forse per colpa dei TG e dei giornali, stai dando una rappresentazione non vera della realtà dei fatti. Il tutto è partito da questa prima lettera scritta dal professore Marcello Cini, il quale poi ha ricevuto la solidarietà di altri professori che hanno pubblicato quest'altra lettera. Nessuna delle due lettere contiene minacce al Papa, semmai sottolineano l'incongruità della sua presenza all'apertura dell'anno accademico di un'Università. Il testo finale della seconda lettera:
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".
A casa mia auspichiamo non significa: vogliamo, imponiamo, ordiniamo.
Il caso del Dalai Lama è stato citato non per giustificare la protesta dei professori de "La Sapienza", ma per sottolineare la differenza di trattamento che i due episodi hanno avuto sui media nazionali.
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ciao Salvatore
ti ho commentato dall'altra parte
anch'io ho affrontato il problema Dalai Lama e adesso la Sapienza, la Cei e la super casta!!!
come va? un saluto e 1 kiss erica
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Ciao Erica, va abbastanza bene, anche se in questo periodo sono pieno di impegni!
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Caro amico, io concordo con te completamente; non sono allineata, ti giuro, in alcun tipo di corrente politica, ma questa censura nei confronti del Papa mi è sembrata oltremodo eccessiva, ha rivelato una mentalità dittatoriale e questo non si può sopportare in un Paese Democratico come l'Italia. Non posso pensare che non ci sia più libertà di pensiero, di parola;l'unico valore reale che abbiamo è proprio quello della libertà....non credi anche tu? Ti saluto e tornerò a leggerti. Buonanotte amico.
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