In India internet ad alta velocità sarà gratis per tutti entro due anni, e in Italia?

29 apr
2007

Ragazze indiane davanti al PC

Il governo di Nuova Delhi intende sfruttare i service provider BSNL e MTNL, di sua proprietà, per offrire, entro il 2009, internet veloce a tutti i cittadini della nazione.

Naturalmente questa mossa è stata acclamata dai consumatori, molto meno da tutte le aziende di telecomunicazione che lavorano sul territorio indiano, che rischiano di perdere buona parte dei loro clienti.

Per il momento il "wireless broadband municipale" è realtà soltanto in alcune città americane e forse in qualche capitale europea, l'India sarebbe la prima nazione ad offrire una connessione veloce e gratuita per tutti i cittadini. L'idea del governo è che la disponibilità di banda a costo zero, su tutto il territorio, sarebbe un'enorme impulso per le imprese e per le attività economiche sparse in tutta la nazione, spesso anche in zone molto decentrate.

L'obiettivo di offrire internet gratis a tutti i cittadini è, secondo il governo, facilmente raggiungibile. Infatti, nella nazione che ha dato i natali a Ghandi, esiste un fondo, chiamato USOF (Universal Service Obligation Fund) a cui tutti gli operatori devono versare una quota pari al 5% dei loro guadagni. In questo momento il fondo vanta una grandissima disponibilità economica, tant'è che l'investimento previsto per offrire questo servizio ai cittadini sfrutterebbe soltanto una minima parte del capitale depositato.

In India il mercato dei "servizi" sulle telecomunicazioni è libero, ma i cavi e le infrastrutture sono controllate dallo Stato, il quale le affitta su richiesta alle compagnie telefoniche.

Ora il DoT(Dipartimento delle telecomunicazioni indiano) intraprenderà una serie di azioni per trasformare questo ambizioso progetto in realtà. Il dipartimento, sfruttando i fondi dell'USOF, prevede di stendere una serie di cavi in fibra ottica in tutta la nazione. Sarà concesso un libero accesso alle stazioni via cavo, sarà consentita la rivendita della banda, e saranno offerte falicitazioni ai service provider che si connetteranno al NIXI, il sistema di rete indiano; Lo scopo di quest'ultima operazione sarà quella di ottimizzare la disponibilità di banda nel territorio, che oggi risente di una non perfetta ottimizzazione dei gateway.

Leggendo questa notizia non ho potuto fare a meno di pensare alla situazione italiana, questo perché, prima dell'infausta privatizzazione di Telecom.
Prima del 1997, anno della privatizzazione di Telecom Italia, la situazione italiana non era molto diversa da quella indiana, le infrastrutture erano nelle mani del governo e, se fossero state fatte scelte più oculate e meno frettolose, forse oggi avremmo potuto attuare una politica molto simile a quella intrapresa dal governo indiano.

Non contesto la scelta di aprire al libero mercato i servizi telefonici, contesto il metodo e le scelte effettuate, che tra l'altro non hanno affatto contribuito a creare un mercato veramente libero e concorrenziale, ma hanno semplicemente contribuito a spostare un monopolio, dalle mani dello Stato alle mani dei privati.

La mia idea è che lo Stato avrebbe dovuto semplicemente "affittare" le sue infrastrutture ai privati e vendere magari soltanto il marchio Telecom, favorendo nel contempo gli investimenti dei privati per la realizzazione di infrastrutture più nuove e performanti. Sarebbe bastato fare "aste", come quelle per le licenze sulle reti GSM, UMTS, o per le trasmissioni televisive, in questo modo lo Stato avrebbe guadagnato moltissimi soldi, pur continuando a mantenere il controllo sull'infrastruttura esistente.
Probabilmente, se il Governo a suo tempo avesse fatto scelte di questo tipo, oggi il settore delle telecomunicazioni italiano verserebbe in condizioni meno critiche.

Invece la realtà italiana è pessima, intere zone del territorio non sono ancora raggiunte da internet veloce, ed anche le zone raggiunte lavorano su tecnologie antiquate, centraline vecchie e obsolete, che purtroppo spesso vanno in tilt, rendendo difficile l'accesso ad internet da parte degli utenti.

Esistono milioni di italiani che sognano di poter entrare finalmente nell'era di internet, in più, anche coloro che hanno la fortuna di abitare in zone raggiunte dalla connettività veloce, sono costretti a subire soprusi e prepotenze da parte di compagnie telefoniche che, forti di un mercato controllato e con scarsa concorrenza, trattano il cliente a pezze in faccia.

Da noi, un progetto simile a quello indiano, che offrirà gratuitamente internet alla velocità di 2Mbits a tutti i suoi cittadini, è semplice e pura utopia.

In questi giorni è stato pubblicato anche l'Annual E-readiness ranking; Si tratta di uno studio, pubblicato annualmente, fin dal 2000, con il quale si valuta la situazione del settore ICT (Information and Communication Technology) di ben 68 nazioni.
In questa speciale classifica, come potete vedere nelle figure 1 e 2, l'Italia risulta terz'ultima tra le nazioni dell'Europa Occidentale (peggio di noi solo Portogallo e Grecia) e 25sima nella classifica generale.

E-readiness Ranking - classifica globale
Figura 1 - La classifica generale - Clicca sull'immagine per ingrandirla

E-readiness Ranking - classifica Europea
Figura 2 - La classifica dei paesi dell'Europa dell'Ovest - Clicca sull'immagine per ingrandirla

Fonti: The Economic Times Of India e Economic Intelligence Unit".

Da Qui potete scaricare il rapporto completo sull'"E-readiness rankings".

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Una Risposta to “In India internet ad alta velocità sarà gratis per tutti entro due anni, e in Italia?”

  1. Robi scrive:

    Che il futuro sia questo non credo ci possano essere dubbi. Peccato che il futuro dipenda da chi fa girare le lancette del tempo più o meno veloci. Così come al solito ci troveremo ad avere comuni già proiettati nel futuro (ce ne sono già anche in Italia) ed altri per i quali il futuro rimarrà un'ipotesi. Temo comunque che anche per l'India finirà così, anche se, beninteso, è un'opinione personale.

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