Girano molte notizie in questi giorni in merito al formato Open Xml creato da Microsoft per contrastare l'ascesa di Open Document Format, il formato aperto e libero che da tempo è standard ISO e che viene utilizzato dalla suite OpenOffice e da altri applicativi meno conosciuti. Tra queste notizie la più importante è che probabilmente Open XML alla fine ce la farà, diventerà un formato approvato dall'ISO, quella più clamorosa invece è che, secondo quanto riportato da Slashdot in più articoli (qui, qui, qui e qui), da Groklaw, Foobar, nonché da molti altri siti web, il processo di approvazione del formato sarebbe stato macchiato, sempre secondo queste fonti, di qualche irregolarità, tanto che il voto in Norvegia probabilmente sarà impugnato.
Ma cosa sono i formati e che cos'è l'ISO? Per coloro che capiscono poco di formati di file e di standardizzazione e per coloro che non sono aggiornati sulla vicenda cercherò di fare un rassunto.
Attualmente la maggior parte dei documenti digitali vengono salvati e distribuiti nei formati proprietari di Microsoft: .doc per i documenti di testo, .xls per i fogli di calcolo, .ppt per le presentazioni. I formati utilizzati da Microsoft per la sua suite d'ufficio sono "proprietari". I formati proprietari sono formati di file di cui non vengono rilasciate le specifiche, ovvero: Microsoft non rilascia le specifiche tecniche con cui sono salvati i file, in più detiene il diritto esclusivo sull'utilizzo di tali formati; di conseguenza la diffusione enorme della suite Office unita al tipo di formato proprietario utilizzato rendono di fatto Microsoft monopolista del mercato. Gli utenti che non hanno Office sono tagliati fuori, non posso condividere i propri documenti con gli altri, o quasi.

In realtà alcuni software come OpenOffice riescono a gestire i formati Microsoft, ma solo grazie ad un complicato lavoro di "reverse engineering", operazione che tra l'altro in alcune nazioni, come ad esempio gli Stati Uniti, è stata resa illegale grazie al Digital Millenium Copyright Act ed ai brevetti sul software, si tratta di argomenti di cui abbiamo largamente discusso su queste pagine, quindi vi invito a cercare tra i vecchi articoli per approfondire tali questioni.
I formati proprietari naturalmente vanno a tutto vantaggio delle software house che progettano il software ma sono invece un boomerang per i clienti, che di fatto diventano "schiavi" della tecnologia proprietaria da loro utilizzata. In questo articolo ho portato ad esempio la storia di Wordstar, spiegando quante e quali difficoltà dovettero sopportare molti utenti nella transizione dal formato proprietario utilizzato da questo vecchio programma di videoscrittura (che allora era dominante) al formato proprietario di Microsoft. in quest'altro pezzo ho spiegato come le software house abbiano sfruttato la pirateria per imporre i propri standard proprietari agli utenti, infine in quest'altro articolo descrivo la situazione paradossale che si è venuta a creare con un altro standard proprietario: il dwg di Autocad.
In parole povere gli standard proprietari creano dipendenza, rendono la migrazione difficile e non garantiscono la persistenza dei dati nel tempo. Tra qualche anno i vostri file realizzati con formati proprietari potrebbero diventare inutilizzabili, perché nel frattempo il software che avete utilizzato è stato superato da qualche altro concorrente, oppure perché la stessa software house che ha realizzato il software ha deciso di rendere la nuove versione incompatibile con la precedente (cosa che succede molto più spesso di quanto si creda).
Questo è un grosso problema per gli utenti, anche se molti di loro non lo percepiscono, ma è un problema enorme per le istituzioni e le grandi aziende. Immaginate cosa potrebbe succedere se tutta la documentazione di un Ente Pubblico o del Governo diventasse ingestibile perché i suoi amministratori hanno deciso di utilizzare, per il salvataggio dei dati, formati proprietari e non documentati. Lo Stato potrebbe trovarsi nella condizione di non poter più gestire la propria documentazione.
I Governi, anche se lentamente, hanno iniziato a comprendere l'importanza di utilizzare standard aperti per la diffusione e la gestione della propri dati infatti, sempre più spesso, come avrete letto anche su questo blog, molte istituzioni hanno lentamente iniziato a trasmigrare i propri dati verso standard aperti, spesso promulgando apposite direttive a favore dell'utilizzo degli Standard Aperti, impedendo di conseguenza la partecipazione alle aste di fornitura a tutti quei software che non rispettavano i requisiti di "apertura dei formati" che nel frattempo erano diventati obbligatori per legge. L'Italia in tal senso fu anche una delle prime nazioni a promulgare una direttiva per l'utilizzo dei formati aperti nella pubblica amministrazione, purtroppo quella direttiva è ancora oggi largamente disattesa; non solo, pare addirittura che i soldi destinati alla promozione del software libero e dei formati aperti siano invece utilizzati in maniera decisamente impropria. Ma questo è un altro discorso.
