
La più grande democrazia del mondo, e questo è un assunto che vale a prescindere dalle proprie idee politiche, non sono gli USA, come spesso convinzioni personali e propaganda portano a credere, bensì il WWW, con il suo miliardo e passa di "abitanti".
Il WWW, è certamente una nazione (o meglio net-zione) astratta, eppur dotata di un suo linguaggio in continua evoluzione, ed in grado di offrire numerosissimi ed efficenti servizi ai suoi "abitanti" (gli Utenti), i quali hanno il privilegio di incontrarsi e discutere liberamente in una quantità infinita di diverse località.
WWW è una società (quasi) perfetta in cui ogni cittadino è libero di distrubire le informazioni che meglio crede, senza che queste vengano in alcun modo discriminate a priori, senza nessun prepotente pronto a scavalcare la fila, senza il ricco che "olia" le giuste amicizie per ottenere "favori" o il raccomandato, figlio di papà, che ottiene tutto senza alcuna fatica.
WWW è una società perfettamente orizzontale, in cui esistono ovviamente i più ricchi ed i più poveri, ma in cui tutti partono con le stesse possibilità di "raggiungere" i propri traguardi.
La netzione WWW è un mondo di bit, placido e tranquillo, naturalmente anche qui esiste qualche testa calda che vuol attaccar briga con tutti, ma si tratta fondamentalmente di invididui innocui che tra l'altro vengono spesso ignorati dagli altri abitanti.
Il WWW fin'ora ora si era ritrovato a contrastare soltanto un pò di abusivismo telematico, qualche tentativo di truffa, qualche piccola epidemia causata dai soliti superficiali restii ad usare le dovute precauzioni e, naturalmente, gli immancabili venditori porta a porta che ossessionano i cittadini con le loro continue richieste d'acquisto (quasi sempre vogliono vendere Viagra, o offrire biglietti della lotteria, chissà perché).
A volte gli Utenti, quando proprio non ne possono più, sguinzagliano i loro cani per liberarsi da questi importuni scocciatori.
Ma questo mondo perfetto e democratico oggi è profondamente minacciato.
La minaccia non arriva dall'oriente, non sono i cinesi a minacciare l'economia della netzione, ne tantomeno è il terrorismo islamico a turbare la placida vita degli Utenti, nel WWW quando le persone si incontrano per la prima volta tendono a non preoccuparsi degli aspetti legati alla religione, al sesso, all'età ed alla nazionalità del loro interlocutore (quest'ultima diventa un problema solo a causa delle diverse lingue parlate dagli abitanti di WWW), per cui anche se sul WWW esiste un'eterogeneità di razze, religioni, convinzioni politiche, nessuno si preoccupa di queste diversità, che ossessionano invece il resto del mondo.
La minaccia questa volta arriva dagli USA, i nomi dei terroristi più pericolosi sono Verizon, AT&T, Time Warner, ed i kamikaze pronti a colpire vengono addestrati all'interno di un'associazione denominata: "Parlamento degli Stati Uniti", il loro grido di battaglia è COPE Act (Communications Opportunity Promotion and Enahancement Act).
Questi fondamentalisti dell'economia reale, i quali non hanno mai digerito la democraticità del WWW, hanno iniziato ad avanzare pretese di "diversità" rispetto a tutti gli altri Utenti, il loro motto è "chi paga di più arriva prima degli altri" e con l'appoggio dei loro kamikaze sono decisi a minare le fondamenta democratiche di internet ed i suoi principi economici.
Se il loro piano dovesse riuscire, loro e tutte quelle "corporazioni" che dispongono di risorse economiche pressochè illimitate, godanno di maggiori privilegi rispetto agli altri utenti e di conseguenza godranno di un maggiore peso politico sul futuro del web.
Il progetto di legge dei "terroristi" prevede infatti l'introduzione di un sistema di priorità basato esclusivamente sul merito economico, ovvero un principio in grado di regolare quali "dati" in giro per il web abbiano più "diritti" di fruibilità rispetto ad altri "pacchetti" distribuiti da chi ha meno soldi da spendere.
