La Gogna - Lillo Foti

24 lug
2006

La gogna
Lillo Foti

Mentre è in corso l'appello per il processo sportivo a carico di Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina, con gli accusati che espongono la loro soddisfazione per come si sta svolgendo il processo, che decidono autonomamente qual'è la giusta condanna per loro, esponendo contemporaneamente i loro sorrisi e le loro facce toste ai fotografi ed accompagnando il tutto con dichiarazioni di "serena tranquillità" che lasciano trasparire la possibilità di un triste esito a tarallucci e vino, una nuova società di serie A, la Reggina, viene coinvolta nel filone d'inchieste sullo scandalo del calcio.
Le intercettazioni rivelano che Foti chiamava regolarmente il designatore degli arbitri Bergamo con telefonate tipo questa:
Lillo Foti: "Paolo, tutto apposto?"
Bergamo: "stai tranquillo, per domani tutto preparato"
Lillo Foti: "Ti raccomando, fagliela un’altra telefonata a questo qua perchè sennò l’ammazzo io domani"
Bergamo: "Tranquillo, anche il numero uno (primo assistente, ndr) è apposto e il numero due è un amico. Insomma un bel sodalizio eh!.."

oppure prima di Udinese - Reggina:
Bergamo a Foti: "Stai tranquillo Papi e Rossomando sono due ragazzi di fiducia mia e con l’arbitro ci parlo io. Ti aiuterà Papi, è il mio commercialista...".

Ovviamente il Presidente della Reggina non ci sta, lui è estraneo, innocente, corretto, rispettoso dei ruoli istituzionali, ed il sito della Reggina Calcio si presenta così: con la scritta: "cornuti e mazziati", tutti ovviamente chiamavano Bergamo, Pairetto e magari Moggi per tutelarsi, per difendersi, per combattere il sistema, tutti erano vittime ed ovviamente nessuno era carnefice.
Non ci è dato sapere cosa dovrebbero dire o pensare tutti quei club che non hanno mai chiesto proroghe dei loro debiti perché si sono sempre impegnati a mantenere un bilancio sano, che non hanno mai chiamato i dirigenti degli arbitri, che non si sono mai lamentati dei torti subiti.
Ancora una volta questo scandalo ci fa capire quanto la cultura mafiosa sia radicata nel nostro sistema, per alcune persone non è sbagliata l'omertà, la connivenza, la corruzione, è sbagliata la ribellione al sistema, la correttezza, il rispetto delle istituzioni.
Si nascondono dietro un dito con la scusante di "doversi difendere" dai poteri forti, mentre più che altro sono gli altri che devono difendersi dalle loro scorrettezze, ed in ogni caso dai poteri forti bisognerebbe difendersi con la legalità non certo andandoci a braccetto.

La parte sulla Reggina Calcio finisce qui, su segnalazione di due commentatori mi sono accorto di aver fatto un madornale errore, uno scambio di persona per cui ho collegato Lillo Foti alla proprietà della Caffè Mauro, non è così, per cui le due vicende che racconto non sono assolutamente collegate fra loro.
Di seguito lascio comunque una storia che dovrebbe far riflettere, riguarda l'azienda di torrefazione Caffè Mauro ed un suo ex-dipendente, Salvatore Corigliano, questa storia, raccontata alle telecamere di "Mi Manda Rai Tre", mi colpì molto per cui, per quanto non c'entri assolutamente niente con la prima parte dell'articolo, ho deciso di non cancellarla.

Ed a proposto di Foti, vorrei segnalarvi anche il suo comportamento di imprenditore, in qualità di proprietario della dittà: "Caffè Mauro":

Qualche tempo fa seguii una puntata della trasmissione "Mi Manda Rai Tre" in cui un dipendente della suddetta azienda, di proprietà di Lillo Foti dell'azienda di torrefazione Caffè Mauro Srl, raccontava di essere stato licenziato, dopo lunghe vessazioni, per aver denunciato un tentativo di corruzione, ovvero per aver apposto il suo rifiuto alla richiesta di una tangente e per aver denunciato il fatto alle autorità competenti.
Questa è la storia completa:

TANGENTE RIFIUTATA L’AZIENDA LO LICENZIA DOPO ANNI DI SERVIZIO

Subisce un tentativo di corruzione, rifiuta la proposta per difendere la ditta per la quale lavora e presenta denuncia. Ma l’impresa chiude il suo rapporto di lavoro.

