Uscite discografiche marzo - 2007

10 apr
2007

Marzo ci ha regalato molte emozioni musicali, specialmente nel campo del rock, poco importa poi che ad incidere maggiormente siano degli uomini "maturi", basta che circoli buona musica.

Due dei dischi da comprare anche a scatola chiusa hanno come minimo comune multiplo l'esperienza e la classe: mi riferisco a Steve Turner and His Bad Idea ed al nuovo progetto di Nick Cave, Grinderman.

Bella anche la musica del deserto che arriva dagli Uomini blu Tinariwen: per quanto possa sembrare strano affondano anch'essi basi ben solide ancora nel rock.
Le nuove leve non stanno però a guardare e rispondono con lavori interessanti: è il caso di Mika, Amy Winehouse e Menomena.
Segnaliamo anche alcuni dischi meno recenti e qualche "classico", tutti album transitati nel Jukebox del sito il mese scorso e segnalati dalla community di Suonati.


MIKA - Life in cartoon motion
Alberto, un amico, un grande appassionato di musica, al Caffè San Secondo mi dice: "Sono contento che sei arrivato così ci ascoltiamo insieme il cd di Mika". Ne avevamo parlato qualche giorno fa: Mika Penniman, 23 anni, nato a Beirut in piena guerra civile, cresciuto a Parigi e approdato a Londra; lo hanno paragonato al Freddie Mercury del Web, un'artista che si è fatto da solo, un disco "nato" in casa (l'animazione, come anche la copertina, sono dovute al fratello) per il pezzo più scaricato in Internet: Grace Kelly (porta il nome della sua musa ispiratrice), cavallo di battaglia dell'album...
La recensione continua qui
by Milestones

STEVE TURNER & HIS BAD IDEA - New wave punk asshole
Ogni tanto c'è bisogno di qualcuno che ci ricordi come si suona il rock 'n' roll, ed è ciò che fa Steve Turner in questo progetto.
La ricetta? E' molto semplice, bastano tre ingredienti: rock 'n' roll, Mudhoney, classe (qui ce n'è da vendere). Si prendono riff e organi anni '70, si sporcano con la giusta dose di suoni Mudhoney (meglio abbondare un pò); a noi tocca l'ascolto, magari a ripetizione (non si ha proprio voglia di spegnere il lettore) e di seguito l'arrabbiatura (non è il termine che avrei voluto usare) perchè arriva inesorabile il momento del paragone con la musica che molte band emergenti ci stanno propinando. E' così difficile fare del rock semplice, diretto e tirato? Certo, lui è pur sempre Steve Turner, il signor Mudhoney, non uno qualunque..

AMY WINEHOUSE - Back to black
Giovanissima (23 anni) è al secondo album, ottima cantante, voce calda e suadente, è molto brava come compositrice (fluidità incredibile) ed è pure "maledetta" (il pensiero va a Billie Holiday): insomma, ha tutte le carte in regola per suonare blues & soul.
Sin dal primo ascolto si ha l'impressione di essere davanti a "classici" del genere o aspiranti tali, il che dà un certo senso di sicurezza. Back to Black è il singolo più conosciuto ma tutto l'album è veramente bello; la mia preferita è Rehab, ballata struggente e autobiografica (c'è lo zampino di Marc Ronson).
Wikipedia: Billie Holiday

MENOMENA - Friend & foe
Trio americano capitanato da Brent Knopf: chitarra, voce e programmazione, che non deve stupire perchè è parte del modo di produrre dei Menomena: improvvisano sequenze musicali che diventano "blocchi" da miscelare con un programma di loro invenzione, il Deeler; sulla struttura nata così decidono la strada da far percorrere alla musica con voci, chitarre e quant'altro. Affascinante, non c'è che dire.
Dentro ci ho trovato dai Tv on the radio a Peter Gabriel, l'effetto finale credetemi è tutt'altro che caotico e banale: i Menomena si muovono bene fra pop e rock con "spruzzate" di fiati che rendono il tutto molto suggestivo.