Il mondo perfetto che ha visto nascere dal nulla colossi come Google, Ebay, Amazon, Yahoo e, più recentemente, Youtube e Myspace, rischia di scomparire per sempre, sostituito dal tipico sistema "verticale" dell'informazione di vecchio stampo.
Perché il punto cruciale rimane proprio questo: la gestione dell'informazione.
I "terroristi" che vogliono distruggere internet hanno infatti un preciso progetto in mente: gestire la nuova piattaforma di "informazione e intrattenimento" che sta nascendo su internet.
Per ora gli Utenti in rete (che sono anche consumatori) hanno il controllo, decidono loro tra contenuti, applicazioni e servizi, non ci sono intermediari, senza la neutralità della rete gli utenti saranno invece "raggruppati" in specifiche "tipologie" e la loro possibilità di scelta sarà in realtà un limitato ventaglio di scelte predefinite.
Internet diventerebbe appunto una sorta di TV dove sarebbero i "produttori" a scegliere "cosa" far vedere all'utente, in sostanza tutte le conquiste fin'ora raggiunte rischierebbero di andare in fumo.
Per il momento l'esito della battaglia è incerto, ma la cosa importante è che gli Utenti, che come tutti gli abitanti di nazioni democratiche danno per scontato ciò di cui godono e non se ne preoccupano finchè non lo perdono, si rendano conto dell'importanza di ciò che sta avvenendo intorno a loro e facciano il più possibile per contrastarlo.
Un buon punto di partenza potrebbe essere il sito SaveTheInternet, dove potrete recuperare moltissime informazioni.
Infine, non meno importanti le parole di Tim Berners Lee, l'inventore del protocollo che è alla base di internet:
Vent'anni fa, gli inventori di Internet progettarono un'architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all'interno dei pacchetti. E' stata la purezza di quel progetto, e rigorosa l'indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile. Quel progetto ha permesso all'hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l'uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.
Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo. Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo. Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare, software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.
Chiunque può scrivere un'applicazione per il Web, senza chiedere a me, o a Vint Cerf, o al proprio ISP, o alla compagnia telefonica, o al produttore del sistema operativo, o al governo, o al fornitore dell'hardware.
La neutralità della rete è questo:
Se io pago per connettermi alla rete con una certa qualità di servizio, e tu paghi per connetterti con la stessa (o una migliore) qualità di servizio, allora possiamo iniziare una comunicazione con quel livello di qualità.
Questo è tutto. I fornitori del servizio internet (ISPs) hanno il compito di interagire tra loro affinché questo avvenga.
La neutralità della rete NON è chiedere l'accesso ad internet gratuito.
La neutralità della rete NON è affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. E' sempre stato così, e sempre lo sarà.
Fonte: Wikipedia e SaveTheInternet
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Ci sono lati di questa meravigliosa democrazia che mi ricordano il mondo di Star Trek.
Da qualche parte dentro di me è sempre rimasta la speranza che un giorno sarebbe stata una realtà per il genere umano...la realtà del vivere con lo scopo di migliorare noi stessi e la nostra qualità di vita.
E tutto questo con quella consapevolezza e coscienza di quella Serie dove ognuno si appoggiava al prossimo e a sua volta sosteneva il prossimo...per uno scopo comune...
Non parlo di comunismo....ma piuttosto di una democrazia meritocratica illuminata....è la mia convinzione politica...utopica ma non irrealizzabile...
Forse ingenuamente, le volte che ho letto articoli sullo spirito della rete, sullo spirito della collaborazione e condivisione della cultura, ho sempre avuto la sensazione che in qualche maniera ci siamo avvicinati di un passo ad un mondo migliore.
Non voglio essere noioso, scusatemi, io tendo a vedere le cose dal lato spirtuale....ma una volta mi sono sentito controbattere che un mondo simile sarebbe stato noioso... Non ricordo quale fu la mia risposta quella volta....so che poi ebbi tempo di riflettere e oggi dentro di me è maturata una nuova consapevolezza grazie alla RETE.
Pensate....pensate alla possibilità per chiunque di studiare e approfondire cose che di cui è appassionato...pensate alla possibilità di collaborare con altre persone senza badare al loro colore della pelle...pensate alla possibilità di crescere ed imparare dal prossimo...di avere l'opportunità di realizzare i vostri progetti...
