Lo stagista spione

28 ott
2006

Spie come noi

UDINE - Uno studente, giovane, molto giovane, forse appena maggiorenne, che, durante uno stage in un ufficio dell’ Agenzia delle Entrate, viene in possesso delle password per entrare nel Sistema Centrale dell’ Anagrafe Tributaria di un grande Paese, come l’ Italia, e può andare a spiare la situazione fiscale del Presidente della Repubblica o del Primo Ministro, come quella del papà del suo compagno di banco o del preside della sua scuola: è il singolare scenario, quasi da giallo informatico, che sta emergendo, a Udine, dall’ inchiesta sullo spionaggio fiscale.


Fra gli indagati e i perquisiti della Procura di Milano, infatti, non vi sono solo finanzieri e funzionari delle Agenzie delle Entrate, ma anche uno studente friulano, un ragazzo come tanti altri che per qualche settimana, nei mesi scorsi, ha fatto uno stage negli uffici di Udine dell’ Agenzia delle Entrate.
Vi è arrivato grazie a una convenzione fra l’ Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia e una serie di enti e istituzioni (fra i quali proprio la Direzione Regionale dell’ Agenzia delle Entrate) che prevede «percorsi in alternanza scuola-lavoro». Doveva essere un tranquillo periodo di avvicinamento di un giovane studente al mondo del lavoro, ma l’ esplorazione - stando alle ipotesi emerse finora - è forse andata ben al di là delle previsioni.
Per motivi e in circostanze che un’ inchiesta amministrativa (già avviata) chiarirà nelle prossime settimane, il ragazzo si è ritrovato con le password per andare a «scoprire» i segreti personali degli italiani, una tentazione troppo forte alla quale non è riuscito a resistere, almeno stando a quanto trapelato finora.
Forse nessuno se ne sarebbe accorto mai, se non fosse intervenuta l’ inchiesta della Procura di Milano con la verifica delle intrusioni abusive nel Sistema Centrale. Cosa il giovane sia andato a guardare, quante volte e per quali fini, non è dato sapere, come nulla è trapelato sulla sua identità, la scuola che frequenta e il paese nel quale vive.
Di certo, ieri la Guardia di Finanza ha perquisito l’ ufficio nel quale ha svolto lo stage e la casa nella quale vive. Riserbo totale sui risultati delle perquisizioni e sulle iniziative che la Direzione Regionale dell’ Agenzia delle Entrate intende prendere nei suoi riguardi, come nei riguardi dell’ altra persona indagata e perquisita in Friuli, una funzionaria degli uffici di Pordenone della stessa Agenzia.
«Stiamo aspettando le direttive centrali - ha detto il Direttore Regionale dell’ Agenzia delle Entrate, Franco Latti, interpellato dall’ Ansa - Quando ci diranno che possiamo parlare, lo faremo perchè abbiamo tutto l’ interesse, soprattutto, a tranquillizzare i contribuenti e i cittadini dell’ assoluta linearità delle nostre azioni e dei nostri controlli, che sono tutti autorizzati e fatti su input o centrale o locale. I primi dispiaciuti e i primi a essere lesi - ha concluso Latti - siamo noi».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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3 Risposte to “Lo stagista spione”

  1. alexxx scrive:

    Io su questa vicenda sono un po' diviso, nel senso che da una parte capisco che non è bello che ci si veda ficcare il naso nei propri affari, ma è altrettanto vero che la vita economica dovrebbe essere trasparente. Non è come nel caso di religione, preferenze sessuali, orientamenti politici e sfera privata, quanto guadagni e quello che fai con i soldi riguarda tutti, e secondo me se i dati sulla vita economica fossero pubblici, la mafia non esisterebbe più, come anche le tangenti e altre cose. Mi pare che sia così in altri paesi europei di più solida democrazia, almeno per quanto riguarda i politici.
    Comunque la riflessione diventa incazzatura quando lo stesso riserbo non viene dato ai privati cittadini, quando le stesse banche vendono i tuoi dati alle finanziarie (è successo a mio padre!!!), quando i politici fanno leggi fasciste sulle droghe leggere, mentre loro stessi ne fanno uso.
    Non so se sono indignato o rassegnato.

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  2. Doxaliber scrive:

    No, alexxx, non dovresti essere diviso.
    Una cosa sono i normali controlli di routine svolti da persone preposte a svolgere quel preciso compito, e su questo sono d'accordo con te, credo che l'evasione se ci fosse più volontà si potrebbe combattere in maniera più efficace, ma altra cosa è invece è lo spionaggio non autorizzato e svolto da persone che non dovrebbero essere preposte a tali controlli.

    Il secondo è un fatto gravissimo.

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  3. Chris scrive:

    d'accordissimo con doxa :)

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