Lo posizione degli sviluppatori del kernel linux rispetto alla GPL3

Tux, la mascotte di Linux

I pericoli ed i problemi della GPLv3 di:

James E.J. Bottomley Mauro Carvalho Chehab
Thomas Gleixner Christoph Hellwig Dave Jones
Greg Kroah-Hartman Tony Luck Andrew Morton
Trond Myklebust David Woodhouse

15 Settembre 2006

Estratto

Questo documento è una dichiarazione di posizione rispetto alla GNU General Public License Versione 3 (nella corrente bozza 2) ed al suo attuale processo di sviluppo, ed è emesso da alcuni dei Maintainer del kernel di Linux nel loro ruolo specifico di maintainer del kernel.
In nessun modo qualsiasi opinione espressa in questo documento può essere interpetrata per rappresentare il punto di vista di entità collegate o associate con gli autori.

1 Linux e la GPL v2

Durante la scorsa decade, il sistema operativo Linux ha dimostrato a se stesso di essere di gran lunga il sistema operativo Open Source di maggior successo nella storia. Tuttavia, esso non fu il primo sistema operativo open source di questo tipo e neanche è al momento l'unico sistema operativo di questo tipo. Noi crediamo che il preminente successo di Linux sia dovuto in gran parte al dinamismo ed alla diversità della sua comunità di contributori, ed uno dei catalizzatori per creare e mantenere questa comunità è il contratto di sviluppo così come è stato espresso nella GPLv2.

Dato che la Gplv2 ci ha servito così bene e per così tanto tempo, e dato che essa rappresenta le fondamenta del nostro contratto con gli sviluppatori, che ha aiutato a sospingere linux verso il successo di cui gode oggigiorno, noi siamo estremamente reclutanti riluttanti nel contemplare la possibilità di manomettere questa licenza, eccetto che come bug fixes per correggere i problemi esposti o per aggiornamenti contro pericoli imminenti. Finora, in tutta la storia della GPLv2, che include notevoli successi sia a livello ingiuntivo che nei processi, noi non abbiamo trovato all'interno della GPLv2 nessun bug così significativo da richiedere queste correzioni.

2 Linux, il kernel e l'universo Open Source

Le distribuzioni di Linux, così come la Free Software Foundation (FSF) ha spesso osservato, non contengono soltanto il kernel; Esse sono composte da una distribuzione di disparati componenti open source di cui il kernel è soltanto una parte (sebbene una parte significativa ed indispensabile), tutto questo collettivamente crea un sistema utile ed usabile. Così, il Linux installato dall'utente finale, è criticamente dipendente dalle entità, conosciute come distribuzioni, che assemblano tutti i componenti necessari e li distribuiscono in una forma stabile e testata.
L'enorme proliferazione di licenze Open Source complica il lavoro di queste distruzioni e le costringe a perdere tempo nel testare e "fondere" le varie ramificazioni di pacchetti software distribuiti in differenti (e spesso mutualmente incompatibili) tipi di licenze, spesso le considerazioni sulle licenze sono sufficenti ad escludere completamente un potenziale pacchetto da una distribuzione.

In deferenza al ruolo critico delle distribuzioni, consideriamo la riduzione della proliferazione di licenze Open Source un obiettivo primario.
GPLv2 ha giocato un importante ruolo verso il raggiungimento di questo obbiettivo diventando la licenza attualmente dominante e rendendo possibile mettere insieme una distribuzione Linux interamente con componenti GPLv2, semplificando così la vita dei distributori.
Quindi, noi crediamo che ogni eventuale aggiornamento della GPLv2 debba essere così costrittivo da spingere tutti i progetti attualmente licenziati con detta licenza a cambiare più speditamente possibile verso la nuova licenza così da non fragmentare l'ecosistema GPLv2, ora così ben uniformato.

