Renato Brunetta: licenziamo i fannulloni

14 mag
2008

Come si risolve il problema dei fannulloni all'interno della pubblica amministrazione? "Semplicemente licenziandoli". Renato Brunetta (Fonte:Agi News)

Renato Brunetta sorride

Esiste una sola persona tra voi che non sia d'accordo con il neo Ministro per l'innovazione? Sicuramente no, tant'è che uno dei suoi alleati, Raffaele Lombardo, uno che al benessere dei suoi concittadini tiene molto, ha subito rilanciato: "licenzieremo i fannulloni". Mi sembra giusto, equipariamo finalmente i dipendenti statali ai dipendenti delle ditte private, che a dire il vero hanno raggiunto un nuovo livello di flessibilità, nel senso che non vengono assunti affatto con contratti a tempo indeterminato, di conseguenza non possono essere nemmeno licenziati, si auto terminano alla scadenza del contratto.

Anche l'ex Ministro per l'innovazione, Luigi Nicolais, che tutti ricorderete per il suo intenso operato, ha affermato di essere d'accordo con Brunetta. Unica voce fuori dal coro quella di Pietro Ichino, quello che alcuni non volevano dentro il PD perché considerato troppo liberista, il quale afferma: "diciamo che l'uscita del ministro Brunetta 'colpirne uno per educarne cento' mi sembra decisamente fuori luogo perche' significa adottare un linguaggio terroristico per affrontare una questione di enormi dimensioni e di grande difficolta'".

Un gatto fannullone

Ma quale terrorismo. Io invece sono proprio d'accordo con il Ministro, cacciamo i fannulloni, liberiamoci per sempre di questi parassiti.. Ma visto che credo nell'impegno e nella partecipazione sociale del cittadino, ho deciso di non limitarmi al semplice sostegno morale, vorrei dare al neo Ministro Brunetta qualche consiglio, segnalare i casi più eclatanti, di modo che egli ed i suoi collaboratori possano agire immediatamente contro queste sanguisughe. Io ad esempio inizierei con un gruppo di impiegati comunali di Taranto, quei pessimi elementi di cui si è parlato anche in una puntata di Report, quelli che, durante la giunta guidata dal sindaco forzista Rossana di Bello: "secondo la procura si sarebbero gonfiati illecitamente le buste paga fino a 20,40,100 mila euro al mese, aggiungendo varie voci di straordinario", procurando al Comune un debito di 5 milioni di euro e contribuendo al buco finanziario che ha successivamente causato il fallimento del Comune pugliese.

A seguire si potrebbe fare una valutazione sui consulenti d'oro assunti da tantissimi comuni italiani, come ad esempio quelli assunti dal Sindaco di Milano Letizia Moratti, che costerebbero ai cittadini milanesi circa 8 milioni di euro l'anno, questi consulenti sono spesso pagati a peso d'oro ma ancora più spesso non si capisce cosa facciano. Come ciliegina sulla torta ritengo inoltre che il neo Ministro debba prendere provvedimenti anche contro altri dipendenti statali i quali, a quanto pare, sembrano dimostrare poca propensione al lavoro. Mi riferisco ai colleghi parlamentari del Ministro, per alcuni di loro pare che i dati sull'assenteismo siano davvero allarmanti, se n'è accorto anche Il Sole 24 Ore. Ora che la maggioranza al Senato non è più risicata la presenza di tutti i Senatori non è più fondamentale, di conseguenza c'è il rischio che molti di questi fannulloni si assentino ancora di più, causando enormi danni alla macchina dell'Amministrazione pubblica. Spero che il Ministro Brunetta agisca contro questi fannulloni con rigore e decisione.

Cane pigrone

Pregiato Ministro Brunetta, mi resta soltanto un dubbio prima di dipanare completamente il timore che la sua sia soltanto una sparata demagogica. Chi valuterà l'impegno e la dedizione al lavoro degli impiegati comunali? I Dirigenti? Suvvia, spesso sono più assenteisti dei loro sottoposti, per non parlare poi di quelli che vengono "assunti" dai suoi colleghi politici, come i primari degli ospedali. Forse allora i controlli potrebbero essere efefttuati dalla Polizia, dalla Guardia di Finanza, o dall'Ispettorato del Lavoro. Ma poi chi controllerebbe loro che sono pur sempre impiegati statali? Io ho un'ottima idea, potrebbe occuparsene lei personalmente Sig. Ministro, magari potrebbe assumere, a sua completa discrezione, una schiera di consulenti ed esperti in materia, in grado di valutare l'impegno e la dedizione al lavoro di tutti gli impiegati nei vari enti pubblici. Cosa ne pensa?

