Qualche informazione sui DRM

17 ott
2006

Stop Drm

I grandi network della comunicazione vorrebbero che tu credessi che DRM sta per "Digital Rights Management" (Gestione dei Diritti Digitali). D'altra parte, poiché il suo scopo è di limitare te, l'utente, è più preciso descrivere il DRM come "Digital Restrictions Management" (Gestione delle Restrizioni Digitali). La tecnologia DRM può restringere l'accesso degli utenti a filmati, musica, letteratura, software, e in effetti a qualunque tipo di contenuti digitali. Il software proprietario che implementa tecnologia DRM è semplicemente una prigione nella quale mettere gli utenti per privarli dei diritti che la legge darebbe loro altrimenti.

Citando Richard Stallman, Presidente della FSF:
”Lo scopo degli schemi DRM è di aumentare i guadagni per quelli che li impongono, ma il loro profitto è una questione di importanza minoritaria, quando è in pericolo la libertà di milioni di persone; il desiderio di profitto, anche se non è sbagliato in sé, non può giustificare il negare alle persone il controllo sulla tecnologia che possiedono. Difendere la libertà significa opporsi al DRM.”

Fonte: DefectiveByDesign

Ormai più o meno tutti hanno sentito parlare dei DRM e del Trusted Computing, c'è chi ne è rimasto allarmato, chi ancora oggi non ha capito bene in che modo questi aspetti squisitamente tecnici possano interessarlo, e chi invece non se ne preoccupa affatto.

In realtà il problema dei DRM non è soltanto legato alla violazione dei diritti del cittadino, ci sono anche aspetti tecnici che dal mio punto di vista non sono affatto secondari.

Il primo riguarda l'implementazione del DRM: fino a qualche tempo fa le protezioni della copia erano implementate a livello software, raramente a livello "fisico" sul supporto da utilizzare (come ad esempio le tracce "false" che ingannavano alcuni software di masterizzazione).
Tali protezioni finora sono sempre state aggirate perché, trattandosi di software, esso poteva in qualche modo essere "modificato" o "craccato" per far si che le protezioni fossero "eliminate".
Questo "compito" oggi è svolto ad esempio dai moltissimi programmi che consentono la copia dei DVD-video protetti o l'estrazione di tracce audio da cd audio che hanno un sistema DRM al loro interno.

Adesso invece i nuovi sistemi di protezione iniziano ad essere implementati direttamente sull'hardware, saranno dei chip a "vigilare" sull'utilizzo che farete dei vostri supporti, e lo faranno in "sinergia" con il software installato.

Anche i sistemi di protezione hardware sono aggirabili, ma in questo caso diventa tutto più complicato perché sono richieste competenze di ingegneria elettronica ed è necessario disporre di mezzi per "clonare" i chip e poi sostituirli.

Esempio di chip atti ad aggirare le protezioni sono i diffusissimi Modchip per la playstation, si è creato un vero e proprio mercato milionario intorno a questi chipset che consentono ai videogiocatori di utilizzare supporti non originali o provenienti da paesi che hanno un codice regionale diverso da quello italiano (Es. Giappone e USA).

In realtà finora le protezioni hardware sono state facilmente aggirate perché si trattava di protezioni piuttosto blande (tipo controllo della regione di provenienza di un dvd) e perché i chipset sono saldati sulla scheda madre, le future implementazioni prevedono invece che il chipset di controllo sia inserito direttamente dentro il processore e questo ovviamente renderebbe impossibile qualsiasi tentativo di cracking e di modifica.

Come ho detto questi chipset agiscono in "sinergia" con il software installato.
Ed ecco quindi il problema tecnico a cui mi riferivo prima, il TC ed i DRM funzionano solamente nei software in cui tali sistemi sono implementati, anche il sistema operativo è un software ed in tal senso anch'esso può funzionare o meno a seconda che sia TC compliant o no.

La conseguenza primaria di questo è che un DRM solido, integrato nell'hardware e non aggirabile, escluderebbe tutte le piattaforme per cui non esiste implementazione di tale DRM.

Non sarebbero quindi esclusi soltanto i detentori di copie pirata, ma soprattutto i possessori di copie originali del prodotto che però non possiedono un hardware compatibile con il DRM implementato!
Un esempio in tal senso può essere il DRM di cui ho parlato qualche giorno fa, che impedisce il funzionamento dei DVD sui lettori dvd dei computer, in questo caso si è scelto di non "supportare" nessun sistema operativo e di consentire la visione dei DVD soltanto nel lettori da tavolo.

Vediamo alcuni possibili conseguenze:

1) Con buona probabilità i sistemi operativi Linux e BSD non avranno alcun tipo di supporto. Le aziende forniscono driver e tecnologie solamente per i sistemi che garantiscono rientri commerciali. In passato hanno fornito raramente specifiche hardware o driver unix per le loro periferiche, anche in futuro saranno poco disponibili a fornire supporto tecnico per questi sistemi operativi.
Non è una situazione nuova per gli utenti Linux, senza il decss creato da Johansen, qualsiasi utente Linux e BSD non potrebbe visualizzare sul suo computer i DVD-video, pur essendo legittimo detentore del DVD in questione.
Allo stesso modo molti file WMV non sono visibili su Linux perché protetti da DRM.