MONTECRISTO - Montecristo
E' il disco di esordio per i romani Montecristo: rock 'n' roll di scuola MC5, Danzig, Kiss e venature stoner (molti i richiami ai Queens of the Stone Age). Le band italiane a frequentare questo genere iniziano ad essere un bel gruppetto, fatto positivo perchè dà maggior internazionalità alla nostra musica. I Montecristo adottano la strategia vincente della collaborazione con personaggi importanti del panorama rock, come per Tony James dei Generation X , che si è occupato della produzione. Il disco fila via bene, a me sono piaciuti particolarmente i brani Misterya e Shake your bones.
Montecristo

TINARIWEN - Amin iman: water is life
Ogni tanto abbiamo bisogno di uno schiaffo, un bello schiaffo, un "sonoro" risveglio: la musica non è solo quella "festaiola" ma è il modo per comunicare un disagio sociale, per dar forza a chi combatte (il riferimento è anche alla guerra), per chiedere un aiuto: è il caso dei Tinariwen, gruppo musicale Tuareg che ha deciso di dedicare il terzo album all'emergenza dell'acqua nel deserto. E' pure un disco della memoria: per non cancellare le guerre partigiane del loro popolo combattute a partire dal 1963 in Mali e Niger e terminate con la pace del 1996. I Tuareg sono in simbiosi con il deserto che non riconosce confini artificiali come quelli tracciati su una carta per spartire un territorio. Da questo deserto si genera la musica dei Tinariwen: dai ritmi della tradizione fusi con il rock ed il blues. Le atmosfere diventano magiche: come mi ha fatto giustamente notare Convertino, che ha segnalato questo album, molto è dovuto al suono caldo di una vecchia e storica chitarra Danelectro (Hendrix, Page, Clapton,..)
by Lucalosvizzero e Convertino

GRINDERMAN - Grinderman
Nuovo progetto di Nick Cave con gran parte dei componenti dei Bad Seeds; un Nick Cave molto "inc**zato": non tanto un ritorno alle origini ma ancora un esempio dopo Steve Turner di come il rock stia benone ed abbia ancora molto da dire a patto che lo si sappia suonare, ovviamente..
Se Steve Turner usa i suoi Mudhoney per sporcare il rock i Grinderman ci vanno giù di "cartavetro".
Perdonatemi, ma non mi è venuto in mente alcun gruppo da citare a paragone.
Se avete voglia di farvi togliere il fiato provate ad ascoltare No pussy blues, un pezzo che vi inchioderà alla sedia.

ALABAMA THUNDERPUSSY - Open fire
Rock metal in pieno stile anni '80, anche se con sonorità attualizzate dai richiami agli Spiritual Beggars, specialmente per la voce del cantante Kyle Thomas. Riff di chitarre, di gusto e molto melodici, genere Iron Maiden. Per il momento non c'è un pezzo che non mi piaccia: Beggar e Valor li raccomando perchè utilizzano il "modulo maideniano" con il raddoppio delle chitarre e scagliano indietro di qualche annetto.
Alabama Thunderpussy
Wikipedia: Alabama Thunderpussy

CALLISTO - Noir
E' il secondo album della band finlandese; il territorio in cui si muove è il drone degli Isis, dei Pelican, dei Cult of Luna. Vale la regola dell'uso della voce in stile doom come "strumento fra gli strumenti". La musica è emozionale, ricca di tensioni interiori, sufficientemente visionaria e progressiva; l'ascolto è impegnativo, occorre del tempo, sono trame che si sviluppano in modo dilatato.
In A Close Encounter spunta un sax tenore: l'effetto è toccante e per un momento si ha l'impressione che le barriere fra generi musicali, fra rock e jazz, possano veramente polverizzarsi. I primi ascolti potranno non lasciarvi molto nelle orecchie: Noir va inteso come un viaggio dove la meta è irrilevante rispetto al panorama che si osserva lungo la strada.

DEERHOOF - Friend opportunity
Apple 'O, album del 2003, è andato molto bene negli ascolti del nostro Jukebox, segno che anche la musica meno semplice dei Deerhoof riesce a raccogliere ampi consensi. La formula di Friend Opportunity è ancora quella delle fusioni "impossibili" di garage, punk, progressive (?), filastrocche, anche se con qualche dissonanza in meno rispetto al passato; il risultato comunque non indica una svolta verso territori commerciali, semplicemente ha maggior peso l'armonia. Il mio brano preferito dell'album è The Galaxist.

JOHN LEGEND - Once again
Musica d'atmosfera per l'americano John Legend giunto al secondo album. In passato ha collaborato con personaggi famosi quali Alicia Keys, Jay-Z e Lauryn Hill. Ultimamente sta raccogliendo molti consensi anche qui da noi grazie alla formula della soul-dance e più in generale a brani che ti entrano subito nelle orecchie.

