Quella che vedete nel filmato è una coda d'attesa che si è formata in occasione dell'inaugurazione del primo Apple Megastore Giapponese, la più lunga coda d'attesa di cui si abbia notizia (ed una prova filmata a testarne la veridicità).
Naturalmente siamo in Giappone e naturalmente tutte le persone sono in fila senza cercare di passare avanti, lasciano addirittura lo spazio tra un marciapiede e l'altro per non bloccare le auto, e si tengono tutti allineati a sinistra per far passare gli altri pedoni. Probabilmente se una situazione simile si verificasse in una metropoli italiana è plausibile credere che potrebbero esserci morti e feriti!
Non so cosa possa spingere un uomo razionale a rimanere silenziosamente in coda, come una vacca al macello in attesa del colpo mortale, per un oggetto che potrebbe acquistare, allo stesso prezzo e nello stesso negozio, il giorno dopo o la settimana successiva e senza dover fare alcuna coda.
Probabilmente in Italia non siamo ancora giunti a questo livello di follia, in primis perché la cultura informatica dell'italiano medio porta a considerare la Apple semplicemente come la venditrice del lettore mp3 più "trendy" che ci sia, da noi una coda simile ci sarebbe se ci fosse un offerta scontatissima su un elettrodomestico, verosimilmente un televisore.
Eppure io serbo ancora vivido un ricordo che risale alla mia infanzia.
Era uno dei giorni della settimana dedicati al nuoto, mi trovavo in auto con i genitori e con un mio amico e, mentre ci stavamo recando alla piscina comunale che si trovava in un paese prossimo alla città, divenni involontario testimone di una chiara forma di follia collettiva.
Infatti quel giorno, che per me era semplicemente un: "giorno piscina", è stato, per qualche migliaio di individui, il giorno dell'inaugurazione del primo Iper Mercato cittadino (gestito dalla Cedis Puglia, azienda successivamente fallita e per il cui fallimento è partita un'inchiesta che ha visto coinvolto anche il (dis)Onorevole Raffaele Fitto).
Quel "giorno" non facemmo in tempo ad arrivare all'ingresso della strada che ci avrebbe portato verso la piscina e subito ci ritrovammo inbucati in un traffico da incubo.
All'inizio pensammo ad un incidente, le auto avevano formato una tripla fila e la corsia opposta era ridotta ad uno stretto cunicolo attraverso il quale le auto che si dirigevano verso la città passavano a fatica.
L'idea dell'incidente ci venne in mente perché, molto lentamente ed a fatica, un'ambulanza a sirene rumorosamente spiegate stava cercando di infilarsi in mezzo a quel groviglio di lamiere mentre il compagno dell'autista del mezzo di soccorso, sbraitando e sempre più spazientito urlava: "Maledette teste di cazzo, qui c'è gente che sta morendo, spostatevi!", ed io dentro di me, in ansia per chi era in attesa dell'ambulanza pensai: "E dove si dovrebbero spostare? Non c'è un centrimetro libero".
Soltanto una volta arrivati in prossimità dell'ipermercato ci fu chiaro che la coda era causata dalla fila per entrare a far "shopping" e non da un terribile incidente, infatti, una volta superato l'ingresso del centro commerciale, la strada davanti a noi divenne improvvisamente libera.
Non fummo comunque in grado di arrivare alla piscina in orario, eravamo rimasti bloccati nel traffico per troppo tempo, così quel giorno la mia nuotata saltò.
Il dì successivo ero in giro con mio padre e lo sentii parlare con un suo conoscente di quella lunghissima ed assurda coda (di auto), non ricordo se il conoscente fosse un dipendente del supermercato in questione, ma di certo raccontava gli eventi con un'enfasi pari a quella che si potrebbe riscontrare nei racconti di un avventuriero sopravvissuto alle proprie peripezie.
Mi rimase impressa questa frase:
"Ho visto due donne che si contendevano animatamente l'ultimo pacco di cartigenica in offerta"
Io riflettei per un secondo sull'uomo che probabilmente si trovava dietro al lettino dell'ambulanza a sirene spiegate e pensai: "Chissà se si è salvato".
Ogni tanto ci penso ancora oggi, morire è un'immane tragedia, ma schiattare a causa di un rotolo di cartigenica in offerta è veramente un dramma senza fine.
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Salvatore, misericordia...
alla genuflessione umana dinnanzi ai marchi non c'è dunque limite...???
non voglio credere a ciò che si vede nel filmato...
una mandria...!!! pur ordinata, senza eccessi, ma sempre una mandria... questo è ciò che vedo...!!!
dinnanzi all'evidenza mi arrendo..., l'essere umano non è in grado di andare avanti...
come si può fare ciò a se stessi...???,
alla propria intelligenza...???
ahinoi che futuro incerto ci aspetta...
per quanto riguarda la tua esperienza, ho assistito anch'io all'apertura di una nuova ala di un ipermercato...
senza parole...
una calca incredibile, gente che tentava di sottrarre (con la forza) ad altri gli ultimi forni a microonde..., insomma la degenerazione...
per non parlare di quando poco prima dell'inizio dell'aggressione all'Iraq, la gente in preda al panico, si recò al supermercato e spazzolò tutta l'acqua e le scorte alimentari (dimostrando peraltro una gran considerazione degli altri...), vidi io stesso un uomo e una donna, caricare con ben "35" confezioni da 6 di acqua un'auto e tornare entro un quarto d'ora a rifornirsi nuovamente...
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Generazioni, le nostre, figlie di due dopoguerra. Dico solo questo
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No comment, basta questo per spiegare eventi come quelli raccontati da me nel post e da Drizzt nel suo commento?
Siamo così semplicemente perché figli di una società ricca ed opulenta?
Non saprei, credo che ci siano anche responsabilità legate al modello sociale che abbiamo esaltato dal dopoguerra in poi, credo avremmo potuto ed avremmo dovuto trovare un "modello economico" un pò più equilibrato, ma non è mai troppo tardi per cambiare.
Drizzt, ricordo vagamente anche le corse all'acquisto nel periodo di Chernobyl.
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