Sono allo studio moduli del kernel che consentano l'implementazione di sistemi di DRM anche su Linux, ma questo è ritenuto da molti in contraddizione con la filosofia del software libero, e soprattutto non è sufficiente che l'implementazione del DRM sia "prevista", è necessario anche che sia supportata.

2) I sistemi operativi Microsoft saranno i primi per cui sarà sviluppata una versione "TC compatibile" del software e nello stesso tempo l'hardware sarà pienamente supportato dal sistema operativo. Ma questo varrà per le versioni più recenti del sistema operativo, sicuramente Vista, probabilmente per un certo periodo di tempo XP, non per chi possiede versioni meno recenti del sistema operativo. Questi utenti non potranno fruire dei contenuti creati con nuove tipologie di DVD o CD (o con nuove tecnologie, tipo BlueRay e HDVD) che prevedono il funzionamento in "sinergia" con un hardware Trusted.
Anche gli utenti Mac saranno "supportati", ma probabilmente, ma sempre e soltanto nelle versioni più recenti del sistema operativo, ed in questo caso addirittura a seconda dell'architettura.

Se è vero che la Apple sta passando ad un'architettura Intel per poter implementare al meglio il Trusted Computing e nuovi sistemi di DRM, allora per logica conseguenza è plausibile credere che i possessori di Apple PowerPC saranno tagliati fuori.

3) Il Trusted Computing e le tecnologie che lo implementano sono "incompatibili" con il passato. Per certi versi si sta cercando di imporre agli utenti un "salto generazionale" pari a quello che è avvenuto tra la cassetta ed il cd, senza però che ci sia dal punto di vista prettamente "tecnico" un motivo per imporre tale "taglio con il passato". Ovviamente i nuovi supporti saranno illeggibili con i lettori attualmente in nostro possesso, ma visto lo scopo di queste tecnologie vale la pena chiedersi anche se i nostri vecchi supporti saranno fruibili con i nuovi dispositivi hardware.
Infatti è plausibile credere che per un certo periodo "di passaggio", sarà prevista una certa "compatibilità" con il passato, ma se lo scopo di queste tecnologie è quello di "bloccare" la pirateria e di avere un controllo fine su ciò che l'utente fa con il suo computer, allora è altamente probabile che da un certo punto in poi gli mp3 senza drm o con tipologie di drm non più supportate, così come DVD o CD di vecchia fabbricazione, smettano di funzionare o di essere fruibili e diventino quindi "incompatibili".

Se qualcuno ritiene quest'ipotesi balzana o fantascientifica, sappia che episodi di "incompatibilità" tra DRM sono già avvenuti, il più eclatante e recente è quello dello Zune Player di Microsoft, che risulta incompatibile con le versioni meno recenti dei DRM creati dalla stessa Microsoft.
Questo crea paradossi assurdi, un utente Microsoft che ha scaricato musica protetta con un DRM di vecchia data non potrà più ascoltare tale musica perché la nuova versione del DRM Microsoft è incompatibile con la vecchia! Per non parlare delle "incompatibilità incrociate", il DRM di Itunes può essere incompatibile con il DRM di Microsoft o di altre compagnie!

4) Spostiamo i problemi del punto 4 ad aspetti meno "futili" e consideriamo quindi problemi più seri, la gestione documentale. Immaginiamo le grosse quantità di dati conservati dalle aziende, o ancora peggio dallo Stato (tra Regioni, Ministeri, Comuni), immaginiamo la transizione non soltanto dai sistemi attuali ad un ambiente Trusted, ma anche da una versione del DRM ad un'altra, sarebbe garantita la compatibilità? Per quanto tempo? In che modo sarebbe garantita? I documenti non hanno scadenza, dovrebbero essere visibili e riconvertibili per sempre.
Supponiamo che un utente debba scambiare documenti con un Ente Statale, l'Amministrazione crea documenti con un DRM che chiameremo Ver. 2, io ho un PC con hardware e sistema operativo Trusted, ma con sistemi di DRM Ver. 1.
Sarò in grado di leggere i documenti che lo Stato mi fornirà? E lo Stato potrà leggere i miei? Oppure saremo costretti entrambi a continui aggiornamenti hardware e software che non saranno più stabiliti da noi in base alle necessità, ma dai grandi produttori di hardware e software?

