Per condividere bisogna essere in due. La strana storia dell'interoperabilità.

20 nov
2007

Ho seguito con attenzione il dibattito che si è sviluppato nel blog di Monica, precisamente nel post in cui la blogger ha ripreso questa mia traduzione di un articolo originariamente apparso sul sito in lingua inglese Foobar.

Nei commenti, tra le altre cose, si parla di interoperabilità tra sistemi operativi, della possibilità di far convivere sistemi Microsoft e Linux senza guerre di religione e schieramenti, si è parlato anche di Microsoft Office e di OpenOffice, nonché dei rispettivi formati: docx e odf.

Windows, Linux, Mac, tutti assieme

Il problema dell'interoperabilità tra i sistemi operativi, e quindi della portabilità dei dati tra un sistema operativo e l'altro, è probabilmente uno degli aspetti meno compresi dagli utenti non tecnici, ma è invece uno dei principali aspetti della contesa tra Microsoft ed il resto del mondo, ed anche uno dei motivi per cui gli utenti Linux ritengono Microsoft, ed in generale qualsiasi azienda produttrice di software proprietario (Autodesk, Adobe, Apple ed altre), come aziende "cattive", da contrastare e combattere.
Mi è capitato spesso di leggere punti di vista secondo i quali l'obbiettivo primario degli utenti Gnu/Linux sarebbe quello di distruggere Microsoft, spinti in questo desiderio da un odio viscerale ed incontrollabile nei confronti dell'azienda di Bill Gates.

Questo è un punto fondamentale: chi vuol distruggere chi?

L'universo che ruota intorno al software libero e quello che ruota intorno al software proprietario sono certamente incompatibili fra loro sotto moltissimi aspetti. Per farla breve si tratta di due modi completamente opposti di interpretare l'informatica ed i bisogni dell'utente, un giorno tornerò a spiegare questi aspetti in dettaglio, per ora vi basti sapere che è così.

Vi basti sapere anche che, proprio in ragione di questo diverso approccio, il Software Libero è per sua stessa definizione: aperto, interoperabile, votato ad un approccio multipiattaforma, mentre il Software Proprietario tende invece a proteggere gli interessi di un'azienda, quindi è chiuso, basato su formati proprietari, raramente funzionante su più di un sistema operativo.

L'approccio delle aziende che producono Software Proprietario, pur se parzialmente condivisibile da un punto di vista economico. è sempre stato un problema anzi, per certi versi, una forma di "concorrenza sleale" contro coloro che lavorano alla diffusione del software libero.

Bad Vista
Quindi è vero che da una parte gli utenti di Software Libero si lanciano spesso in campagne contro il software proprietario (in particolare contro quello Microsoft, vedi l'ultima campagna BadVista), lasciandosi spesso andare ad affermazioni perentorie ed un po' estreme, ma è anche vero che queste campagne non sono contro Microsoft per la qualità del software in sé, ma per ciò che il software proprietario rappresenta in termini di limitazione della libertà degli utenti.

A riprova di ciò la stragande maggioranza del software libero presente sul mercato è largamente disponibile non solo per sistemi operativi Unix, ma anche per Microsoft Windows, pensate soltanto ai più famosi: Mozilla Firefox, OpenOffice, eMule, Mysql, Apache, Php (trovate un elenco completo qui), mentre molto raramente un Software Proprietario è disponibile per piattaforme diverse da Windows.

Netscape navigator

Nella memoria degli addetti ai lavori, meno in quella degli utenti, è ancora viva la guerra dei browser avvenuta negli anni '90 tra Netscape e Microsoft, due aziende che presero uno standard aperto e libero come HTML e lo "rovinarono", introducendo man mano tag proprietari che funzionavano alternativamente con un solo browser, facendo impazzire per primi gli sviluppatori e poi gli utenti. Una guerra che portò a scelte discutibili, come quella di realizzare siti internet che funzionavano solo per Internet Explorer, tagliando di fatto fuori dal web tutti gli utenti che non utilizzavano tale software. Tutto questo partendo da uno standard libero ed aperto, realizzato proprio per impedire barriere e limitazioni agli utenti! Tale situazione si è andata lentamente "normalizzando" grazie all'affermazione di un software libero: Mozilla Firefox, ma nel frattempo quanti danni all'innovazione ha creato questa guerra ed il suo risultato scontato?

Tutti gli standard aperti sono, per loro stessa definizione, implementabili su qualsiasi sistema operativo, mentre uno standard proprietario (come ad esempio il formato .doc di Microsoft) è disponibile sui sistemi operativi liberi solo grazie ad un difficile lavoro di reverse engineering, pratica che le aziende ed il mercato americano hanno reso di fatto illegali con leggi vergognose come il Digital Millenium Copyright Act o con l'introduzione del principio di brevettabilità del software, che tanti problemi sta portando alle aziende americane, anche di grosso calibro (per fortuna il concetto di brevettabilità del software è stato rigettato dal Parlamento Europeo, anche se l'ufficio brevetti europeo continua a rilasciare brevetti come se nulla fosse!).

