La storia di una donna forte e di...

La storia di una donna forte e di un vigliacco. http://www.corriere.it/cronache/13_luglio_19/lucia-sfregiata-con-acido-fasano_0e6ba088-f033-11e2-ac13-57f4c2398ffd.shtml

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La verità su iPhone 5, il video documentario che tutti dovrebbero vedere.

Video molto divertente. :-)

I brevetti sulle idee

Henry Ford era molto soddisfatto della sua creazione, la Ford Model A.
L'imprenditore americano aveva le idee molto chiare, in breve tempo avrebbe creato automobili per le masse e su larga scala, magari 10.000 auto l’anno. Si trattava di numeri altissimi, ma Henry amava da sempre pensare in grande, inoltre, a favorire il suo ottimismo c'era il suo primo cliente, con il quale stava per perfezionare la sua primissima vendita. Anche il dottor Pfenning, un dottore di Chicago, sembrava entusiasta dell'acquisto che stava per fare. Ad entrambi il futuro sembrava radioso ma, proprio quando Ford e il dottor Pfenning stavano per siglare il contratto, i due furono interrotti da due avvocati scortati da un certo numero di poliziotti.
«Signori, questa vendita non può aver luogo» proruppe l'ispettore Dreck per poi interrompersi ed esclamare corrucciato «... che diavoleria è questa?».
Uno dei due avvocati, il più giovane, tentò una spiegazione: «si tratta di una carrozza mobile, l’abbiamo chiamata auto mobile, praticamente… », ma si interruppe non appena l’avvocato più anziano lo zittì con un cenno della mano per poi intervenire a sua volta: «Ispettore, non perdiamo tempo con complessi discorsi tecnici, ciò che conta è che il signor Ford sta cercando di vendere un prodotto che NON è di sua invenzione».
«Ma di cosa diavolo parla!», proruppe rabbioso Ford.
«Parlo del fatto che lei ha copiato un'invenzione dal mio assistito, il Conte De Dion, il quale ci ha dato mandato di denunciare lei e la sua azienda all’ufficio brevetti delle idee. A tutela del nostro assistito abbiamo chiesto l’immediato sequestro di tutti i mezzi da lei creati affinché lei non possa ricavare ingiusti guadagni».
Ford strinse i pugni nel tentativo di contenere la rabbia e mantenere il dovuto contegno. Chi erano questi avvocati con quello stupido accento francese che si permettevano di mettere in discussione la sua invenzione?
«Ma chi è lei, come si permette? Questo oggetto è di mia invenzione, l'ho progettato personalmente, il suo assistito è sicuramente un usurpatore, esca dalla mia fabbrica immediatamente!», urlò Ford ormai pieno di rabbia.
«Si calmi dottor Ford, le consiglio piuttosto di chiamare il suo avvocato, nel frattempo dobbiamo mettere sotto sequestro il capannone e la sua ehm automotica» sentenziò l’ispettore Dreck, un po' perplesso sull'utilità della strana carrozza che gli si parava davanti agli occhi.
«Automobile ispettore» provò a dire l'avvocato più giovane, ma la sua voce fu sommersa dalle urla di Ford, che nel frattempo ormai aveva perso il controllo
«Non finisce qui, statene certi» chiosò Ford per poi rivolgersi al cliente, che nonostante tutto sembrava più incuriosito dagli eventi che non infastidito: «dottor Pfenning, mi dispiace per lo spiacevole disguido, sarà totalmente rimborsato e quando questa faccenda sarà chiarita spero di riaverla presto come mio cliente».
«Nessun problema, nessun problema» disse serafico il dottore, che in fondo ancora non aveva sborsato un solo penny per quell'acquisto.
«Ci vediamo in tribunale dottor Ford», disse l'avvocato prima di salutare con un cenno d'inchino che a Ford parve più uno scherno che non un gesto di cortesia.

Il processo si svolse a Detroit, davanti a una giuria popolare. La tesi dell'accusa fu accolta in pieno dai giurati: l'invenzione di Ford era chiaramente copiata dalla lussuosa De Dion Bouton e violava numerosi brevetti depositati dalla casa automobilistica francese. In particolare i brevetti “roll to move” un sistema di ruote (tre o quattro) che consentivano al mezzo di muoversi sotto la spinta di un motore ed il “circle to turn”, un cerchio montato su assi che, mosso opportunamente a destra o a sinistra, consentiva al mezzo di cambiare direzione. Ford fu condannato a pagare una salatissima multa e l'azienda americana sembrava ormai destinata ad una triste fine.