In fondo è ciò che è sempre successo in passato con i sistemi proprietari. Molti ricorderanno il passaggio traumatico da Wordstar a Word, o da Office 97 ad una versione più recente, o chi, pur contento del suo PC lo ha cambiato perché alcuni software (magari il semplice browser web) nelle sue versioni più aggiornate non supportava più un determinato sistema operativo.
La differenza sostanziale con il passato sarà che: attualmente uno può scegliere di tenersi il suo vecchio hardware e magari cambiare browser o addirittura sistema operativo, in futuro questo sarà, nella pratica,impossibile.
Tutti quelli che non possiederanno un hardware ed un software TC Compliant rischieranno, nel lungo periodo, di essere tagliati fuori, nessuno potrebbe leggere i documenti ed i file da loro creati con hardware non recente e non TC Compliant, e loro, viceversa, non potranno leggere i documenti, gli mp3 o le pagine internet create da Trusted Computers.

5) Qui entra in gioco l'ultima delle implicazioni di cui, almeno per ora, vorrei portarvi a riflettere . La durata nel tempo. Il copyright ha una scadenza, questa scadenza è stata sempre più allungata nel tempo, ben oltre il limite della decenza, ma comunque una scadenza c'è.
I DRM invece non prevedono scadenza, un file protetto con un DRM non smetterà di essere protetto dopo 94 anni (l'attuale limite del copyright), esso rimarrà sempre inaccessibile alle piattaforme incompatibili con il DRM in esso implementato ed incopiabile nelle piattaforme compatibili con tale DRM.
Che ne sarà dei nostri dati? Come possiamo garantirne la continuità nel tempo? Come potremo ad esempio garantire alle biblioteche che i capolavori digitali della nostra era siano ancora accessibili e fruibili tra 100 anni? Possiamo correre il rischio di perdere i nostri dati solo per favorire l'avidità di poche aziende?

Mi rendo conto di aver fatto un'analisi superficiale, gli aspetti, le implicazioni, ed i problemi (che riguardano anche i diritti individuali del singolo utente) che DRM e Trusted Computing possono causare sono più complessi e forse ancora non del tutto individuabili, ma credo che ci siano già le basi per essere molto cauti e molto diffidenti nei confronti di queste tecnologie.

Il giorno 3 Ottobre è stata la giornata mondiale contro i DRM, in quell'occasione è stato indetto un concorso per la realizzazione di un video o un filmato pubblicitario contro tali tecnologie.
Purtroppo la pagina in cui vengono dichiaratii vincitori del concorso è attualmente irraggiungibile, per cui non posso farvi sapere chi abbia effettivamente vinto, quelli che seguono sono però i filmati che secondo me sono più meritevoli d'attenzione, buona visione, e spero mi facciate sapere il vostro punto di vista:

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8 Risposte to “Qualche informazione sui DRM”

  1. Alcune considerazioni sui DRM...

    I grandi network della comunicazione vorrebbero che tu credessi che DRM sta per “Digital Rights Management” (Gestione dei Diritti Digitali). D’altra parte, poiché il suo scopo è di limitare te, l’utente, è più preciso descrivere il DRM come...

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  2. Arael scrive:

    Grazie di aver parlato ancora una volta di tutto questo.

    Spero che le informazioni su queste tecnologie arrivino alle orecchie di tutti.

    La libertà è una necessità fondamentale, tanto quanto l'aria l'acqua ed il cibo.

    Grazie.

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  3. Doxaliber scrive:

    Arael, grazie a te di leggere e commentare i miei articoli! Te ne sono grato! ;-)
    Anche se a volte rispondo ai commenti con leggero ritardo, come in quest'occasione! :-D

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  4. PieroS scrive:

    Credo che Vista ed HDMI mieteranno le prime vittime, la consapevolezza allora sarà d'obbligo; spero inoltre che questi sistemi non siano bypassabili facilmente altrimenti non ci responsabilizzeremo mai pensando che qualche fantomatico hacker possa risolverci il problema.

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  5. Doxaliber scrive:

    PieroS, in realtà io spero in primis che questi prodotti siano un fiasco commerciale, soltanto delle scarse vendite potrebbero convincere queste aziende ad allentare "le catene".
    Questi parlano soltanto la lingua dei dollari..

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  6. DRM: Gestione digitale dei diritti?...

    Sottotitolo: come uso la tecnologia raccontandoti che tutelo i diritti dell’autore mentre invece utilizzo strumenti tecnologici per limitare i tuoi diritti.
    Era da un po’ di tempo che volevo scrivere qualcosa sul DRM. Le cose da dire, i sit...

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  7. sughero scrive:

    uhmm chiedo scusa, ho usato il trakback prima di postare e probabilmente più delle metà delle cose che dico lì saranno arcinote per i lettori di questo blog.
    Avevo intenzione di scrivere qualcosa di divulgativo sull'argomento in effetti. Spero che comunque ci sia qualche informazione utile sulla SIAE e le campagne Anti-Vista.

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  8. Doxaliber scrive:

    Sughero, nessun problema, ho letto il tuo post e mi sembrato molto interessante e ben scritto.. ;-)

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