Naturalmente queste nuove leggi a favore della diffusione dei "formati aperti" stavano danneggiando fortemente Microsoft e la sua suite d'ufficio, che spesso era esclusa dalle gare di fornitura proprio perché priva dei requisiti necessari per partecipare al bando. Vista la situazione che andava deliniandosi a Microsoft restavano tre possibili scelte:
Naturalmente Microsoft ha scelto la terza opzione. Quindi, a partire dalla versione 2007 di Office, ha introdotto il nuovo formato di file Open XML, rinunciando nel contempo a supportare il formato aperto del rivale, ovvero ODF. Il nuovo formato di Microsoft rispetta i requisiti di "apertura" richiesti dal mercato, in quanto Microsoft ha rilasciato le specifiche per l'utilizzo del formato con una licenza d'uso con la quale "consente" a terzi lo sfruttamento a del formato. Tuttavia, secondo molti, OOXML non è aperto e libero quanto il suo concorrente.
Da quel momento è iniziata una lunghissima battaglia affinché il nuovo formato Open XML fosse approvato come standard ISO. Alla luce di quanto vi ho scritto potrete comprendere quanto per Microsoft sia economicamente importante l'approvazione di Open XML come standard ISO e quindi quante pressioni siano state fatte (da entrambe le parti) sull'ente che si occupa della standardizzazione dei formati (l'ISO).
Foobar scrive:
OOXML passerà. MS Office utilizzerà la sua versione non standard di OOXML, i Governi affermeranno di essere in regola con le leggi che richiedono l'utilizzo di standard aperti, ed il resto di noi sarà sulla stessa barca [ndr. della non interoperabilità tra sistemi operatvi] in cui siamo stati negli ultimi 15 anni. E' tutto molto triste.
Lascio a voi il giudizio. Certo, se penso a ciò che le software house hanno fatto con un altro standard aperto, l'html, durante la guerra dei browser, non posso che unirmi alle preoccupazioni espresse da Foobar.
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Preoccupazioni giustissime, ma secondo me non rimarremo impantanati. Nonostante tutto, il formato di Office E' aperto e quindi implementabile su altre piattaforme (premetto che non sono un informatico né ho letto le varie licenze, parlo ad impressioni). Entro pochi mesi dovremmo poter vedere il supporto a questo file anche su OpenOffice, nonché su Koffice, e quindi su tutti e tre i sistemi maggiori (Windows, Mac, Linux).
L'importante, a questo punto, è la licenza usata. Ovvero, si deve imporre a Microsoft di non nascondere nulla del formato usato, e di fornire tutta la documentazione necessaria per quanto riguarda eventuali cambiamenti al formato. Probabilmente ciò significherà comunque che la Microsoft avrà un vantaggio di qualche mese nell'implementare nuove caratteristiche nei suoi prodotti ma almeno non ci ritroveremo nella situazione attuale con doc, xls, ecc.!
Poi, come al solito, sarà il mercato ovvero noi utenti a scegliere quale formato e quale suite usare.
I miei umili due cent
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ciao Salvatore, come va?
bel post interessante visto che io uso openoffice free!
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Beh io penso, semplicemente, che come in ogni altro aspetto della vita, c'è sempre chi "fa la festa e se la gode". La ISO vuole sto OOXML come standard? Beh, se lo faccia standard no? Io continuo a rifiutare categoricamente (e far rifiutare altrettanto categoricamente) qualsiasi allegato arrivi, via mail, nel mio ufficio che porti un estensione ".docx" o ".qualsiasialtracosax" (e fino mi è andata sempre bene
).
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Vedo ottimismo, mi fa piacere.
@Luca Venturini
Purtroppo il mercato non sempre fa le scelte giuste, anche perché a volte l'andamento del mercato è un po' "condizionato" da chi ha i mezzi economici e le capacità di marketing per farlo.
@Erica,tutto bene grazie. Mi fa piacere sapere che usi OpenOffice.
@v4aldemar, davvero riesci a convincere le persone a non mandarti file in formato proprietario? Beato te!
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@Doxaliber, cavoli se ci riesco, mi sono fatto persino un modello per la mail di auto-risposta (con relativo filtro di Thunderbird che automatizza il processo di archiviazione):
"Il formato da lei utilizzato negli allegati del messaggio in oggetto non è ritenuto valido ed affidabile, e quindi non è attualmente supportato dai nostri sistemi informatici. La preghiamo di riprovare, allegando un file salvato in un formato standard, compatibile con le specifiche Open Document Format".
Giuro che è la verità!
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Bravo!
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Leggo oggi che OpenXML è ufficialmente un formato ISO. Ho riflettuto sulla questione e pubblicato un nuovo post che se vuoi puoi leggere. Quello che volevo chiederti a questo punto è un'altra cosa: quanto è libero alla fine la versione di OpenXML divenuta ISO? So che non sarà libera quanto ODF, ma a che livelli siamo? Secondo me come leggerai forse nel mio articolo, alla fine tutto sommato OpenXML non è IL MALE, si tratta comunque di un passo in avanti rispetto al vecchio formato binario. In teoria la compatibilità assoluta adesso non dovrebbe più essere un totale miraggio...
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Ciao Neff, quanto è libera la licenza di OOXML?
Puoi decidere tu stesso leggendo qui, dove oltre ad un commento c'è anche l'estratto della licenza. Poi leggo il tuo pezzo, tanto sei nei feed, quando scrivi qualcosa me ne accorgo..
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[...] voluto l’instaurazione di un nuovo standard. E noi? Come dovremmo giudicare la cosa? Doxaliber qualche giorno fa ha pubblicato un articolo chiarificatore che vi consiglio di leggere ma per la [...]
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