Oggi alle 15:00 queste elezioni giungeranno finalmente a conclusione. Inizierà poi la lunga maratona mediatica degli exit-poll e dello spoglio in diretta. La volta scorsa lo spoglio delle schede è stato seguito con il fiato sospeso da milioni di italiani, questo perché, prima della chiusura dei seggi, il risultato elettorale si credeva scontato, anche gli exit-poll avevano dato un grosso margine alla coalizione guidata da Prodi, ma, man mano che lo spoglio delle schede proseguiva, incredibilmente il vantaggio dell'Unione si assottigliava sempre di più ed è stato necessario aspettare i dati definitivi del viminale per scoprire con certezza il vincitore del tenzone elettorale. Questa volta temo che non sarà così, sono convinto di sapere in anticipo chi sarà il vincitore di queste elezioni, e voglio condividere questa sensazione con voi.

Proprio lui, Pierferdinando Casini, il politico di cui Berlusconi si è liberato con troppa fretta. Sarà lui l'uomo che in realtà deciderà le sorti del paese" per i prossimi 2 anni, sia che vinca Berlusconi sia che a prevalere sia Veltroni.
L'Italia è sempre stata governata dalle minoranze, dai cosiddetti partiti "ago della bilancia", quelli che non sono maggioranza tra gli elettori ma senza il cui appoggio non è possibile governare il paese. Il primo partito "ago della bilancia" d'Italia è stato il PSI di Craxi. Un partito che ai suoi massimi storici ha raggiunto il 13% dei consensi ma senza il quale non era possibile formare nessuna alleanza di governo, perché gli altri partiti erano troppo piccoli per assurgere a questo ruolo e perché dall'altra parte c'era solo il Partito Comunista Italiano, partito fieramente d'opposizione.
Non è un caso se il Governo più lungo della cosiddetta Prima Repubblica è stato proprio quello di Bettino Craxi, l'unico che abbia potuto vantare una durata pari quasi al mandato naturale. Bettino Craxi, con il suo 13% di consensi, ha gestito un potere enorme; senza di lui non si muoveva foglia, ed infatti proprio grazie a lui Berlusconi potè evitare l'oscuramento delle sue televisioni, con un decreto ad hoc. Berlusconi, uomo pragmatico, non si rivolse a qualche esponente DC, ma a Craxi, politico che con il suo potere ha contribuito moltissimo alla fortuna dell'ex piduista. D'altra parte le inchieste di tangentopoli degli anni '90 non faranno altro che dimostrare la grande quantità di denaro e l'enorme influenza politica e sociale che il partito craxiano aveva sull'intero paese, un'influenza che di certo non era inferiore a quella della DC, partito che però vantava un consenso elettorale 3-4 volte superiore a quello del PSI.
Poi è arrivata la cosiddetta "Seconda Repubblica", e le cose sono addirittura peggiorate perché per gestire il potere in Italia non è stato più necessario ottenere consensi elettorali a due cifre, sono bastate percentuali di votanti ben più infime.
In successione:
Molti, prima delle elezioni, hanno parlato di una "semplificazione del quadro politico", in realtà così si dice adesso che le elezioni non sono ancora chiuse, nei fatti però, tra qualche ora, la situazione potrebbe essere molto diversa. Se anche Berlusconi riuscisse ad ottenere una maggioranza in realtà non sarebbe appoggiato da un unico partito, questo perché il PDL in realtà non è altro che un cartello elettorale tra più partiti, un'alleanza che comprende anche i partitini fondati da Dini e De Gregorio, personaggi che cambiano casacca con estrema velocità. La Lega Nord inoltre, ancora una volta, presentandosi come partito a sé, avrà comunque un peso determinante per la maggioranza. Se, come molte previsioni suppongono, la maggioranza al Senato sarà risicatissima o addirittura nulla, allora Berlusconi non potrà far altro che affidarsi a Casini, il quale "per il bene dell'Italia", proporrà un appoggio esterno (ovvero, ti tengo sotto scacco e decido io la tua vita o la tua morte, quindi accontentami), oppure un governo istituzionale di responsabilità nazionale (ovvero, così impari a farmi fuori). Lo stesso discorso naturalmente vale per Veltroni, difficilmente il PD chiederà l'appoggio alla Sinistra Arcobaleno, di cui ha detto peste e corna in campagna elettorale, inoltre visto che il PD è di fatto un partito di centro è molto probabile che Veltroni, in caso di difficoltà, chieda un appoggio a Casini, esattamente come aveva fatto dopo la caduta del Governo Prodi, quando chiese l'appoggio istituzionale dell'UDC al Governo Marini. Credete che Casini, sapendo come sarebbero andate le cose da lì a poco, avrebbe rifiutato di appoggiare un governo "istituzionale"? Io credo di no.
Quello che ci aspetta quindi non sarà un Veltrusconi, come molti temono, ma molto più verosimilmente un Berluschini o un Veltrosini.
L'Italia è così, le cose vanno male proprio perché non ha mai governato una maggioranza, ma tante piccole minoranze infime il cui unico interesse è quello personale. La storia si ripete, e si ripeterà anche questa volta.
Articolo pubblicato in contemporanea con Mentecritica
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Direi che una bella "toppata" questo post... Casini è già tanto se sale sulla bilancia
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@Recidivo, chi non risica non rosica. Non ho mica la sfera di vetro,si trattava soltanto di una previsione basata sulle statistiche, comunque ho scritto anche:
... e su questo punto mi pare che c'ho azzeccato in pieno, alla Lega Nord andranno ben 22-23 senatori! Certo, era meglio se a condizionare Berlusconi fosse stato Casini, quindi avrei voluto indovinare la mia previsione iniziale.
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beh, era meglio Casini di Bossi e C !!!
ciao Salvatore e grazie di aver riassunto così bene i tanti governi del passato
un kiss erica
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Ciao Erica, grazie.
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