Pensate alla possibilità che l'unione di tante persone possa dimostrare che ci possono essere altri modi di vivere...altri modi oltre a quello che conosciamo e pratichiamo...che non c'è bisogno di aggredire per far capire che si ha bisogno di aiuto e comprensione....pensate alla possibilià di realizzare il vostro potenziale senza avere paura di competere con il prossimo....realizzare il vostro potenziale collaborando e imparando...espandendo i vostri orizonti...
Tutto questo a me non pare noioso...anzi...mi sembra un'avventura bellissima alla quale solo chi non ne vede il valore potrebbe rinunciare...
Perchè dunque dovremmo rinunciarvi ?
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Net Neutrality: La democrazia di internet è minacciata...
...
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Arael:
"Perchè dunque dovremmo rinunciarvi ?"
Non dobbiamo rinunciare a tutto questo.
Proprio a questo scopo è necessario informare quante più persone possibile.
Diffondere informazione e fare pressioni affinché i propositi delle grandi industrie non si tramutino in realtà, questa è l'unica arma a nostra disposizione.
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Anche se la volontà politica di qualche politico statunitense, spinto dalle pressioni economiche di imponenti ISPs, è quella di limitare la nostra esperienza di Network, dubito che ci siano le capacità tecniche per impedirlo....
Volevano far fuori il P2P... e anche dopo un raid (di dubbia legittimità) oggi possiamo ancora visitare thepiratebay.org.
Qualunque sarà l'eventuale limite che ci verrà imposto, i nostri Cavalieri, protettori primi della libertà della rete, gli Hacker, combatteranno la loro battaglia contro qualunque regime e tentativo di colpo di mano.
Se un ragazzino di 16 anni ha infranto le protezioni dei DVD, chi potrà impedirci di vivere la nostra vita di utenti!!!
SIAMO FORTI
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"saremmo" anche forti..., ma abbiamo un sacco di nemici, in primis i mass-media, che sono in mano a potenti lobbies, guarda caso quelli contro cui ci battiamo...,senza dimenticare il dannato Palladium, con tutto ciò che ne deriva..., siamo davvero in grado di affrontare la sfida che ci si presenta dinnanzi...???
chi si schiererà con noi...???
l'opinione pubblica, quella che nemmeno si rende conto che gli avvenimenti precipitano...???
i nostri politici...???
oppure, rimarremo soli senza aiuto alcuno...,
destinati ad essere fagocitati dalla propaganda e dai vari copyright...???
di che colore è il futuro...???
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Mmmh, oggi mi sono perso qualche commento.
Si Mariano, siamo forti ma non basta quando gli interessi economici in ballo diventano enormi.
Ad esempio per il TC non basterà un ragazzino in grado di sproteggere una protezione come CSS (tra l'altro tieni presente che nonostante la bravura di DVD JHON, c'è stata anche la sbadataggine di qualcun altro), il TC è una cosa molto più complessa e ramificata.
Anche Internet a due velocità è una cosa diversa, se il tuo fornitore di contenuti sarà in grado di decidere "cosa" farti vedere ed a "quale" velocità lo spazio di manovra per gli hacker diventa davvero ristretto.
Staremo a vedere, ma nel frattempo l'importante è informare il più possibile, vero Drizzt?
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Non penso che questo sia il futuro. Lo si vede dal fatto che si moltiplicano all'infinito applicazioni e protocolli che usano la rete e che niente hanno a che fare con l'HTTP e l'HTML. L'internet 2.0 è più basata sul concetto del P2P che mette in crisi l'attuale concezione del web. Mentre tutti si affannano a cercare di controllare il traffico web (vedi sistemi tipo WEBSENSE), per fortuna prolificano protocolli criptati che trasportano file, immagini, film, musica, telefonate senza che nessuno ci possa fare niente per limitarne la diffusione. Per quanto mi riguarda sto dando il mio personale contributo alla 'lotta': http://www.sixtyfourbit.org/3dshell.htm
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Salvatore, hai più che ragione, quello che possiamo e dobbiamo fare è informazione, anzi, controinformazione, perchè l'informazione è pilotata da quelli che vogliono tarparci le ali...
spesso, sento dire che non c'è pericolo, perchè ci sono gli hacker, il P2P e molti altri che si battono per evitare l'accerchiamento, ma se a monte ci tarpano la possibilità di accedere alle informazioni, come potremo muoverci, come potremo evitare di essere esclusi e relegati in un cantuccio, mentre i potenti decidono cosa, chi e quando....???
