Microsoft e la violazione del copyright. Chi copia chi? Il caso Microsoft China ed il caso ImageMaster

Dev'essere davvero imbarazzante per un'azienda che appena due anni fa aveva cercato di abbattere la concorrenza di Linux minacciando violazioni di brevetto, tra l'altro mai provate, ritrovarsi nel giro di pochissimo tempo sul banco degli accusati per aver copiato codice altrui. Facciamo il riassunto della situazione per gli smemorati e sfruttiamo il mio blog per ricordare il susseguirsi degli eventi.

I primi ad accusare Linux di copiare codice altrui furono quelli di SCO Group, azienda che inizialmente produceva una distribuzione Gnu/Linux e successivamente acquistò i diritti di uno dei tanti Unix in commercio. Sco decise di denunciare Linux per violazione di proprietà intellettuale. A seguito di quella denuncia nacque una bagarre immensa, un tutti contro tutti che ha portato a decine di cause: Red Hat Vs Sco, Sco Vs Novell, Sco vs IBM. Alcune di queste cause sono ancora in corso, su questo blog ho trattato la questione SCO solo marginalmente, ma per quanto riguarda le accuse iniziali, rivolte da SCO a Linux, ormai si può dire che la vicenda si è conclusa in un nulla di fatto. I maligni dicevano che dietro SCO c'era Microsoft ma io non avvallo ipotesi che non possano essere provate. Il 10 Agosto 2007 il giudice Kimball decretò, nella causa Sco Vs Novell, che la legittima proprietaria di UNIX e Unixware era Novell e non SCO.

Nel frattempo, qualche mese prima della sentenza del giudice Kimball, ovvero il 02 Novembre 2006, Microsoft e Novell avevano stipulato un accordo sull'interoperabilità che destò parecchie perplessità nella comunità open source. Perplessità giustificate visto che, subito dopo aver stipulato l'accordo, Microsoft minacciò Linux accusandolo di violare la sua proprietà intellettuale.

La minaccia di Microsoft si rivelò ben presto una grossa bolla di sapone. La comunità Linux pressò Microsoft affinché mostrasse le porzioni di codice che, secondo Microsoft, sarebbero state copiate dagli sviluppatori Linux. Per tutta risposta Steve Ballmer, il CEO di Microsoft, il 24 Maggio 2007 rilasciò una dichiarazione piuttosto discutibile: egli lasciò intendere che sicuramente Linux violava i brevetti di Microsoft ma Microsoft era troppo occupata per dimostrare tali violazioni! Dichiarazioni piuttosto aleatorie visto che in più occasioni Microsoft non ha esitato a sguinzagliare i suoi avvocati per tutelare la sua proprietà intellettuale, non solo contro grosse aziende ma anche contro piccoli sviluppatori rei di produrre software che a Microsoft non piace.

A pochi giorni dalle dichiarazioni di Ballmer, quando ormai era piuttosto chiara la vaghezza delle accuse di Microsoft, la Linux Foundation rispose duramente alle accuse del CEO di Microsoft affermando: attenta Microsoft, anche noi abbiamo i nostri brevetti e se continuate a fare i bulletti con noi dovrete fronteggiarci in tribunale.

Oggi, 17 Dicembre 2009, Microsoft ancora non ha ancora presentato nemmeno una riga di codice che Linux avrebbe copiato dai suoi software, in compenso il mese scorso qualcuno ha scoperto che un'utility per copiare Windows 7 su una chiavetta USB, era stata letteralmente rubata da un software open source rilasciato con licenza GPL!

Comprendete quanto sia ironico tutto ciò?

Microsoft accusava Linux (un software rilasciato con licenza GPL2) di violare la sua proprietà intellettuale, ora qualcuno ha scoperto che a violare la proprietà intellettuale di un altro software rilasciato con licenza GPL2 era proprio Microsoft! L'azienda fondata da Bill Gates è stata costretta ad ammettere l'errore ed a chiedere scusa per quanto accaduto. Qualcuno ha detto che l'azienda di Redmond se n'è uscita elegantemente e che comunque la realizzazione di quel software era stato demandato ad una società terza, la quale era la vera responsabile della violazione di proprietà intellettuale.

Ora, a nemmeno un mese dalla prima accusa di violazione del copyright, qualcuno ha scoperto che Microsoft China avrebbe copiato paro paro il codice sorgente (e pure l'interfaccia!) da un software realizzato da un'azienda concorrente. Qualche giorno di silenzio e di nuovo, con tanto imbarazzo, Microsoft è costretta ad ammettere le sue colpe.

Ora magari qualcuno dirà nuovamente che Microsoft se l'è cavata con eleganza perché ha chiesto scusa ed ha ritirato dal mercato il software incriminato, ma io rimango perplesso. Passi il voler definire elegante il comportamento di Microsoft (facile chiedere scusa quando ti hanno beccato con le mani nella marmellata, Microsoft non poteva far altro che chiedere scusa), tuttavia questi due eventi così ravvicinati sollevano due grosse domande, questioni a cui Microsoft dovrebbe rispondere:
1) Come mai una delle più grandi aziende di software ha bisogno di rivolgersi a terzi per la realizzazione di un software che per altre piattaforme e sistemi operativi esiste da tempo?
2) Quante e quali sono le aziende che sviluppano software per conto di Microsoft?
3) Come possiamo essere certi del fatto che altre aziende terze che lavorano per conto di Microsoft non abbiano copiato altri software open source per infilarli in codice proprietario? Non disponiamo del sorgente e quindi dimostrare l'eventuale violazione è difficile.

Naturalmente nessuno pensa che Windows contenga codice di Linux (sono due sistemi profondamente diversi), ma sono certo che queste domande rimarranno senza risposta. Spero che Microsoft in futuro abbia l'eleganza di provare le sue accuse prima di diffonderle tra clienti, sviluppatori e giornali, generando soltanto paure, incertezze e dubbi, nonché possibili danni ai concorrenti.

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