
Un film di Gabriele Muccino. Con Will Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Cecil Williams, Kurt Fuller. Genere Drammatico, colore, 117 minuti. Produzione USA 2006.
Di Gabriele Muccino ho visto due film: L'ultimo bacio, un film urlato in cui tutti i personaggi nel bene o nel male sembravano affetti da una qualche forma di esaurimento nervoso, un film che a detta di alcuni critici doveva rappresentare il ritratto degli allora trentenni ma in cui io non mi sono affatto riconosciuto, e poi quest'ultimo lavoro: "La ricerca della felicità".
Il titolo riprende una frase presente nella dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti: "Vita, libertà e ricerca della felicità".
La frase era basata su uno scritto di John Locke: "nessuno dovrebbe nuocere un altro nella sua vita, salute, libertà o possedimenti", Adam Smith abbreviò la frase nel motto: "vita, libertà e ricerca della proprietà".
Ma Thomas Jefferson ritenne che il principio di "proprietà" fosse un concetto feudale, quindi potenzialmente antietico e contrario alla libertà, per questo motivo nella dichiarazione di indipendenza decise di scrivere: "tutti gli uomini sono dotati dal creatore di determinati diritti inalienabili, tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità".
La visione di questo film ha lasciato in me un profondo senso di amarezza, alcuni spettatori forse avranno interpetrato in chiave positiva la storia di Chris (il protagonista interpretato da Will Smith) e di tutte le sue disavventure, a me invece di questa pellicola è rimasto fortemente impresso il cinismo della società americana (ma direi ormai della società occidentale in generale), se sei colpito da eventi sfortunati vieni escluso, finisci ai margini, e non esistono "ammortizzatori sociali" in grado di attenuare veramente la tua caduta. Se "non ce la fai" sei finito, perdi tutto e rimane soltanto la disperazione più cupa.
Il film in se è piacevole, ben fatto, ma non eccezionale, manca secondo me di quel quid che trasforma un buon film in un capolavoro, credo inoltre che certi paragoni con "Ladri di Biciclette" di De Sica, di cui ho letto in certe recensioni, siano un pò troppo azzardati, ma forse il difetto principale della pellicola sta nel fatto che si tratta di una biografia, cosa che rende la storia ed il finale abbastanza scontati.
Dimenticavo, perché ho citato "l'ultimo bacio"? Perché anche quel film aveva lasciato in me un senso di "incompiuto", esattamente come quest'altro lavoro di Muccino, ma le differenze tra i due prodotti sono enormi e "La ricerca della felicità" vince alla grande il confronto, segno che il regista nostrano sta migliorando.
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anche io l'ho visto e sicuramente Muccino è cresciuto rispetto agli altri film. Merito anche di Will Smith, ottimo professionista ma ben diretto, bisogna dirlo.
Vediamo i prossimi lavori, se riuscirà ad esprimersi meglio. Anche qui c'era quella nevrosi che spinge i suoi personaggi a correre, a gridare, come nell'Ultimo bacio o Ricordati di me.
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Si, Will Smith è davvero un bravo attore... poi ora che ci ripenso, è vero, anche in questo film si corre parecchio, però secondo me, rispetto all'ultimo bacio, il tono è più dimesso e la cadenza meno nevrotica (l'unica nevrotica mi sembra la madre).
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A me spirava la visione questo film
La tua recensione mi ha fatto venire ancora più voglia di vederlo!
p.s. io di muccino ho visto solo Ricordati di Me
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Juspolo, se lo vedi facci sapere!
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ok!
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