Le auguro buon lavoro.

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12 Risposte to “Renato Brunetta: licenziamo i fannulloni”

  1. malex scrive:

    Se non sbaglio il ministro ha detto "licenziarne uno per educarne cento". Ma io preferisco una variante sentita a Caterpillar: "licenziarne cento per educarne almeno uno".

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  2. Brunetta e la rivoluzione possibile...

    Gli obiettivi del nuovo Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta.
    ......

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  3. Giancarlo scrive:

    Certo che alcuni dipendenti dello stato, non tutti, hanno, per decenni, schivato le proprie responsabilita` durante lo svolgimento del proprio lavoro. La maggior responsabilita` e' da attribuire al datore di lavoro che ha lasciato che le cose si deteriorassero per cosi lungo tempo. Ora dire che verranno tutti licenziati e` un po troppo. Io direi che dovrebbero essere licenziati quelli che, da questo momento in poi, non producono niente. Come si fa? Non e` cosi difficile: "Sig Rossi mi faccia vedere che cosa ha fatto questo mese..." Se la risposta e l'evidenza mostra produzione zero allora gli si chiede: "Come mai, Sig Rossi?". Primo avvertimento, poi il secondo ed al terzo il licenziamento (se la cosa persiste).

    Il datore di lavoro dovrebbe preoccuparsi di dare il lavoro perche' ho notato che in molte ditte gli impiegati vengono trattati come cani e cioe' non gli si da niente da fare. Ora, se vuoi veramente ammazzare una persona non dargli niente da fare.

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  4. Doxaliber scrive:

    @Giancarlo,

    non è così semplice stabilire chi sono i fannulloni. Prima cosa chi dovrebbe stabilirlo? I Dirigenti? Quelli che spesso sono stati piazzati nei loro posti da qualche politico compiacente e che a loro volta sono più fannulloni dei loro sottoposti? Oppure gli stessi politici, che magari utilizzerebbero la scusa per cacciare chi non la pensa come loro e per piazzare qualche loro amico? Insomma, è facile dire: "licenziamo i fannulloni" ed ottenere un plauso da parte di tutti, ma nei fatti come si opera?
    In realtà secondo me basterebbe licenziare i "condannati", quelli cioè che sono stati colti in flagrante per assenteismo, o che sono stati beccati a "distrarre" soldi dalle casse degli Enti (tra l'altro il più delle volte si tratta di dirigenti). Ho fatto l'esempio eclatante degli indagati per lo scandalo di Taranto. Secondo Report ancora lavorano al Comune, qualcuno ha provato a licenziarli ma senza alcun successo.

    Se solo in Italia la giustizia funzionasse, non hai idea di quanti problemi si risolverebbero!

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  5. Andrea Trovato scrive:

    Ch.mo Prof. Brunetta,

    Sono un pubblico dipendente del comparto enti locali e lavoro nel settore dei beni Archivistico-Librari (non mi ritengo un fannullone anzi credo di compiere il mio dovere, anche se ad orario ancora, ridotto mettendoci anche qualcosa di più, ma chi si loda si imbroda!) profittando dell’opportunità offerta da questo Forum mi permetto esternare alcune mie personalissime e modeste impressioni (più che altro uno sfogo!) in ordine alle Sue intenzioni di massima circa la riforma del pubblico impiego, come riportate dagli organi di stampa.
    Sono perfettamente d’accordo sul concetto che chi non pone impegno, interesse e coscienza nello svolgere il proprio lavoro (passione sarebbe chiedere troppo!) debbano essere penalizzati, nello stipendio, nella carriera e nei casi più gravi puniti con il licenziamento compresi i dirigenti ve non raggiungano o si avvicinino agli obiettivi..
    Ugualmente, devono essere premiati ed incentivati coloro che, spesso in condizioni estremamente disagiate, si ingegnano per migliorare quotidianamente l’efficienza del servizio prestato ed investono, spesso in proprio, nella formazione e nell’aggiornamento.
    Occorre però, individuare dei criteri oggettivi per misurare tale miglioramento supportati, ma non esclusivamente dipendenti, dalle valutazioni dei superiori.
    Tali criteri, potrebbero, almeno in parte, essere rappresentati in un “dossier “ ove ciascun dipendente, può riportare le nuove competenze acquisite, le proposte da lui avanzate per il miglioramento del servizio, i micro o macro progetti o comunque tutte le prestazioni, da lui autonomamente effettuate in assenza di qualsiasi riconoscimento economico, per lo stesso fine; beninteso tutte le dichiarazioni in esso contenute, sottoposte a verifica periodica e pubblica e valutate favorevolmente per incentivi economici e, come punteggio, in sede di avanzamento.
    I meritevoli dovrebbero, inoltre, avere la possibilità di miglioramento in economico e di carriera ragionevolmente frequenti, condotte tramite prove realmente selettivi (con relativa responsabilità degli esaminatori), non assalti alla diligenza ove tutti indiscriminatamente accedono alla categoria superiore!
    Del pari, è assolutamente condivisibile l’enfasi sull’ampliamento delle tecnologie digitali (che possono esser usate anche per tutelare e rendere fruibile il nostro immenso patrimonio storico documentario ) che , però, richiede la distribuzione capillare di risorse (ed il monitoraggio sul loro uso!) a tutti i livelli dalla P.A. ed il cambiamento della mentalità di molti burosauri per cui il documento se non è stampato non esiste! E per cui qualsiasi comunicazione anche tra gli uffici della stessa direzione si fa unicamente e rigorosamente con lettera scritta e protocollata e distribuita in decine di copie.
    Nell’Ente dove lavoro il protocollo informatico non è ancora esteso a tutti gli uffici e manca attualmente la assistenza interna per la riparazione delle apparecchiature che deve essere assicurate dai fondi disponibili (o meglio non disponibili!) da ciascuna Direzione; questo in termini di possibilità o celerità degli interventi vuol dire: o i PC ve li riparati da soli (come ha fatto il sottoscritto !) o fate prima a buttarli dal quarto piano!.
    Mi sento, invece, di esprimere delle perplessità sulla ventilata “esternalizzazione” di taluni servizi, l’affidamento ai privati di mansioni quotidianamente (e non episodicamente, li sarebbe diverso) resi dalla P.A., rischia di non essere conveniente per i seguenti motivi:
    a) Costo: a parità di efficienza i servizi esternalizzati costano di più perché, mentre il servizio pubblico non presuppone un ricavo, dovendo essere semplicemente coperte le spese per issalari del personale e per ibeni strumentali l’0impresa privata reclama il (legittimo) profitto che nella generalità dei casi viene ottenuti incidendo sulla qualità del servizio e/o iltrttamento economico-normativo degli addetti (vedasi al proposito caso degli ATO in Sicilia).
    b) Competenza: gli addetti esterni, non essendo stabilmente incardinati nella struttura ove prestano la loro opera, non possono conoscerne le intrinseche problematiche e mancano delle conoscenze teorico-pratiche che, spesso si acquisiscono in anni di esperienza.
    c) Motivazione: data la precarietà che contraddistingue la loro mansione (tipico dell’impresa privata che da una settimana all’altra o da un mese all’altro può destinarli ad altro luogo e/o incarico ) gli addetti potrebbero eseguire le loro mansioni in maniera apaticamente meccanica, non avendo coscienza di svolgere un servizio al pubblico ed alcun interesse ad approfondire competenze specifiche od elaborare e/o attuare strategie) di miglioramento del servizio.
    d) Controllo: la verifica dei preposti al settore sull’efficienza ed il rendimento dielle strutture esternalizzate rischia di essere farraginosa giacchè non può esplicarsi il potere di indirizzo e controllo disciplinare sui singoli addetti ; la verifica di efficienza bensì esplicarsi unicamente sull’impresa affidataria con gli ordinari, e talora incerti, strumenti dell’adempimento contrattuale.

    Riguardo alla auspicata diminuzione del personale nelle P.A., credo, sommessamente, che questo non vada sic et simpliciter” ridotto nei “servizi di prima linea” (quelli al cittadini, già fin troppo tartassati) , come provano i casi di ospedali, scuole, tribunali, bensi nelle “retrovie “ sfoltendo le sovrapposizioni di dirigenti , direttori- spesso meri burocrati privi di competenze e/o attitudini specifiche al loro settore di attività con relativi consulenti esterni, nonchè stipendi, privilegi ed indennità varie (parenti stretti di quelli politici etc.)
    Questo è ancor più vero, in tema di enti locali viste le accresciute funzioni affidate assegnare a questi ultimi (in tema di servizi sociali, controllo del territori, di catasti, e da ultimo in tema di lotta alla immigrazione clandestina e degradi urbano).
    In buona misura più che di eccesso di persnale in senso assoluto esistono problemi di allocazione del medesimo tra e varie amministrazioni esistendo uffici con personale in eccesso e/o con mansioni inadeguatie al servizio da svolgere ed uffici con dotazioni organica in difetto rispetto le necessità.