Da qualche tempo Microsoft ha cambiato punto di vista ed afferma di voler lavorare per l'interoperabilità. Ma allora perché l'ultima versione di Office ancora non permette la gestione del formato ODF, che è uno standard internazionale riconosciuto dalla ISO (International Standard Organization) e dalla Comunità Europea, mentre si ostina a promuovere un formato (Office Open XML) il cui futuro è incerto e che per ora non è stato riconosciuto come standard ISO? Ed ancora, perché per l'ennesima volta Microsoft realizza un formato (docx) che non è compatibile all'indietro con le sue stesse produzioni?

Steve Ballmer

Inoltre, quando Steve Ballmer afferma che Linux violerebbe i brevetti Microsoft, affermando però di non avere il tempo per dimostrarlo (sic!), a cosa credete si riferisca?

In realtà ci sarebbe da discutere a lungo su questa affermazione, perché sentenziare che Linux viola dei brevetti non vuol dire niente, ad esempio, non si capisce a cosa si riferisca Ballmer, a Linux inteso come kernel di un sistema operativo o a Linux come "distribuzione"? E se vale la seconda ipotesi a quali distribuzioni si riferisce visto che ogni distribuzione adotta scelte strategiche e software diversi? Non sarebbe meglio citare i singoli software? Di sicuro però, pur nell'ambiguità di queste affermazioni, può riferirsi ad esempio alla possibilità offerta da Linux di leggere, scrivere, ridimensionare, formattare partizioni fat16, fat32, ntfs, tutti file system sottoposti a brevetti Microsoft, o alla possibilità offerta da OpenOffice di aprire, leggere, salvare, documenti e fogli di calcolo in formato .doc e .xls, ancora una volta formati proprietari di Microsoft, oppure alla possibilità offerta da Samba di condividere risorse di rete con sistemi operativi Microsoft.

Eppure la possibilità di gestire questi standard proprietari non può che essere un vantaggio in termini di interoperabilità, quindi un vantaggio per gli utenti di tutti i sistemi operativi, siano essi liberi o proprietari. Ma allora chi vuole distruggere chi? E, soprattutto, chi è davvero a favore dell'interoperabilità e chi invece continua a mantenere un atteggiamento ambiguo che di certo non aiuta a "distendere" gli animi?

Leggi anche:

  1. Vendere PC con Linux preinstallato? Si può, c'è chi lo fa da tempo, altro che DELL!
  2. Dell: Le minacce di Microsoft non hanno intaccato le vendite di Gnu/Linux
  3. Poste Italiane: storia di ordinaria idiozia informatica
  4. Dell, HP e Lenovo intendono spingere i produttori a rilasciare driver open source per Linux
  5. Vi racconto la storia vera di un imprenditore finito nei guai a causa del software pirata e salvato da Gnu/Linux

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11 Risposte to “Per condividere bisogna essere in due. La strana storia dell'interoperabilità.”

  1. Fabrix scrive:

    applausi

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  2. Doxaliber scrive:

    Grazie Fabrix.

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  3. Dass scrive:

    Parole sante!!!

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  4. ajkain scrive:

    OPEN FOREVER!

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  5. Paolo scrive:

    E' come se una nota marca di pasta producesse spaghetti che "compatibili" solo con il sugo pronto della medesima marca.
    Chi si prepara il sugo in casa e' fregato...
    (scusate la metafora culinaria, ma si e' fatta ora di pranzo)

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  6. mastro scrive:

    Bravo
    complimenti per l'intervento...
    spero apra gli occhi a qualcuno...
    è ciò che ho cercato di spiegare proprio nei commenti all'articolo di Monica (che tu linki)

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  7. Linux: cosa deve aspettarsi e cosa deve sapere un utente Windows...

    Ultimamente la comunità Linux è cresciuta molto: tante persone vi si avvicinano entusiaste, abbracciano gli ideali del software libero e senza conoscere a fondo quel che stanno facendo cominciano un’opera di “reclutamento” imprepara...

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  8. Doxaliber scrive:

    @Paolo, il tuo esempio è calzante.. :-)

    @Mastro, si ho letto quei commenti, sono stati proprio gli interventi degli utenti ed ispirare quest'ulteriore post. ;-)

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  9. Doxaliber scrive:

    Konko, tutti sappiamo che Microsoft ha creato alcuni tipi di licenze open source, così come abbiamo letto delle dichiarazioni in cui l'azienda si impegna a favore dell'interoperabilità. Sicuramente molta strada è stata fatta rispetto agli anni in cui per Microsoft certi argomenti erano solo tabù, resta però il fatto che l'atteggiamento dell'azienda di Redmond continua ancora oggi ad essere ambiguo e poco chiaro. Hai presente la storia del bastone e della carota?

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  10. ericablogger scrive:

    bel post, Salvatore
    ne avevi già parlato in passatp ma questo è veramente interessante
    un abbraccio erica

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