In questa settimana questo blog dovrebbe ricominciare a prendere vita e ad essere aggiornato, anche se non a pieno regime perché sono ancora in clima "vacanziero". Nel frattempo, se vi va, potreste leggere questi due pezzi che ho scritto per Mentecritica:
Vi saluto infine con una frase che ho tratto da una bella e-mail ricevuta in questi giorni da una ragazza che dichiara di avere 14 anni, non posso rispondere all'autrice perché il suo indirizzo e-mail risulta irragiungibile, quindi ho deciso di salutarla direttamente dal blog citando un passaggio del suo scritto in cui l'autrice parla di libertà:
credo di aver capito che la libertà non sia tanto un dato di fatto o dare aria alla bocca, ma che invece sia avere un punto di vista personale e non aver paura di esporlo agli altri.
Aggiungo anche che libero è colui che sa ascoltare le opinioni altrui e mettere in discussione le proprie. Chi ha troppe certezze è schiavo del suo ego. A presto!
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>Aggiungo anche che libero è colui che sa ascoltare le opinioni altrui e mettere in discussione le proprie. Chi ha troppe certezze è schiavo del suo ego.
Sono parzialmente in disaccordo. Io faccio una netta distinzione fra "certezze" e "opinioni". Le mie "opinioni" sono opinioni, lo sottolineo bene quando devo esprimerlo facendo capire che non ho i mezzi per discutere di questo argomento in maniera solida.
Alle mie certezze, invece, arrivo dopo aver vagliato attentamente tutti i dati di cui dispongo e averle testate per bene. Diciamo che sono "dimostrate". Per questo le difendo a spada tratta dagli "opinionisti" (intendendo coloro i quali presentano le loro idee che non sono state mai messe alla prova).
Detto cio', sono prontissimo a fare le genuflessioni sui ceci e gettare la mia "certezza" nel wc non appena mi dimostri che mi sono sbagliato in qualche modo.
) e sempre perche' nel mio ragionamento c'e' qualche dato di cui non ero a conoscenza.
Capita anche questo (fortunatamente non troppo spesso
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ma quale bossi ma quale lega o padano facci una sega!
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Grick, il tuo ragionamento è condivisibile.
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Io al contrario di grick non considererei per sentirsi liberi le opinioni o le certezze. Sono entrambe mutevoli nel tempo e nello spazio. Esse sono date dalle esperienze e devono, a mio parere, essere valutate di volta in volta, soppesandole attentamente, senza aver paura di variarle di fronte a razionale e ragionevoli prove contrarie alle nostre.
Le cose che invece debbono rimanere invariate sono i principi (e non parlo di carlo d'inghilterra!
). Questi ultimi devo essere solidi, invalicabili, fondati su qualcosa di non volubile. Sono la base della nostra vita e delle nostre azioni. E' qui dentro che nasce la nostra libertà.
Io credo fermamente nell'umanesimo, nei diritti dell'uomo e nel voler affermare pochi ma buoni principi già piu' volte sottoscritti dalla stragrande maggioranza dei paesi considerati moderni e gia' purtroppo piu' volte calpestati, in passato come in presente e come si puo' facilmente intuire, nel prossimo futuro.
In fin dei conti la libertà e' la consapevolezza di essere stoici, liberi di soffrire, consapevoli del totale ignoramento dei potenti, seguendo la propria via senza "appecoronarsi".
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