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Riccardo, so benissimo che sono in sperimentazione delle "reti" alternative, criptate e completamente basate sul peer-to-peer, quindi serverless, ma ad oggi questi progetti sono appunto "esperimenti", giocattoli per hacker che potrebbero anche non raggiungere mai una diffusione capillare.
Sapere "che è possibile" implementare un sistema di rete diverso non è di per se garanzia sufficiente a garantirci contro questo tipo di legislazioni.
In questo Drizzt ha ragione, da una parte ci sono gli utenti che non capendone alcunchè tendono a non preoccuparsi, dall'altra ci sono i più esperti che minimizzano il problema teorizzando reti alternative e nuove soluzioni, in realtà è bene agire prima di trovarsi "costretti" a trovare nuove soluzioni.
Quindi propaganda e boicottaggio sono scelte assolutamente necessarie.
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Ciao a tutti,
il padrone di casa mi conosce, altri no, quindi brevemente mi presento: mi occupo di informatica da più di 25 anni, quando, lo dico per i più giovani, all'università si studiava il Pascal e i programmi li si "scriveva" su schede perforate, che poi venivano fagocitate dal mostro. Mi sono occupato di vari aspetti dell'informatica e ritengo di aver imparato veramente poco se guardo alla vastità della materia, aspetto questo che a volte mi rende desolato, ma più spesso è fonte di stimolo intelletivo, senza cui ogni lavoro diviene un incubo.
Tutto questo per dirvi che in tutti questi anni ho visto formulare le previsioni più disparate, alcune si sono puntualmente verificate, altre, altrettanto puntualmente, sono state clamorosamente smentite dai fatti. L'imponderabilità nasce da numerosi elementi, ma quello che più mi affascina è la volontà di qualche mente geniale che talvolta, fortunatamente, sfugge al controllo e decide di mettere le sue doti al servizio della comunità, piuttosto che di qualche multinazionale. Spesso la scelta è premiante sotto molti aspetti, non ultimo quello economico, quindi non c'è vera filantropia, ma tant'è che questo ha consentito a movimenti come l'open source di nascere, crescere e diventare adulti. Il resto lo fa la comunità, perchè essa è un terreno fertile dove se getti un seme, non nasce una pianta, ma un'intera foresta.
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Ciao Sostiene, mi è arrivata la tua e-mail, domani ti rispondo.....;-)
Il pascal! mitico linguaggio, ordinato, strutturato, pulito (certo, altri tempi rispetto ai metodi di programmazione attuale), eppure non è stato il mio primo linguaggio...., in realtà il mio primo computer è stato un C16 della commodore, avevo 7-8 anni, il primo linguaggio è stato il Basic del Commodore, l'ho studiato su un libro arancione che ancora conservo gelosamente a casa, ora non ce l'ho sotto mano e non ricordo il titolo, e poi usavo il manuale del c16....:-D
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Caro Salvatore,
Quando frequentavo le scuole superiori non esistevano ancora gli home computer, allora convinsi mio padre a comperarmi, con non pochi sacrifici, una calcolatrice programmabili HP, quelle in RPN su cui appresi i primi rudimenti di informatica. Una gran palestra stack di variabili a 4 livelli rotativo, e un set di istruzioni da fare inviadia ad assembler. Poi arrivarono gli home computer e ancora oggi conservo gelosamente un VIC 20 da cui escono miriadi di fili, modificato com'era per attuare relé a comando di servomeccanismi. Il bello è che avevi accesso a tutte le aree di memoria della macchina e con i suoi PEEK e POKE facevi meraviglie. Infine, credo che quel libro arancione sia passato anche per le mie mani, allora i manuali tecnici in lingua italiana erano pochini.
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[...] cosa sia la net neutrality e della sua importanza vi ho già parlato in passato, raccontandovi anche di come Tim Berners-Lee, il co-inventore di internet, abbia preso a cuore la [...]
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