    Riguardo all’accesso alla P.A, pur essendo dell’opinione che questo, nella stragrande maggioranza di casi (totalità nelle qualifiche medio-alte) debbano avvenire tramite concorso, credo che in taluni settori (esempio quello de Beni Culturali possa essere utile consentire a soggetti (in prima battuta giovani selezionati dalle agenzie dell’impiego) in possesso di alcuni basilari requisiti di ingresso (diploma, conoscenza dell’informatica, di almeno una lingua straniera, conoscenze di base sul settore specifico di interesse) la possibilità di effettuare uno stage acquisendo, sul campo, conoscenze e capacità che nemmeno essi spesso sapevano possedere e che in molti casi non vengono alla luce nella “macchina concorsuale” (in cui incidono fattori come “sterminati programmi di esami, astratto nozionismo delle prove, lo stress, l’emozione, il numero dei partecipanti, il fattore “R”, etc.).
    In caso di valutazione positiva i partecipanti stessi potrebbero accedere ad un severo esame realmente selettivo ad un ulteriore periodo di prova e, previo un nuovo esame all’assunzione definitiva.
    Per i precari che attualemente lavorano per la P.A. e che spesso mandano vanti interi uffici , ritengo non si debba frustrare il loro impegni e valorizzare la professionalità acuistita magri non con ingressi “Ope Legis “ ma con percorsi comprendenti accertamenti individuali di idoneità alle mansioni ricoperte.
    Queste sono povere riflessioni di chi ha cominciato come “precario” ma che , in tutta coscienza , ritiene non gli sia stato regalato nulla, e che pero avuto la fortuna di trovare diretti superiori che non hanno frustrato (che spesso accade!) la sua voglia di apprendere e migliorarsi) .

    Pur non avendo votato per il Suo schieramento alle ultime elezioni, Le auguro come italiano nell’interesse dello Stato e, quindi, di tutti buon lavoro

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  6. Linee programmatiche sulla riforma della Pubblica Amministrazione - Piano industriale...

    Riportiamo di seguito i contenuti della presentazione delle “Linee programmatiche sulla riforma della Pubblica Amministrazione - Piano industriale”, presentata il 28 maggio 2008 dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovaz...

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  7. Giancarlo scrive:

    C'e' un libro veramente efficace i cui contenuti spiegano in maniera molto semplice come penalizzare o premiare il personale. Il libro e` stato scritto da L R Hubbard e il titolo e' "Introduzione all'Etica di Scientology". Qui si possono trovare delle soluzioni ai problemi del lavoro e i principi aiutano un individuo a migliorarsi ed ottenere piu` cose per se stesso.

    Lo consiglio a tutti vivamente.

    Ciao

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  8. Sono "appena 25.000" gli uomini e le donne della Polizia di Stato impiegati in mansioni prettamente amministrative.

    Un vero e proprio esercito indebitamente sottratto al proprio ruolo istituzionale, ai servizi di prevenzione, di investigazione e repressione degli eventi delittuosi per svolgere, impropriamente, funzioni di carattere esecutivo, amministrativo e contabile! Vale la pena ricordare che, per l’adempimento di dette funzioni, i cittadini italiani già pagano di tasca loro altrettante migliaia d’impiegati civili, in forza al Ministero dell’Interno, con professionalità sicuramente più idonee, più adeguate e certamente meno onerose degli elevati costi relativi alla formazione, all’addestramento ed al mantenimento del personale di polizia e delle sue strutture! E' inaccettabile che un agente, un sovrintendente o un ispettore svolga funzioni amministrative, come ancora più irragionevole ed irresponsabile è che queste funzioni siano esercitate da un commissario o da un questore. E’, poi, inevitabile che lo stato di generale malessere dei dipendenti civili - mortificati nella loro professionalità - ma anche e soprattutto degli operatori della Polizia di Stato - divisi tra chi presta servizio sulle volanti e chi, pur avendo lo stesso grado e lo stesso trattamento economico, occupa la propria giornata lavorativa dietro ad una scrivania - si rifletta negativamente sulla sicurezza di tutti i cittadini italiani e sul buon andamento della pubblica amministrazione!