3 Linux e Libertà

Un'altro degli assi su cui ruota il successo di Linux è esattamente la vastità e la diversità della sua comunità di contributori ed utenti, senza i quali noi non avremmo avuto la robusta ventata di innovazione che ha spinto il nostro movimento sempre più avanti. In compenso, un elemento essenziale in tutto questo è che individui con disparati (e spesso anche in competizione) obiettivi possono ancora far marciare insieme una considerevole distanza di intenti ed il bene comune. Questa sinergia di forze, tra obiettivi di compromesso, è una delle ragioni per cui Linux riesce a sfruttare lo sforzo, non solo degli sviluppatori più motivati, ma anche quello legato ad interessi aziendali e commerciali.
Questo a sua volta è determinato dalla peculiare libertà incastonata nel contratto di sviluppo rappresentato dalla GPLv2, vale a dire la libertà dal vincolare l'utilizzo finale del progetto. Senza questa libertà, sarebbe molto più difficile soddisfare gli obiettivi di tutti i contributori, giacchè questi obiettivi spesso hanno espressione nei termini dell'uso finale nel quale loro intendono utilizzare il progetto. Quindi, per mantenere l'essenziale sinergia nello sviluppo ed il conseguente flusso di innovazioni che esso porta a linux, non possiamo contemplare qualsiasi cambio alla GPL che possa in qualche modo compromettere questa fondamentale libertà.

4 Il ruolo cruciale della Free Software Foundation

Lo abbiamo riconosciuto prima, i progetti controllati dalla FSF (specialmente gcc, binutils and glibc) sono componenti essenziali di qualsiasi distribuzione LInux. In compenso, possiano anche prendere nota del fatto che la FSF opera in modo profondamente differente da Linux, essa richiede l'assegnazione del copyright per ognuno delle migliaia di persone che contribuiscono alla sua base di codice. Questi contributi sono stati dati alla FSF non come un tributo con cui avere a che fare ma come una promessa solenne, come dichiarato nell'articolo 9 della GPLv2, solo per licenziare il codice sotto una versione della GPL che"...sarà simile nello spirito alla presente versione. Ci piace credere che tutti i contributori al progetto GNU, abbiano preso questa promessa come un valore nominale ed abbiano accordato alla FSF un ruolo speciale nell'universo Open Source proprio per questo.
Va da sè che tutti gli aggiornamenti a GPLv2 devono essere completamente in linea con l'esecuzione di quella fiducia.

5 GPLv3 ed il processo fin qui

L'attuale versione (Discussion Draft 2) della GPLv3 ad una prima lettura fallisce il necessario test relativo alla sezione 1 negli aspetti per cui non c'è nessuno sostanziale ed identificato problema con la GPLv2 che la GPLv3 stia cercando di risolvere.

Comunque, una più profonda lettura rivela molti altri problemi legati alla corrente stesura della FSF:

5.1 Clausole sul DRM

Anche conosciuta come clausola di "Tivoisizzazione"

Mentre troviamo disturbante, da parte dei distributori di contenuti , l'utilizzo dei DRM al fine di controllare l'uso delle periferiche di proprietà degli utenti, i nostri convincimenti nell'essenziale libertà della sezione 3 ci vieta dall'accettare qualsiasi licenza che contenga restrizioni nell'uso finale del prodotto. L'esistenza di abusi nell'utilizzo dei DRM non è una scusa per limitare le libertà.

Oltretutto, i tentativi della FSF nello scrivere e riscrivere queste disposizioni hanno dimostrato a loro stessi che si stanno muovendo su un brutto campo minato, che rischia di intrappolare un uso innocente e benefico della crittografia e delle tecnologie di DRM.
Su una base così pragmaticamente dimostrata, queste clausole sono inoltre pericolose e difficili da accertare e non dovrebbero trovare alcun posto in un'aggiornamento ben scritto della GPLv2..

Infine, riconosciamo che definire quali cose costituiscono un abuso nell'uso dei DRM è una questione essenzialmente politica e per questo, mentre possiamo argomentare validamente a favore delle nostre opinioni politiche, non dovremmo subornare o costringere gli altri a seguirci nelle nostre convinzioni. Quindi, cercare di scrivere questo tipo di restrizioni all'interno della GPLv3 e poi rilicenziare l'intero codice della FSF con questa nuova licenza equivale a cooptare il lavoro di tutti i precendenti contributori al servizio dei fini politici della FSF e così perpetrare una fondamentale violazione degli accordi descritti nella sezione 4.

