Quando i brevetti software si ritorcono contro le stesse corporation: il caso Ebay

15 giu
2007

Webshop violations

eBay sta combattendo una battaglia legale, che probabilmente perderà, per poter continuare ad utilizzare il bottone "Compralo subito", visibile in moltissimi articoli posti in vendita attraverso il suo sito d'aste.
Qualcuno di voi, i meno aggiornati sulla questione dei brevetti software, si chiederà come possa esserci una battaglia legale sull'uso di un semplice "bottone" che con un click rimanda ad altre pagine di un sito.
Forse quel qualcuno oggi, grazie a questo articolo, riuscirà a comprendere meglio l'assurdità dei brevetti sul software e le motivazioni che hanno spinto molti programmatori Europei a dar battaglia, tra l'altro per ora riuscendo nel loro intento, affinché il sistema della brevettazione del software non sia introdotto anche in Europa.

La storia è questa: un giorno una piccola e sconosciuta compagnia della Virginia, di nome MercExchange, stabilì che il bottone "Buy it Now/Compralo subito", utilizzato da eBay nel suo sito d'aste, violava un suo brevetto software regolarmente registrato.

Il brevetto di cui MercExchange rivendica la paternità è stato registrato il 26 Settembre 2002 presso l'ufficio brevetti degli Stati Uniti, e consiste in un metodo grazie al quale è possibile stabilire, per un sito di commercio on line, un miglior prezzo d'offerta ed un miglior prezzo d'acquisto di un prodotto posto in vendita. Con tale metodo l'utente potrà acquistare prodotti scegliendo tra due possibilità, o attraverso un'asta al miglior offerente, oppure acquistando direttamente il prodotto al miglior prezzo d'acquisto.
Tutto qui, se avete voglia di tediarvi nella lettura integrale del brevetto, che ovviamente è molto più descrittivo e dettagliato di quanto scritto da me, troverete una lunghissima "spiegazione" su come il metodo dovrebbe funzionare; ciò che invece non troverete è la spiegazione o l'implementazione del codice che dovrebbe occuparsi gestire tale funzionalità, non troverete nemmeno una riga di codice in tutto il documento, ma solo una lunghissima, generica, noiosissima "descrizione", questo perché per brevettare un software non è necessario presentare il codice sorgente o l'algoritmo che rende possibile una tale funzionalità, anzi, i codici sorgenti devono essere "tenuti segreti" per evitare che qualcuno li copi.
Tradotto in parole povere: negli Stati Uniti io posso svegliarmi una mattina, descrivere in maniera generica (senza una riga di codice) un "sistema per navigare tra le pagine web attraverso un menu a schede" e, se qualcun altro non lo ha già fatto prima di me, registrare il brevetto, facendo causa a tutti quelli che utilizzano tale sistema di navigazione.
Per la cronaca, il sistema di navigazione a schede è già stato brevettato in Europa, per cui io, nel caso specifico, sarei arrivato in ritardo (qui il brevetto), non solo, visto che anche questo blog utilizza un sistema di navigazione a schede, è possibile che un giorno qualcuno, se i brevetti sul software saranno approvati anche in Europa, mi mandi un'ingiunzione da un tribunale per chiedere l'immediata chiusura di Doxaliber oppure l'esborso di qualche migliaio di dollari per poter ottenere una regolare "licenza d'uso" del brevetto contestato.

Vi chiederete inoltre come sia possibile registrare brevetti software presso un Ufficio dei Brevetti Europeo se la legislazione sui brevetti in Europa non è stata approvata, mettiamola così, qualcuno si sta portando avanti con il lavoro.

A chi servono i brevetti? Naturalmente alle grandi corporation, che continuano a registrare migliaia di brevetti software per rinsaldare il loro diminio sul mercato e per tenere sotto scacco piccole aziende in crescita (vedi il caso Microsoft Vs Linux, trattato qui, qui, e qui, oltre che in numerosi altri articoli), oppure alle aziende nate con il solo scopo di registrare brevetti e fare causa ai grandi produttori di software nella speranza di racimolare qualche milione di dollari in rimborsi o in vendita del brevetto.

Molto probabilmente eBay è capitata tra le grinfie di un'azienda in cerca di soldi facili.
Quattro anni fa una corte federale stabilì che eBay violava il brevetto detenuto da MercExchange e quest'ultima chiese alla corte di imporre ad eBay l'immediata eliminazione del bottone "Compralo subito" dal sito d'aste.
MercExchange vince la causa ed eBay fu condannata a pagare 35 milioni di dollari in danni, successivamente ridotti a 25 milioni, tuttavia una decisione della Corte Suprema consentì al sito d'aste di continuare ad utilizzare il famigerato bottone d'acquisto immediato e bloccò stabilì che la pena doveva essere sospesa fino a quando non fosse stata accertata l'effettiva violazione di brevetto, una decisione innovativa giacché prima di allora una semplice denuncia di violazione di brevetto imponeva l'immediato "blocco" del software che utilizzava la funzionalità contestata.

