Le agenzie governative australiane giudicano positivamente il software Open Source

22 gen
2008

L'Australian Government Information Management Office (AGIMO) ha pubblicato una sintesi dei risultati relativi alle indagini sull'uso di software gratuito e open source all'interno delle agenzie governative federali, da tale sintesi si evince un ottimo giudizio sul software open source ed ottime aspettative di crescita nei prossimi cinque anni.

La ricerca da cui la AGIMO, agenzia che fa capo al Dipartimento delle Finanze australiano, ha ricavato tale sintesi è stata condotta tra Febbraio e Marzo del 2007 ed era volta a misurare l'utilizzo, l'impatto e l'adozione di software FOSS all'interno degli Enti Governativi, sia a livello tecnico sia a livello amministrativo.

Il logo di Apache Server

L'invito era rivolto a 108 agenzie, all'appello hanno risposto 65 enti, una percentuale pari al 60 percento; l'86 percento delle agenzie ha una percezione positiva sul software FOSS e prevede di incrementare ulteriormente l'utilizzo di software libero nei prossimi 5 anni. La maggior parte degli Enti utilizza attualmente software open source in ambito server, tale scelta non è stata dettata dal risparmio in termini di costi ma dalle funzionalità offerte da tali software. Il 90 percento degli intervistati intende incrementare l'utilizzo di software libero ed open source nel settore delle applicazioni web, scientifiche ed educazionali, ma anche a livello middleware e back-office.

Secondo l'AGIMO: "Le Agenzie hanno compreso che l'adozione di standard e soluzioni Open Source è in grado di proteggere gli investimenti nel settore ICT, nella gestione dei dati e del software", inoltre oltre il 90 percento delle agenzie governative sono convinte che il software open source ed il software proprietario possono tranquillamente coesistere.

In ambito software le soluzioni open source più utilizzate sono: gestione degli RSS, podcasting, content management systems, e specifiche applicazioni core business delle agenzie.

Oltre ai benefici ottenuti con l'utilizzo di software open source la ricerca ha anche evidenziato alcune delle difficoltà incontrate dalle agenzie nella scelta di utilizzare tale tipologia di software all'interno dei vari dipartimenti; il problema più grande, come al solito, è risultato essere lo scarso supporto fornito dai produttori hardware al software open source, le agenzie hanno anche denunciato una certa difficoltà nell'ottenere informazioni su quali siano i software open source più adatti a coprire le loro specifiche esigenze.

Software Libero Dadi

Possiamo concludere affermando che, sempre più spesso, arrivano buone notizie per il software libero ed open source, le nazioni che hanno iniziato a prendere seriamente in considerazione la possibilità di utilizzare software libero sono in continuo aumento e questo non può che farmi piacere.

Dall'Australia però arrivano anche notizie meno buone. Secondo la BBC il governo laburista Australiano intenderebbe introdurre un sistema di filtri per internet, il cui scopo sarebbe quello di bloccare la diffusione di "materiale inappropriato".

I movimenti per i diritti civili hanno già condannato l'iniziativa presa dal Ministro per le Telecomunicazioni Stephen Conroy, il quale però sembra essere inamovibile rispetto alle sue decisioni.

Lo scopo del Governo Australiano sarebbe quello di assicurare che i bambini possano accedere a siti non pericolosi, il compito di filtrare i contenuti pornografici e violenti spetterebbe agli ISP ai quali il governo consegnerebbe una lista di siti non idonei. Al momento non sono ben chiari i parametri secondo cui i siti verrebbero considerati "non idonei".

Come ho già detto prima, le proteste e le critiche al governo si fanno sempre più forti, qualcuno ha insistito sul fatto che l'introduzione dei filtri su internet sarebbe una violazione del diritto alla libertà di parola, altri ritengono che l'introduzione di filtri renderebbe l'accesso ad internet ancora più lento di quanto non sia già, visto che in Australia, a quanto pare, le linee ad alta velocità sono molto carenti.

Tuttavia, nonostante le legittime proteste, sembra che il Governo Australiano non sia intenzionato a tornare sulle sue decisioni.

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