Licenziato dopo aver denunciato un tentativo di corruzione. E’ quanto ha raccontato a Mi Manda RaiTre Salvatore Corigliano, per venticinque anni rappresentante della Mauro Caffe’. La vicenda ha inizio nel 1997, Corigliano sta verificando in un supermercato del Piemonte l’andamento di una vendita promozionale proposta dalla sua azienda. Qualcosa non quadra e alla richiesta di spiegazioni, il direttore del supermercato, subentrato da poco al precedente, chiede a Corigliano soldi per non creare problemi e promuovere la vendita del prodotto.
Corigliano rifiuta ed informa la sua azienda di essere deciso a denunciare l’episodio. Ma dopo pochi giorni riceve un telegramma di licenziamento dalla Mauro Caffe’.
A Corigliano non rimane che rivolgersi al giudice del lavoro per contestare il provvedimento. Sia la sentenza di primo grado che quella di secondo hanno dato ragione al lavoratore, confermando il suo diritto a presentare denuncia per il tentativo di corruzione. “La denuncia di fatti che si reputano penalmente illeciti – si legge nella prima sentenza -, quando non costituisce un obbligo giuridico, rappresenta comunque un dovere civico (…) Non e’ certo ammissibile limitare il diritto-dovere del dipendente di difendere la propria onorabilita’, quando i fatti denunciati siano anzitutto lesivi di un proprio interesse giuridicamente tutelato”.
La vittoria in Tribunale ha assicurato a Corigliano il diritto al reintegro sul posto di lavoro o, secondo le alternative previste dalla legge, al pagamento dello stipendio per il lungo periodo di licenziamento e di integrazione pari a 15 mensilita’. Il lavoratore ha optato per questa seconda possibilita’, ma a tutt’oggi l’azienda non ha ancora pagato.
Mi Manda RaiTre ha, ovviamente, invitato in trasmissione i rappresentanti della Mauro Caffe’, ma l’invito e’ stato declinato. “Dobbiamo rilevare – si legge nel fax inviato dall’azienda - che in merito al licenziamento del quale andrete a parlare e le cui motivazioni sono ben diverse da quelle che si vorrebbero sottintendere, e’ pendente un giudizio davanti alla competente autorita’ giudiziaria.
Se e’ vero che i primi due gradi del processo hanno avuto per noi esito sfavorevole, e altresi’ vero che trattasi di sentenze modificabili, il cui esito definitivo e’ per altro garantito da un fondo in favore del nostro ex dipendente all’uopo vincolato. In considerazione di quanto sopra e per rispetto nei confronti dell’autorita’ giudiziaria verso il cui operato confidiamo pienamente non riteniamo opportuno trattare un processo parallelo davanti alle vostre telecamere e di conseguenza partecipare al programma”.

Fonte: Mi Manda RaiTre

Insomma, il dipendente dela Caffè Mauro ha fatto qualcosa che in Italia proprio non si dovrebbe fare, ha denunciato un tentativo di corruzione, non ha fatto finta di niente, non è rimasto in silenzio davanti alla violazione della legge, il risultato è stato il suo licenziamento.
Nonostante la vittoria nei primi due gradi di giudizio l'azienda Caffè Mauro, pur di punire il fedifrago traditore, si rifuta di pagargli i danni, in realtà sa che con buona probabilità anche l'ultimo grado di giudizio darà ragione al povero impiegato, ma l'azienda punta alla lunghezza dei tempi processuali per tardare il più possibile il pagamento dei danni, nel frattempo il "reo onesto" viene punito peché privato del lavoro e costretto a vivere in ristrettezze economiche, in una situazione di continua pressione psicologica riesce a sopravvivere solo grazie ai figli ed ai lavoretti della moglie.

