
ISLAMABAD, Pakistan - I militari pachistani hanno dichiarato oggi di aver distrutto una scuola religiosa utilizzata per addestrare militanti nella zona del Banjur, un'area tribale ai confini con l'Afghanistan. Secondo quanto riportato dalle televisioni locali più di 83 persone sono state uccise nel bombardamento, anche se non ci sono conferme ufficiali da parte delle autorità.
L'attacco, effettuato con elicotteri armati, è iniziato alle 5 del mattino di oggi, l'obiettivo era una scuola religiosa conosciuta come Madrassa e gestita da un certo Maulvi Liaqut, anch'egli probabilmente rimasto ucciso nel bombardamento.
Liacqut era stato accusato di proteggere militanti stranieri e locali. Egli è stato un membro del defunto movimento militare "Tehreek Nifaz-e-Shariat Mohammadi", il quale, prima di essere vietato dal Pres. Pervez Musharraf, ha inviato migliaia di combattenti in Afghanistan per supportare i Talebani.
Il Generale Shaukat Sultan, portavoce dei militari Pakistani, ha dichiarato che all'interno della scuola non c'erano donne e bambini, ma soltanto militanti, ed ha negato qualsiasi coinvolgimento di truppe USA o della NATO.
La zona del Bajur, che confina con la provincia Afghana di Kunar, è una regione con una storia molto tribolata. In passato, quando si pensò che Aiman al-Zawahiri, numero due di Al Qaeda, si trovasse da quelle parti, la zona del Bajur è stata scena di vasti ed impopolari attacchi da parte delle truppe americane.
L'attacco delle truppe pakistane arriva due giorni dopo che migliaia di militanti avevano inscenato una protesta pubblica, chiedendo di continuare la loro guerra contro gli Stati Uniti e contro i Pakistani disposti ad appoggiarli.
Dopo aver avuto notizia dell'attacco, Siraj ul Haq, principale Ministro di quella provincia, e Haroon-ur-Rashid, membro del parlamento, hanno condannato l'attacco ed hanno annunciato le loro dimissioni.
Fonte (inglese): New York Times
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