Il caso da allora era finito nel dimenticatoio, entrambe le parti attendevano che l'Ufficio Breveti degli Stati Uniti riesaminasse il brevetto e stabilisse se davvero il bottone di eBay violasse il brevetto registrato dalla MercExchange.

Ma i tempi a quanto pare sono lunghi (circa sette anni) ed ora MercExchange (avrà bisogno di liquidità immediata?) si è stancata di aspettare ed ha richiesto l'applicazione immediata dell'ingiunzione , chiedendo inoltre l'aumento dei danni stabiliti nella precedente sentenza in quanto eBay, nel frattempo, ha continuato ad utilizzare la funzionalità incriminata. Se il giudice dovesse dare ragione a MercExchange eBay sarà costretta a pagare milioni di dollari in danni ed altri milioni di dollari per poter continuare ad utilizzare sul suo sito la funzionalità di "acquisto immediato".

Nel caso di eBay possiamo dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso, ma se sotto scacco finissero tutti coloro che gestiscono un piccolo sito di commercio elettronico? Che vendono un piccolo programma di contabilità? Che realizzano siti web?

Per maggiori informazioni sui brevetti software: No Software Patents, per maggiori dettagli sulla querelle tra Ebay e MercExchange The Register

Leggi anche:

  1. Quando i brevetti software si ritorcono contro chi li sostiene: Acacia denuncia Apple
  2. Ancora brevetti software: ZapMedia denuncia Apple per violazione di brevetto!
  3. Brevetti Software: La guerra in Europa ricomicia
  4. Gli USA cercano di "alleggerire" la legge sui brevetti software
  5. Autodesk denuncia Ebay per violazione di copyright, il venditore di Ebay denuncia Autodesk!

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8 Risposte to “Quando i brevetti software si ritorcono contro le stesse corporation: il caso Ebay”

  1. michelangelog scrive:

    il problema dei brevetti sul software è che spesso vengono brevettate idee banali e stupide da un punto di vista di programmazione.

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  2. bruno scrive:

    il problema é che frenanol'innovazione tecnologica, le scimmie imparano scimmiottando, copiando, impedirlo significa condannarsi a non imparare, i japponesi copiavano i prodotti europei, ora ne fanno di migliori. I brevetti mettiono in pericolo il benessere delle generazioni future rallentando il progresso.

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  3. 2dvisio scrive:

    Mark Shuttleworth parla appunto qui:
    Il blog di Mark Shuttleworth

    di questa gentaglia (certo Nathan) che brevetta con il solo scopo di lucrarci sopra.
    Ovviamente non sbaglia Nathan, anzi, l'ui e' l'italiano di turno che cerca di fare soldi con il minimo sforzo. Sbagliato e' il sistema... ma vaglielo a spiegare agli americani ;)

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  4. Filippo Santovito scrive:

    Il concetto di brevetto non è sbagliato ma è applicato malissimo in tutti i campi.....
    Il brevetto dovrebbe garantire un ritorno economico a chi ha investito denaro in ricerca di nuove tecnologie e questo mi sembra corretto... le cose sbagliate sono:
    1) i tempi di validità sono troppo lunghi
    2) i brevetti si basano solo su descrizioni e non su codice
    3) i brevetti attaccano anche chi sfrutta la tecnologia non a fini di lucro.
    4) si possono brevettare idee che non sono ancora realizzate!!

    forse altri punti ma questi sono quelli IMHO più odiosi.

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  5. shainer scrive:

    Il ritorno economico può essere un vantaggio dei brevetti, ma IMHO ci sono più svantaggi che altro. Si creano delle situazioni anche un pò ridicole, come questa dell'articolo: eBay chiamato in causa per via di un bottone. Allora se non ho capito male io posso brevettarmi questo form per inserire commenti con tanto di pulsantino Invia commento e poi chi lo deve usare mi deve pagare un tot ... immaginate che sarebbe??
    Vedremo come prosegue la storia...

    shainer

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  6. 2dvisio scrive:

    Ho gia' un brevetto in mente :P ma non ve lo dico. Cosi' tra due tre anni saro' miliardario (in €). :)
    Ovviamente perche' sprecare la mia vita a scrivere codice? Una lunga descrizione minuziosa basta e avanza.

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  7. james scrive:

    io non ho capito una cosa riguardo i brevetti europei; un brevetto come questo del bottone è possibile registrarlo in europa? un'azienda di telefoni può, per esempio, brevettare un metodo o un software relativo all'uso di un cellulare o di un telefono di casa?

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  8. Doxaliber scrive:

    James, scusa se ti rispondo in ritardo, il tuo commento mi era sfuggito. In Europa la direttiva sui brevetti software è stata (per ora) bocciata. Volevano introdurre un sistema di brevetti simile a quello esistente negli Stati Uniti, ma non ci sono riusciti.

    Paradossalmente però l'ufficio brevetti europeo continua a registrare brevetti software, anche se formalmente tale registrazione non servirà a nulla. Paradossale e preoccupante.

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