Tale padre, tale figlio
7
dic
2006
Brava gente
Oggi Luca Cordero di Montezemolo ha detto: L'Italia? "Una barca in cui una metà rema mentre l'altra è seduta a poppa, ringrazia, non produce e succhia le ruote di chi rema. Ci sono troppi fannulloni".
Proprio vero, non tutti gli italiani si danno da fare come i grandi imprenditori, vi faccio un promemoria per ricordarvi quelli più famosi:
- Callisto Tanzi, che ha portato al quasi fallimento la Parmalat ed il Parma Calcio, oltre alle migliaia di famiglie che avevano investito in azioni della sua società, un uomo talmente rappresentativo della classe imprenditoriale italiana da essere ricordato anche dalla famosa rivista Forbes;
- Tronchetti Provera, le cui qualità imprenditoriali ho già descritto in un vecchio articolo su questo blog;
- Gilberto Benetton, fiero azionista di maggioranza delle scassatissime Autostrade Italiane Spa, che si è premunito di rivendere, indebitatissime, alla spagnola Albertis.
Il governo comunista non ha giudicato con favore quest'operazione d'alta finanza, probabilmente qualche esponente della sinistra si sarà ricordato di quando, insieme a Berlusconi e Caltagirone, fece perdere allo Stato miliardi di euro facendo abbandonare alla compagnia telefonica Blu, la compagnia che anche grazie ai Benetton, ora non c'è più, l'asta per l'aggiudicazione dell'UMTS.
Probabilmente se questo fiero esponente del "nord-est che lavora" si fosse limitato a produrre maglioni sfruttando i bambini del terzo mondo, ed a finanziare le foto scandalo di Oliviero Toscani, oggi qualche migliaio di persone avrebbe ancora un lavoro su cui contare;
- Carlo De Benedetti, la Olivetti in un certo periodo della sua storia sarebbe potuta diventare ciò che oggi è Microsoft, grazie a lui è andato tutto a puttane;
- Stefano Ricucci, CHI?, avete presente il fidanzato della Falchi? Si, quello che stava per scalare il Corriere della Sera? Lui si che di dava da fare!
- I grandi banchieri: Giampiero Fiorani, Giovanni Consorte, Antonio Fazio, degni successori di Roberto Calvi e Michele Sindona;
- Massimo Pugliese, a lui il merito di aver fatto fallire la Ixfin;
- Sergio Cragnotti, emulo romano di Callisto Tanzi, lui ha fatto fallire la Cirio ed ha portato al limite della bancarotta la Lazio;
- AGGIORNAMENTO DELL'ULTIMORA: Colaninno, Marcegaglia, Lonati, Geronzi, Gronchi, Sacchetti, Bertelli, tutti coinvolti a vario titolo nel crac Italcase e, come riportato dal Corriere della Sera, tutti condannati a svariati anni di carcere dal Tribunale di Brescia; (notizia puntualmente segnalata anche da Alexxx nei commenti
)
In questa lista mancano tantissimi altri imprenditori e manager, l'ex presidente di Confcommercio Billè ad esempio, oppure il grande manager Cimoli, un uomo che si è dato da fare su tutto il fronte dei trasporti, infatti prima ha indebitato le Ferrovie dello Stato e poi si è passato all'Alitalia.
Tanti altri grandi imprenditori al momento mi sfuggono, non se la prendano, se eventualmente qualche lettore di questo blog dovesse ricordarsi di loro me lo segnali, li aggiungerò alla lista.
In ogni caso noi italiani possiamo contare anche sulla futura classe imprenditoriale, spesso questi signori hanno figli degni del nome che portano: Callisto Tanzi ha un maschietto ed una femminuccia tanto cari, hanno contribuito anche loro al fallimento Parmalat, poi ci sono la Gaucci & Sons, la Moggi & Sons, ed ultimo ma non ultimo, anche il figlio di Cragnotti si sta impegnando a seguire le orme di cotanto padre, proprio oggi la notizia: è indagato per spaccio di stupefacenti!
Forse ha ragione Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia e esponente della sinistra diessina: "Francamente non c'eravamo accorti di avere una classe imprenditoriale così brava. Se lo avessimo scoperto prima ci saremmo risparmiati i cinque miliardi di euro per il cuneo fiscale".
Leggi anche:
- Il Santo Padre e Sua Santità
- Smoking gun: Schifani
- Etica per un figlio


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che fatica elencare 4 nomi di "imprenditori" se così vogliamo chiamarli
meno faticoso che elencare le centinaia di migliaia di impegati pubblici che non fanno un cazzo da mattina a sera stipendianti con i soldi delle tasse.
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io sono una dipendente statale e lavoro, anche faticosamente ad insegnare ai figli altrui , non solo due lingue straniere , ma anche la buona educazione ed il rispetto che non hanno x nessuno
ma forse hanno imparato dalla classe politica ed imprenditoriale attuale !!!!
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Marco, il fatto è che il luogo comune (non sempre vero tra l'altro) sui dipendenti statali che non fanno niente viene continuamente ripetuto da tutti, mentre gli imprenditori spesso vengono spacciati per "eroi" che lavorano per tutti gli altri. Una cazzata immane, certo, esistono imprenditori che lavorano e che fanno funzionare le loro aziende, penso a Del Vecchio di Luxottica, Natuzzi di Divani&Divani, e tanti altri, ma guarda caso questi non sposano supermodelle e non vanno sempre in televisione a lamentarsi. Sarà che loro magari lavorano davvero?
Gli imprenditori che invece blaterano "Io produco", "io pago le tasse", sono quelli che per primi sfruttano i lavoratori ed evadono il più possibile.
