Svezia: rendiamo il file-sharing legale con una piccola sovrattassa

3 mar
2008

La più grande organizzazione Svedese per la tutela del copyright, ovvero l'equivalente svedese della nostra SIAE, ha proposto di rendere il file-sharing legale, includendo i costi del download di file musicali in "pacchetti di costo" venduti direttamente dagli Internet Service Providers (ISP).

La Swedish Performing Rights Society (STIM) ha espresso al giornale svedese Goteborgs-Posten la sua disponibilità a concludere un accordo di cooperazione con gli ISP svedesi.

La STIM ha dichiarato al giornale di voler trovare nuove soluzioni per far si che gli artisti ricevano un compenso per il loro lavoro senza che questo crei contraccolpi nella libertà e facilità di utilizzo di internet, che potrà quindi essere utilizzata e svilupparsi al massimo livello per tutti gli utenti del web.

Secondo l'associazione dei discografici svedesi il file-sharing, pur se illegale [ndr. cosa non vera, il file-sharing di per sé NON è illegale!], rappresenta un buon esempio di efficiente utilizzo della tecnologia: vogliamo sederci ad un tavolo con gli ISP e discutere su come possiamo lavorare insieme per consentire agli utenti di pagare - attraverso il loro abbonamento ad internet - per lo streaming di file musicali dal network dei providers, consentendo pertanto agli utenti di diventare utilizzatori legali di musica".

In pratica, secondo il modello di business pensato d STIM, il costo medio dell'abbonamento mensile ad internet dovrebbe crescere in proporzione alla quantità di musica scaricata dagli utenti, in cambio gli utenti potrebbero scaricare liberamente tutta la musica disponibile su internet.

"Sarà possibile", sempre secondo i discografici svedesi, "siglare accordi di licenza con STIM ed altre società detentrici di copyrights, con metodi simili a quelli utilizzati dalle stazioni radio, dalle catene di distribuzione e dai locali sportivi".

L'organizzazione è convinta che molti genitori vedrebbero con favore un simile modello d'offerta, oggi infatti molte famiglie sono preoccupate dalle possibili ritorsioni legali legate all'utilizzo improprio che i propri figli potrebbero fare della connessione ad internet. Naturalmente la STIM ritiene anche che debbano essere discussi gli altri problemi che potrebbero sorgere qualora questo nuovo modo di concepire il download da internet dovesse avere successo; ad esempio uno degli ostacoli maggiori sarebbe sicuramente legato a tutte le attività che oggi vendono legalmente file musicali su internet lin cambio di una somma di denaro.

In ogni caso la SIAE Svedese è convinta che sia meglio discutere nuove vie per risolvere il problema piuttosto che scavare nuove trincee.

L'idea dei copyright holders svedesi presenta aspetti positivi: si evince ad esempio l'accettazione del fatto che le denuncie di massa e le vie legali difficilmente riusciranno a fermare il file-sharing, che quindi è necessario proporre nuovi modelli di business. Dall'altra parte però c'è il rischio di creare nuove "storture" legali come il famigerato equo compenso, una legge assurda che costringe i cittadini italiani a pagare un "tassa preventiva" su tutti i dispositivi che possono essere adoperati per registrare materiale, anche nei casi in cui tali supporti sono invece utilizzati per fini perfettamente legali. Inoltre, leggendo quanto scritto in questo articolo, appare una grande confusione di idee su cosa sia il file-sharing, infatti all'inizio si parla di fle-sharing, poi di streaming audio (che è tutta un'altra cosa), infine non si capisce come, ed attraverso quali mezzi, gli utenti potrebbero scaricare "legalmente" la musica e soprattutto quali dovrebbero essere i "metodi" per calcolare le eventuali tariffe da imporre agli utenti.

Fonte: The Local

Leggi anche:

  1. Toh, una ricerca afferma che la copia dei DVD è meno diffusa del file-sharing, ma allora...
  2. La RIIA stravince un caso di file sharing ed ottiene un rimborso di 222.000 dollari
  3. La Svezia sta per approvare una legge per ''monitorare'' il traffico di internet
  4. Anche in Giappone si vuole bloccare la connessione a chi scarica file protetti da copyright.
  5. Con i DRM i vostri file diventano come il latte, dopo un pò scadono e sono da buttare.

NOOK (PS. Che ne dici di dare un voto all'articolo?)
Loading ... Loading ...

    Articoli correlati


    Warning: Cannot use a scalar value as an array in /home/doxaliber/webapps/doxaliber/wp-content/plugins/yet-another-related-posts-plugin/related-functions.php on line 34


Articolo scritto da Doxaliber per Doxaliber, vuoi partecipare anche tu?

Creative Commons License

Se questo articolo ti è piaciuto aiutami a diffonderlo. Segnalalo sul tuo blog, invialo agli amici, segnalalo sugli aggregatori di news. Se vuoi seguire Doxaliber con maggiore tranquillità iscriviti ai feed, trovi i link in alto a destra. Intanto questo blog ha già:
Lettori feedburner
senza contare i lettori dei feed per categorie e gli abbonati alla newsletter!

2 Risposte to “Svezia: rendiamo il file-sharing legale con una piccola sovrattassa”

  1. johnny84 scrive:

    Un'altra stortura di questa proposta è che difficilmente i soldi raccolti in questo modo finiranno nelle tasche degli artisti (come calcolare infatti "quanto" e "a chi" andrebbe versato?) ma piuttosto sarà solo un nuovo guadagno per le case discografiche

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  2. Doxaliber scrive:

    Vero, ma questo è un problema tra artisti e case discografiche. :mrgreen:

    Ti piace questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

Rispondi

top