    Il governo risponde alla richiesta di sicurezza dei cittadini non con provvedimenti strutturali - restituire poliziotti ed impiegati civili al loro vero ruolo istituzionale - ma con un pacchetto sicurezza che prevede l'impiego dell'esercito! Tant'è che subito dopo la conversione in legge del decreto sicurezza l'Esercito metterà a disposizione del Minisitero dell'Interno 3.000 soldati per contrastare la criminalità. Di questi, 1.000 daranno vita alle prime pattuglie in dieci città italiane tra cui sicuramente Roma, Napoli e Padova, gli altri 2.000, invece, saranno dislocati su siti sensibili per rafforzare la vigilanza, anche nei luoghi di vacanza: prepariamoci, dunque, a trascorrere le ferie sotto l'ombrellone con le pinne, gli occhiali ed il fucile... di un caporal maggiore!

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  9. brunetta_ladro scrive:

    siete davvero convinti che i dipendenti pubblici siano fannulloni e che sia questo il problema del paese e non i contratti a 300€ o meno?
    il fatto di licenziare persone indagate è assurdo, basta che io accuso una persona di qualcosa e quella persona automaticamente è indagata indipendentemente dalla sua innocenza, forse questo piccolo particolare vi sfuggiva, se si vogliono punire i fannulloni basta aumentare i controlli ammesso e non concesso che sia questo il suo vero obiettivo e non quello di rovinare migliaia di italiani onesti lavoratori per succhiarsi i loro soldi,
    comunque tutto è concesso nella casa delle libertà

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  10. alce scrive:

    MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza immediatamente esecutiva,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)

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  11. "BUON ANNO A TUTTI... meno che a uno, anzi mezzo"!

    Come sarà il 2009? Non c’è nessuno - ma per chi ci crede ci sono i soliti oroscopi - che abbia le carte in regola per formulare previsioni attendibili circa il nostro futuro prossimo. Non sappiamo se ci sarà un collasso dell’economia. Non sappiamo se la crisi durerà uno o più anni. Non sappiamo se il prezzo del petrolio salirà o scenderà. Non sappiamo se ci sarà inflazione o deflazione, se l’euro si rafforzerà o si indebolirà. Non sappiamo se gli Usa del nuovo-Presidente saranno diversi da quelli del Presidente-guerrafondaio. Non sappiamo se Istraele e Palestina continueranno a scannarsi per tutta la vita. Non sappiamo nada de nada! La stampa, i politici, i sindacati, tacciono! Stra-parlano soltanto di federalismo, riforma della giustizia, cambiamento della forma dello Stato, grandi temi utopici che vengono quotidianamente gettati ad una stampa famelica di pseudo-notizie, mentre i veri cambiamenti si stanno preparando, silenziosamente, nelle segrete stanze. Comunque, anche se i prossimi anni non ci riservassero scenari drammatici, e la crisi dovesse riassorbirsi nel giro di un paio d’anni, non è detto che l’Italia cambierà davvero sotto la spinta delle tre riforme di cui, peraltro, si fa fino ad oggi solo un gran parlare. Del resto, non ci vuole certo la palla di vetro per intuire che alla fine la riforma presidenzialista non si farà (e se si farà, verrà abrogata dall'ennesimo referendario di turno), mentre per quanto riguarda le altre due riforme - federalismo e giustizia - se si faranno, sarà in modo così... all'italiana che porteranno più svantaggi che vantaggi: dal federalismo è purtroppo lecito aspettarsi solo un aumento della pressione fiscale, perché l’aumento della spesa pubblica appare il solo modo per ottenere il consnenso di tutta "la casta", e poi dalla riforma della giustizia verrà soltanto una "comoda" tutela della privacy al prezzo di un'ulteriore aumento della compra-vendita di politici, amministratori e colletti bianchi. Resta difficile capire, infatti, come la magistratura potrà perseguire i reati contro la pubblica amministrazione se "la casta" la priverà del "fastidioso" strumento delle intercettazioni telefoniche. Così, mentre federalismo, giustizia, presidenzialismo, occuperanno le prime pagine, è probabile che altre riforme e altri problemi, certamente più importanti per la gente comune, incidano assai di più sulla nostra vita. Si pensi alla riforma della scuola e dell’università, a quella degli ammortizzatori sociali, a quella della Pubblica Amministrazione. Si tratta di tre riforme di cui si parla poco, ma che, se andranno in porto, avranno effetti molto più importanti di quelli prodotti dalle riforme cosiddette maggiori. Forse non a caso già oggi istruzione, mercato del lavoro e pubblica amministrazione sono i terreni su cui, sia pure sottobanco, l’opposizione sta collaborando più costruttivamente con il governo. Ma il lato nascosto dei processi politici che ci attendono non si limita alle riforme ingiustamente percepite come minori. Ci sono anche temi oggi sottovalutati ma presumibilmente destinati ad esplodere: il controllo dei flussi migratori, il sovraffollamento delle carceri e l'emergenza salari. Sono problemi di cui si parla relativamente poco non perché siano secondari, ma perché nessuno ha interesse a farlo. Il governo non ha interesse a parlarne perché dovrebbe riconoscere un fallimento: gli sbarchi sono raddoppiati, le carceri stanno scoppiando esattamente come ai tempi dell’indulto e gli stipendi degli italiani sono i più bassi d'europa. L'opposizione non può parlarne perché ormai sa che le sue soluzioni-demagogiche - libertà, tolleranza, integrazione, solidarietà - riscuotono consensi solo nei salotti intellettuali. Eppure è molto probabile che con l’aumento estivo degli sbarchi, le carceri stipate di detenuti, i centri di accoglienza saturi, ed il mondo del lavoro dipendente duramente provato da un caro prezzi che non accenna a deflazionare, il governo si trovi ad affrontare una drammatica emergenza. Intanto, in Italia prosegue la propaganda dell'ottimismo a tutti i costi: stampa, sindacati e politica ci fanno sapere solo ciò che fa più comodo ai loro giochi, e "noi"- a forza di guardare solo dove la politica ci chiede di guardare - rischiamo di farci fottere. Buon Anno!

