
Il "comitato tecnico" di Ubuntu ha deciso di non attivare di default i driver video proprietari per la futura versione di Ubuntu (7.04 "Feisty Fawn"). Qualcuno ha pensato che ciò significasse che in Feisty non saranno inclusi questi drivers o che Ubuntu abbia deciso di allontanarsi completamente dai driver proprietari.
Le cose non stanno esattamente così.
Mark Shuttleworth, il fondatore di Ubuntu, ha spiegato nel suo blog che il "comitato tecnico", ovvero il gruppo di persone che si occupa di prendere queste decisioni sul futuro della distribuzione, ha riaffermato la regola di "includere driver proprietari che sono necessari per abilitare le funzionalità hardware essenziali".
Cosa significa questo? Lo spiega lo stesso Shuttleworth: "Noi definiamo 'hardware essenziale' le funzionalità che esistono su larga scala e per le quali ci sono applicazioni libere che sono largamente utili e che ottengono grandi vantaggi da questo hardware. Un esempio canonico sono sempre stati i driver per le periferiche wi-fi, alcuni dei quali esistono solo in forma proprietaria, ma che naturalmente abilitano il funzionamento di enormi porzioni di programmi liberi. Abbiamo sempre distribuito questi tipi di driver, ed intendiamo continuare a farlo".
Quindi Shuttleworth & CO non inseriranno i driver proprietari per le schede video nella prossima versione di Ubuntu, ma non perché ritengono che sia sbagliato inserire driver proprietari nelle distribuzioni Linux, bensì perché ritengono che Beryl e Compiz non siano ancora abbastanza maturi per essere inseriti di default nella distribuzione.
Loro credono che "il 3D sia una parte essenziale di un moderno desktop", ma pensano anche che lo "status delle applicazioni libere che dipendono da queste funzionalità hardware... non fossero ancora pronte per essere incluse di default in Feisty. Né Compiz né Beryl hanno i requisiti di stabilità e compatibilità necessari per essere un'opzione di default di Feisty".
Compiz e Beryl, lo ricordiamo per chi non fosse ancora informato, combinano un windows manager ed un composite manger e, sfruttando le librerie OpenGL, riescono a produrre, sui desktop delle nostre linux box, effetti grafici tridimensionali. Beryl e Compiz si affiancano ai desktop environments tradizionali di Linux, come KDE e Gnome, e li integrano con effetti grafici davvero stupefacenti.
Tornando a noi, la scelta di Shuttleworth non è stata quindi "ideologica", bensì una scelta di tipo tecnico/pratico, semplicemente i tecnici di Ubuntu hanno ritenuto che i composite manager sono ancora troppo immaturi per far parte dell'installazione di default di Ubuntu. Molto probabilmente la versioni successive alla 7.04 includeranno uno dei due composite manger di default e, se fosse necessario, i driver proprietari delle schede video.
In ogni caso bisogna dire che Ubuntu si è impegnata ad appoggiare il gruppo NOUVEA, un gruppo di sviluppatori che si sta impegnando per realizzare un'implementazione libera dei driver NVIDIA, come dice Shuttleworth: "I driver proprietari non sono la scelta preferita e saranno eliminati nel momento in cui la comunità offrirà un'alternativa libera".
Su fronte Ubuntu segnalo anche l'accordo con Linspire, che prevede l'integrazione del software per la gestione dei pacchetti CNR (Click N Run).
Fonte:Desktop Linux
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mi sembra una scelta logica e consapevole ... direi un 10 e lode a ubuntu.
Sono sempre stato dell'avviso che si e' responsabile di un progetto debba proporre qualcosa di stabile, mentre d'altra parte bisogna permettere a tutti di 'fognare' con le proprie cose (e questo con linux si fa benissimo!).
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Non posso che trovarmi d'accordo. Beryl, che ho installato ieri sera sul mio portatile "ubuntizzato" e che sto utilizzando in questo preciso istante, è veramente una ficata, ma se l'obiettivo è quello di realizzare una distribuzione "rock solid" per il momento è meglio non includerlo come opzione predefinita, dato che ogni tanto (ma neanche troppo spesso) tende a perdere i colpi.
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Come hanno scritto sopra, mi sembra un ottima scelta. Finchè non ci saranno alternative libere, si fa con ciò che si ha e che sopratutto è più "stabile". Quando si avrà la possibilità di un'altra scelta, si spingerà per quella
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