5.2 Clausole restrittive aggiuntive

Come dichiarato nella sezione 2 uno dei più seri problemi dell'Open Source è che ci sono troppi tipi di licenza. Le restrizioni addizionali presenti nella bozza corrente della GPLv3 sono una zuppa di scelte e restrizioni che diventeranno un incubo per i nostri distributori nel tentativo di fare un riordino legale e nell'accertamento di ogni singola clausola.
Così, esso rappresenta un significativo ed inaccettabile passo indietro rispetto alla GPLv2, che non presenta clausole di restrizione addizionali..

Ancora, le restrizioni addizionali creano la possibilità di frammentazioni nell'universo delle licenze fra altre particolari restrizioni scelte, con le quali diventa diffcile combinare e distribuire (a causa della necessità di tener conto di ogni separata restrizione). Riteniamo che tale potenziale frammentazione eliminerà la necessaria spinta per muovere velocemente tutti i progetti verso una nuova licenza, come già descritto nella sezione 2.

5.3 Disposizioni sui brevetti

Così come attualmente impostata, la GPLv3 sembra che possa potenzialmente compromettere l'intero portfolio di brevetti di una società semplicemente se quest'ultima distribuisse sul suo sito un programma rilasciato con tale licenza. Siccome l'ecosisema di linux conta molto in questo tipo di contributi da parte delle aziende le quali hanno avvocati che prenderanno per buona la più diffusa intepretazione nel valutare possibili responsabilità, noi riteniamo questa clausola inaccettabile a causa dell'effetto raffreddante che esso potrebbe avere nel necessario input che le aziende danno alla spinta innovativa.

Inoltre, alcune società che attualmente agiscono in qualità di distributrici di Linux hanno significative quantità di brevetti nel loro portafoglio; Così per loro questa clausola rappresenta un'altra barriera nella loro distribuzione di Linux e questo è inaccettabile vista l'importanza critica che tali distribuzioni hanno nell'ecosistema di linux.

6 Conclusioni

Le tre obiezioni chiave segnalate nella sezione 5 sono, individualmente e collettivamente, una ragione sufficiente per rigettare l'attuale proposta di licenza. Tuttavia, noi segnaliamo che la bozza corrente, con ognuna di queste inaccettabili disposizioni eliminate completamente, rappresenta nel migliore dei casi un miglioramento marginale rispetto alla già testata GPLv2. Quindi, per quanto ci interessi (e nella misura in cui controlliamo il kernel) noi non possiamo prevedere alcuna bozza della GPLv3 che uscirà dall'attuale processo di stesura come una licenza accettabile a tal punto da essere adottata dal Kernel Linux.

Oltretutto, finchè la FSF propone di spostare tutti i suoi progetti verso la GPLv3 ed applicare pressioni a tutti gli altri progetti licenziati con la GPLv2, noi prevediamo che la realizzazione della GPLv3 lasci presagire la balcanizzazione dell'intero universo dell'Open Source sul quale noi contiamo. Questa balcanizazzione, che sarà manifestata dai distributori che saranno costretti a creare fork di diversi pacchetti per potere mantenere un sistema di licenze consistente, ha il potenziale di infliggere massicci danni collaterali sull'intero ecosistema e compromettere la vera utilità e la sopravvivenza dell'Open Source. Giacchè non vediamo niente di sufficientemente valido nell'attuale bozza della GPLv3 tale da giustificare un così terribile prezzo, noi possiamo soltanto supporre che la FSF sia ignara del potenziale disastro nel quale si è imbarcata. Quindi, imploriamo la FSF di ri-esaminare le conseguenze delle sue azioni e di abbandonare l'attuale processo di sviluppo della GPLv3 prima che sia troppo tardi.

Fonte (inglese): http://developers.slashdot.org/article.pl?sid=06/09/22/1656238

Gli sviluppatori del kernel hanno anche fatto un sondaggio fra di loro per stabilire il loro punto di vista sulla GPLv3, il sondaggio è consultabile a questo indirizzo.

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