Almeno i dipendenti statali le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo, e probabilmente se non ci fossero loro a spendere un pò di soldi molti commercianti starebbero peggio di quanto stanno.
Per non parlare di chi, come me, dipendente statale non è, io voce in capitolo non ce l'ho e mai ce l'avrò.
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@Doxaliber:
purtroppo le parole dell'utente Marco sono il risultato della "mistica dell'imprenditore", la nuova religione del berlusconismo. I sintomi sono:
- qualunque lavoratore autonomo, anche un commerciante ambulante, si dichiara sempre "imprenditore" (l'ho sentito con le mie orecchie!!!)
- denigrazione del lavoro altrui se subordinato o peggio statale
- vittimismo contributivo, anche se si evadono le tasse
- comparsa di stimmati alla vista di san Silvio
- anticomunismo viscerale, anche se i comunisti non ci sono più.
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@doxaliber: probabilmente mi hai frainteso, io non volevo difendere riccucci e compagnia sono un branco di persone di merda e basta. Quello che volevo dire io e' che e' piu' semplice scagliarsi contro nomi che stanno sui giornali tutti i giorni, piuttosto che vedere come vanno realmente le cose.
@alexxx: la mie parole non sono il risultato di nessuna "mistica dell'imprenditore", e non sto qui a confutare questi futili 4 punti...
Non mi sto accanendo contro un insegnante o contro quelle poche figure nell'ambito pubblico che servono, io sto parlando di gente che si infila in Commissioni del niente per controllare il nulla, cmq meglio che non mi metta a essere + specifico se no qui la gente travisa le mie parole e mi da del berlusconiano anticomunista
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Uno dei problemi fondamntali,credo sia la trasformazione del termine speculatore in impreditore. Gli Industriali con la I maiuscola come Henry Ford (lasciamo un attimo stare le implicazioni sociali, di industriali attenti al sociale ricordo solo il grande Olivetti) credevano nel plusvalore attraverso la produzione, questi credono solo nel plusvalore in sè. Non producono nulla e non inventano nulla di nuovo, anzi come dice Grillo si inventano nuove malattie per farmaci nulli
Tendenza questa mondiale ma che in Italia ci ha messo in ginocchio grazie al connubbio troppo stretto tra industria, banche e politica. Negli inciuci siamo sempre i Number One
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@marco:
Diciamo che ce l'hai messa tutta per farti fraintendere. Quelli che si imboscano nelle commissioni non sono dipendenti pubblici in senso stretto, derivano dalla politica e dalla gestione delle poltrone. La loro origine è politica. Ma visto che il danno di una decina di migliaia di persone in tutta Italia è inferiore al danno di un'altra decina di migliaia di persone che hanno nelle mani la vita e la dignità di milioni di persone, come fai a farne un paragone?
Comunque i miei quattro punti, ironici e amari, richiamano il "P"roblema, cioè che con il piano politico di Berlusconi di creare una coscienza di classe imprenditoriale, in cui chiunque si possa rispecchiare, si è creata una viscerale compartecipazione acritica nella gente comune, anche se non sono imprenditori, per le vicende giudiziarie del messia di Arcore, e in seguto per chiunque sguazzi nella finanza. Non sono punti futili, ma un'analisi psicologica dei berluscones.
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New entry: Colaninno e Geronzi.
http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=65890
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Grazie Alexxx, hai aggiunto la segnalazione proprio mentre stavo aggiornando la notizia, ora ti "segnalo" nel post!
Comunque scusate se non partecipo alla discussione, ma ho una connessione di "fortuna" quindi magari lascio commentare voi e poi al ritorno, se c'è altro da aggiungere, lascerò ulteriori "osservazioni"
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Marco ha ragione, non si tratta di difendere la classe degli imprenditori (ma ha ancora senso parlare di...classi?) nè tantomeno Berlusconi. Si tratta di far capire a chi è immerso nelle sicurezze del lavoro sicuro (statale, parastatale, ospedaliero, etc. etc.) che molte persone (anche qualche "imprenditore") sbarcano quotidianamente il lunario, provvedendo con il proprio esclusivo lavoro e senza certezze, senza "malattia", senza "ferie pagate", senza "permessi retribuiti" e quant'altro, al sostentamento proprio e della propria famiglia, cercando di pensare anche ad una pensione che, se ci sarà, spetterà in primis ai lavoratori dipendenti. Detto senza acrimonia.
Ciao
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dove sono gli italiani che hanno voglia di lavorare? oppure che hanno Bisogno di lavorare? fatevi un giro il giorno di natale nei magazzini della grande distribuzione soprattutto alimentare, troverete tanti ma tanti Filippini, Peruviani, Pakistani, Indiani che si spaccano le ossa a volte per 18 ore (diciotto) nel riempire containers che andranno a finire nella pancia del 50% di fannulloni a carico dell?altro 50.
ciao
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Beh, penso che tutte le cause che fanno andare male l'italia siano reputabili a una soltando.. In italia il carcere non c'è per tutti
Se alla gente che indebita le grandi aziende, fa falsi in bilancio e infossa l'economia fosse messa nelle carceri con l'esproprio dei beni penso che tutto questo non avverrebbe, putroppo l'italia non ha le ( scusate il termine ) palle!
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Salvatore ti sei scorato Elio Catania e Le Ferrovie, ghai visto quanti bei palmari e display dell'IBM sui teni con le zecche?
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Non è che me lo sono dimenticato, diciamo che è il degno successore di Cimoli...
Ora lo aggiungo..., intanto consiglio a tutti quelli che hanno commentato questo post di leggere le mie considerazioni aggiuntive sull'argomento, visto che prendono come spunto alcuni dei commenti presenti in questo articolo..
Il problema non è lo Statalismo, ma il servilismo
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