LOW - Drums and guns
Se non ho contato male, la loro discografia raggiunge quota 17 in circa 13 anni di attività: chissà se sono superstiziosi i Low? A parte la cabala, questo disco colpisce per altri motivi; ogni brano è dominato da un tappeto di effetti (in gran parte loop) che evocano i rumori del mare o della città al lavoro: cullano chi ascolta e attutiscono le storie cantate da Alan Sparhawk e Mimi Parker (sua moglie e batterista). Le voci giungono da lontano, appena accennate, giocate in duo a mò di gospel. Non è un disco semplice, non è solare, anche per i temi trattati (morte, guerra, violenza) ed è un gran bel lavoro. Se dovessi indicare un brano significativo sicuramente direi Sandinista.

ARCADE FIRE - Neon bible
I canadesi Arcade Fire sono giunti al successo (ampiamente meritato) con il disco di esordio Funeral. Neon Bible perfeziona ed espande l'attitudine della band a suonare un rock-pop molto curato, a partire dalle orchestrazioni (fiati, organo, archi) veramente impeccabili. Come per Funeral, i brani scorrono bene ma serve del tempo all'ascoltatore per assimilarli e gustarli in tutte le sfumature. Qualche pezzo va segnalato a priori, come Keep the car running ed Intervention: intro con organo bello tondo ed il "cantato ispirato" di Wim Butler alla Springsteen.

BLACK DIAMOND HEAVIES - Every damn time
Blues "lo-fi": è la prima sensazione che si ha all'ascolto del disco di esordio dei Black Diamond Heavies (John Wesley Myers all'organo e al basso, Mark Holder alla chitarra e Van Campbell alla batteria).
I giri sono classici del blues ma è l'energia che sprigionano ad essere micidiale. Sarà la voce di Myers (molto simile a quella di Tom Waits) o i duelli organo-batteria o semplicemente il fondo "lo-fi", ma è un lavoro che lascia il segno. Piccola nota poi sulla batteria: scarna e semplice, un trend positivo iniziato dai White Stripes di Get behind me Satan che qui viene ripreso in maniera sapiente.

THE HORRORS - Strange house
Per parlare degli Horrors scelgo due strade: una più razionale (1), "svizzera" insomma, e l'altra meno (2).
(1) E' una band inglese e Strange House è l'album d'esordio; sono subito riusciti a far breccia nel cuore della critica (a parte quelli de Il mucchio che li hanno apostrofati per il look un pò carnascialesco). Musicalmente fondono nel punk più radicale il bagaglio anni '80 tanto in voga in questo periodo; l'effetto è caratteristico, rimane poi da stabilire quanto sia artificioso e quindi destinato a sgretolarsi con il tempo.
(2) Se i Bloc Party , uscendo da un party schifoso dopo una sfumazzata andata male (n.d.r.: effetto paranoia), si accorgessero di essere stati derubati delle loro auto super sportive e prendessero la cosa molto male scaricando queste tensioni suonando del punk (magari per dimenticare), probabilmente assomiglierebbero agli Horrors..

Altre nuove uscite:
LOREENA MCKENNITT - An Ancient Muse
ROBERTO GATTO - Traps
MAXIMO PARK - Our Earthly Pleasures
KORN - MTV Unplugged
NEIL YOUNG - Live at Massey Hall
JOSS STONE - Introducing Joss Stone
SIMPLY RED - Stay
AIR - Pocket simphony
THE FRATELLIS - The flathead
BRIAN FERRY - Dynalesque
TYPE 'O NEGATIVE - Dead again

Dischi meno recenti e qualche "classico" da riscoprire segnalati dalla community di Suonati:

BLONDE REDHEAD - Distilled
E' una band americana con gli occhi a mandorla alquanto.. italiana, almeno per due componenti: i fratelli gemelli Simone e Amedeo Pace, coadiuvati dalla chitarrista e vocalist "jap" Kazu Makino e dal bassista Vern Rumsey (già in forze agli Unwound) in sostituzione di tale Maki Takahashi ("jap" pure lui) che lasciò il gruppo poco dopo la formazione. Come ambientazioni sonore sono molto vicini ai Sonic Youth e registrano per la casa discografica Touch And Go (se il buongiorno si vede dal mattino..;-) ); dal 1998 collaborano con Guy Picciotto dei Fugazi. Recentemente hanno aperto il tour dei Red Hot Chili Peppers e la prossima estate saranno opening act nella tourneè dei Depeche Mode.
by Convertino