Traete voi il vostro giudizio sulla correttezza di Lillo Foti. (solo dalla prima parte dell'articolo).

[aggiornamento 07/09/2006]

La Reggina è stata condannata a scontare quindici punti di penalizzazione nel campionato di serie A 2006-2007.
Allo stato attuale la pena è confermata dalla Corte Federale il 26 agosto 2006 e il predidente Foti viene squalificato per 2 anni e 6 mesi.

Chiedo scusa ai lettori del mio blog per gli errori contenuti in questo articolo

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  1. La gogna
  2. 100 anni e non li dimostra affatto

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8 Risposte to “La Gogna - Lillo Foti”

  1. Carlo scrive:

    Caro amico , il " Lillo " proprietario della Caffè Mauro è Lillo Mauro e non Lillo Foti.
    Morale : hai scritto tanto ma hai clamorosamente sbagliato persona !!
    Prima di pontificare informati meglio!!
    Bella figura ...complimenti per la precisione!!

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  2. Giacomo scrive:

    Asino quello è Lillo Mauro ! !

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  3. Doxaliber scrive:

    Ok, ho sbagliato, quando ce vò ce vò.
    A mia parziale discolpa ammetto che a portarmi all'errore è stata la somiglianza nel nome ed il fatto che la Mauro Caffè fosse sponsor della Reggina.
    Per qualche recondito motivo ho associato le due cose e da sempre (anche prima di scrivere l'articolo) sono stato convinto che si trattasse della stessa persona, talmente convinto da non fare alcuna ricerca sugli attuali proprietari dell'azienda di torrefazione.
    In ogni caso errare è umano, io so di non essere perfetto e di ignorare tantissime cose, ma il bello è che si può sempre correggere in corsa ciò che si scrive con segnalazioni più o meno educate e passi se a volte si può fare la figura degli "asini", ci sta anche quella.
    L'articolo comunque perde il suo intreccio ma non cambia la sostanza, ovvero che Lillo Foti è un cialtrone che adotta il metodo del "chiagni e fotti", esattamente come tutti gli altri manager coinvolti in Calciopoli e che l'azienda Caffè Mauro abbia tenuto con il suo ex dipendente un comportamento riprovevole.
    Ora sistemerò l'articolo per correggerlo dai miei pessimi, imperdonabili errori.

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  4. Salvatore scrive:

    Partendo dal presupposto che ce' una parentela tra le due persone, anche se gli articoli non hanno "legami" tra di loro........ ce' da ammirare la personalita' e l'intellettualita' e anche il coraggio, che evidentemente madre natura non ha donato a chi si permette di additare con termini inpropri le persone oneste. Caro amico Ingrosso sai di quale Salvatore ha scritto, continua cosi'.

    VIVA IL CORAGGIO DI NOI ASINI :-)

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  5. Doxaliber scrive:

    Grazie mille! :-)
    Non sai quanto mi faccia piacere il tuo commento e poi siamo "Salvatori" tutti e due! :-D ;-)

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  6. Drizzt scrive:

    Ciao Salvatore (doxaliber)...
    tenuto conto che errare è umano (tra l'altro capita soprattutto a chi fa qualcosa, nel caso specifico, portare all'attenzione dei naviganti, particolari della vita di tutti i giorni argomenti che potrebbero sfuggire nel marasma quotidiano...), non vedo il motivo di gridare allo scandalo "insultando" con siffatta veemenza x un errore...
    Salvatore complimenti per aver tenuto i commenti e per la precisazione...,
    buon lavoro e vai avanti... ;-)

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  7. Doxaliber scrive:

    Grazie mille anche a te Drizzt! ;-)
    Tra l'altro ora che rivedo i due commenti noto che sono stati scritti dallo stesso computer, fratelli, amici, padre e figlio? Chissà, comunque hanno voluto rimarcare tutti e due dallo stesso PC (identico IP) che sono un asino...:-D

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  8. Giovanni scrive:

    Peccato le partite truccate le abbiamo perse.

    FORZA REGGINA SIAMO I PIU' FORTI ANCHE CON LA PENALIZZAZIONE

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