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  12. giorgio scrive:

    . Nessuno ha ancora citato i PENDOLARI ..eggià una buona percentuale di impiegati statali come me fa il pendolare, cioè sacrifica il suo tempo libero talvolta 5/6 ore al giorno per recarsi al lavoro, spesso con il mezzo privato, affrontando spese e rischi giornalieri, diventando affannati e stressati, arrivando negli anni a sindromi psicologiche gravi. Rinunciando ad affetti ed hobby. E che caxxo di vita è questa per 1100 Euro al mese? Trentasei ore a settimana più altrettante per i trasferimenti???
    E la mia famiglia quando la vedo, la mia casa quando la curo???? Per colpa di questo incosciente ed i suoi tirapiedi tutti i dirigenti locali ora si sentono il diritto di segregare/carcerare i dipendenti senza nemmeno più farli uscire per prendersi un caffé al bar per la pausa pranzo o per farsi un giretto pomeridiano….e la salute psicologica delle persone dove la mettiamo?? Ma davvero certa gente pensa che gli essere umani siano tutti uguali ..e che debbano vivere solo per lavorare, per produrre? Ma dove siamo arrivati? Questa è follia! Mi sembra che un periodo di malattia ogni tanto poteva servire ad aiutare psicologicamente anche tutte quelle persone stressate dal pendolarismo che molte amministrazioni statali …(vedi il ministero della Giustizia) impongono (spesso per antipatia o per fare del male al dipendente). Ogni tanto bisogna staccare la spina e avere un po’ di libertà (i giorni di ferie non bastano)…per godersi la vita e per riposarsi…chiedetelo ad uno psicologo se non è cosi…oggi il lavoro dipendente è diventato ancora di più una sorta di schiavismo per colpa di chi ha tutto interesse a schiavizzarci e a farci scoppiare e quindi mollare….Viva la vita e la libertà…abbasso le catene per lo stipendio della sopravvivenza! La gioventù è una sola e sprecarla per stare rinchiusi tutto il giorno in questi uffici fa diventare alla lunga nevrotici…fa impazzire…
    L’uomo è stato creato per essere libero! Organizzare il lavoro dipendente in modo che gli impiegati abbiano più tempo da dedicare a se stessi e alle proprie famiglie….basterebbe lavorare produttivamente solo la mattina dalle 9:00 alle 13:00…invece di essere costretti a stare a morire d’inedia pomeriggi interi per far quadrare ste caxxo di 36 ore + il pendolarismo..CAXXO!

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