Le priorità dei nostri politici

la gogna

Risolto il problema dell'indulto, prima della pausa estiva, secondo i nostri politici rimaneva solo un'altra priorità da risolvere, il problema delle intercettazioni telefoniche.
Infatti il Governo, che proprio in questi giorni si è già fatto amare per il provvedimento di indulto, ha varato in fretta e furia un decreto sulle intercettazioni telefoniche, le cui sanzioni saranno stabilite dal parlamento in futuri dibattimenti.

Senza le intercettazioni l'opinione pubblica non sarebbe venuta a conoscenza delle manovrine tra Fazio (il governatore della Banca D'Italia), Fiorani (ex presidente della BPI) e Consorte (ex Presidente Unipol), non avrebbe saputo niente delle pastette combinate da Ricucci, dell'ottima considerazione che Vittorio Emanuele Savoia ha degli abitanti della Sardegna , nè tantomeno degli ottimi rapporti che intercorrevano tra Moggi, Della Valle, Lotito, Galliani e Meani ed i dirigenti degli arbitri e della FIGC, i cittadini non sarebbero venuti a conoscenza della vicenda relativa al rapimento dell'Imam Abu Omar, dei giornalisti "informatori" come Renato Farina , vicedirettore di libero, nè dei giornalisti di Repubblica intercettati (in questo caso illegalmente, ma la cosa non sembra aver scandalizzato i politici) perché stavano indagando sulla vicenda dei voli non autorizzati della CIA sul territorio Europeo.
In un paese in cui la democrazia ed il diritto sembrano sempre vacillare davanti alle spallate dei nostri politici che, tutelati dall'immunità per i reati di opinione possono attaccare gratuitamente chiunque e sparare a zero senza dover provare le loro accuse, ma che non tollerano chi contesta le loro opinioni , chi cerca di raccontare verità scomode e chi, in modo colorito, invita coloro che dovrebbero dare l'esempio ed invece si sentono superiori alle leggi a farsi processare come qualsiasi altro cittadino, chi in qualità di giornalista documenta verità scomode e compromettenti, insomma, in un paese in cui avviene tutto questo, la priorità del nostro parlamento è mettere il bavaglio a quei pochissimi giornalisti che ancora fanno seriamente il loro mestiere e la museruola ai Magistrati, colpevoli di non girarsi dall'altra parte davanti agli illeciti compiuti dai politici.
Gli ultimi provvedimenti posti in essere da questo governo prima della pausa estiva rendono sicuramente tristi tutte le persone che, con un governo diverso, speravano di vedere anche una diversa politica della legalità.
Se la musica non dovesse cambiare, nei prossimi mesi sarà bene che tutti i cittadini con un'idea idea di Stato diversa dallo pseudo-garantismo, di cui molti politici ed opinionisti si sentono difensori, si diano una mossa e facciano sentire il loro disappunto alla masnada di magliari che occupa gli scranni delle nostre istituzioni.

Fonti: Megaghip
Il blog dell'On. Antonio Di Pietro

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