PINBACK - Offcell (EP)
E' un duo formato nel 1998 da Armistead Burnwell Smith IV e Rob Crow; in realtà Pinback è un progetto che ciclicamente li porta ad incidere e suonare dal vivo, malgrado la loro discografia sia ben fornita fra live EP (5), EP (2) ed album (3).
Offcell mi è stato segnalato da Cupevampe, prima non conoscevo il gruppo e devo ammettere che ha un certo fascino.
L'area è quella dei Decemberists e degli Spoon: giocano la carta dell'indie di classe, ottimamente curato; meglio evitare ascolti distratti: rischia di scivolare via senza lasciare il segno.

JETHRO TULL - Bursting out
Bursting Out (1978) dei Jethro Tull è segnalato da Convertino, ma con estrema difficoltà, visto che dello storico gruppo è arduo fare una selezione, specialmente se si guarda la prima parte della loro carriera (altro papabile poteva essere l'album d'esordio The was - 1968). Bursting Out è comunque una buona sintesi, anche perchè è un live, dimensione ottimale per apprezzare le prestazioni di Ian Anderson (voce e flauto) e Martin Barre (chitarra). In particolare Convertino mi ha sottolineato la bellezza del solo di Barre in Locomotive Breath, roba da pelle d'oca, non perdetevelo ;-)
Wikipedia: Jethro Tull

HOWIE B - Snatch
Howard Bernstein (Howie B) è un noto dj ed ingegnere del suono: nella sua carriera ha partecipato a progetti e dischi di artisti famosi come Bjork e gli U2, giusto per citarne alcuni.
Snatch è indicato dalla critica fra gli album più significativi della sua produzione: adora giocare con infiniti loop per poi lavorarci sopra con linee funky e rock. Spesso sono proprio i loop geniali a dettare le linee armoniche.
Ringrazio Matteo per la segnalazione.

GARAJ MAHAL - Vol.1 e Mondo Garau
Il nome è stato adottato dalla band dopo una sorta di sondaggio proposto al pubblico dal palco: oltre 800 e-mail arrivarono con le proposte più svariate tra le quali venne scelta proprio quella: Garaj Mahal.
E' un supergruppo del nuovo millennio conosciuto soprattutto dagli addetti ai lavori per le numerose collaborazioni dei singoli musicisti con artisti internazionali.
Fareed Haque (chitarra e sitar) è nato a Chicago da genitori di sangue pakistano e cileno; ha un background classico ma abbraccia le "musiche del mondo"; lo ricordiamo con Joe Zawinul, Sting ed in moltissimi progetti. Il tastierista Eric Levy ha suonato con Quincy Jones, Tito Puente ed altri. Il bassista Kai Eckhardt, genitori di origini liberiane, ha avuto l'approccio virtuosistico con lo strumento nella nativa Germania ed è noto per aver suonato nel trio di John Mclaughlin , ma anche con Al di Meola e Zakir Hussein. Il batterista Alan Hertz ha militato a lungo nel gruppo di Steve Kimock.
Il loro intento: dirigersi verso una musica basata sul groove e sull'improvvisazione, strutturata su ritmi accattivanti e coinvolgenti, su di un mix sapiente di funk, jazz e rhythm and blues.
by Milestones

JOE BONAMASSA - You and me
Joe Bonamassa è un nuovo talento italo-americano del bluesrock d'oltre oceano, un erede dei suoni hendrixiani-vaughaniani dei bei tempi..
by Convertino

GRAVENHURST - Fires In Distant Buildings
I Gravenhorst sono un trio capitanato da Nick Talbot. Non li conoscevo prima che me li segnalasse Matteo, che ringrazio sentitamente, ed è stata una gran bella scoperta: musica introversa, a tratti dark, ma di radice rock, almeno in questo album, suonata con grande fluidità e dominata dalla voce di Talbot; il paragone più immediato è quello con i Sophia di Sheppard, ma le linee armoniche hanno un peso decisamente maggiore. Ci sono gusto e classe da vendere ..
by Lucalosvizzero e Matteo

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  2. Uscite discografiche di Maggio - 2007 -
  3. L'Era vulgaris (Q.O.T.S.A - 2007) di Cupevampe
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