Il Conte De Dion era soddisfatto. Aveva convinto la giuria di essere l'inventore dell'automobile. A differenza del povero Ford era stato previdente, aveva depositato le sue “idee” presso un particolare ufficio brevetti denominato “ufficio brevetti software”. Tale ufficio brevetti, previsto solo poco tempo prima dal legislatore, consentiva di depositare idee progettuali senza che queste fossero materialmente realizzate, da qui la denominazione di soft, leggero, vaporoso, come le idee appunto. Quello era il futuro, la possibilità di brevettare ogni cosa passasse per la testa di qualcuno senza la necessità di crearla davvero lo avrebbe reso ricco, pensava il ricco francese. Una legge creata a tutela delle idee e di coloro che non hanno i mezzi tecnici per realizzarle, così fu spacciata dal legislatore la legge sui brevetti software. De Dion, dal canto suo, tra gli altri brevetti aveva depositato anche il “pinch to play”, un sistema che consentiva all'utente di premere un bottone e far suonare una tromba appositamente installata sul mezzo e il “move to sit”, che prevedeva un sistema di sedili mobili per regolare la distanza del guidatore al volante. Tutti questi brevetti, pensava De Dion, lo avrebbero messo al riparo da qualsiasi “patent troll”. Così venivano chiamate certe aziende che, sotto la spinta dei nuovi “brevetti sulle idee” depositavano migliaia di concetti generici e campati in aria con la speranza di arricchirsi denunciando le aziende che nel frattempo realizzavano davvero qualcosa che assomigliava all'idea strampalata depositata presso l'ufficio brevetti software.

Ma l'ottimismo di De Dion dovette scontrarsi con la dura realtà. Il successo della sua automobile, costosissima e riservata a pochi, spinse gli eredi di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci a denunciare il conte De Dion per violazione di brevetto. Tutte la sue idee, inclusi il famoso “roll to move”, funzionavano grazie all'esistenza del motore a scoppio, che consentiva al suo mezzo di muoversi. Gli eredi Barsanti-Matteucci ne rivendicavano la paternità. De Dion pensò di zittire gli eredi pagandoli profumatamente, in modo da evitare il tribunale, ma nel frattempo arrivarono anche le denunce di Alfred Vacheron, che aveva depositato per primo il brevetto di “uno strumento che consente a un mezzo di voltare a destra e a sinistra”, ovvero il volante, sul quale si basava il funzionamento della funzionalità “circle to turn” e dell'azienda Klaxon, la quale aveva acquistato da un tal Miller Reese Hutchinson il brevetto di “una tromba che suona premendo un particolare palloncino gonfiabile”. Il “pinch to play” era senza ombra di dubbio una copia spudorata del brevetto Klaxon, anche se De Dion non lo sapeva, aveva semplicemente avuto la stessa idea e in buona fede l'aveva realizzata. In breve le denunce per violazione di brevetto diventarono migliaia, chiunque avesse un brevetto riusciva in qualche modo a ricondurlo a uno dei tanti strumenti utilizzati nell'automobile di De Dion e non ci pensava due volte a denunciare la casa automobilistica per milioni di dollari. Il problema non riguardò il solo De Dion, nel frattempo la lotta dei brevetti si fece sempre più aspra in tutti i settori dell'industria. William Sturgeon fece causa agli eredi Barsanti e Matteucci per il concetto di motore, nonché ad Alva J. Fisher e al suo brevetto di lavatrice elettrica.

Ormai era il caos, chi aveva i soldi pagava, chi non li aveva chiudeva, ogni giorno venivano depositati migliaia di “brevetti software”, ma nella realtà nessuno produceva più niente perché terrorizzato dall'idea di essere denunciato. Le grandi aziende compravano altre aziende al solo scopo di acquisirne i brevetti sulle idee per tutelarsi da eventuali cause dei concorrenti.
Per dirimere le troppe cause in corso fu istituito un mega processo onde stabilire come dividere le varie royalty tra tutti i detentori.

Durante il dibattimento un giovane avvocato, in rappresentanza di un'azienda sconosciuta a tutti, chiese il sequestro di tutti i brevetti e di tutte le invenzioni di ogni singola azienda presente in aula. Gli altri avvocati derisero il collega, qualcuno azzardò un “è ridicolo” ad alta voce, ma l'avvocato sembrava sicuro di sé e chiese di poter presentare il suo brevetto alla corte, la quale approvò. L'uomo tirò fuori da un cilindro un enorme foglio e lo stese sul tavolo. Gli avvocati e il giudice si avvicinarono. Sul foglio era disegnato un cerchio. Alla vista del disegno l'avvocato di De Dion affermò a gran voce: «tutto questo è ridicolo, cosa c'entra il cerchio con le altre invenzioni di cui stiamo dibattendo? Inoltre quale sarebbe l'idea dietro al cerchio? Non esiste!». Il giudice disse: «l'obiezione dell'avvocato Strechner è accolta», ma il giovane avvocato non si perse d'animo e rilanciò: «giudice, questo è un cerchio, ma se a questo cerchio facessimo un buco al centro e infilassimo un asse cambierebbe tutto, ecco che avremmo l'idea. Mi permetta di farle vedere un prototipo».
«Concesso, mi faccia vedere quest'idea avvocato Stenton», ribatté il giudice.

Le porte del tribunale si aprirono e dall'uscio entrarono quattro energumeni che trasportavano un oggetto circolare di pietra con un grosso buco nel mezzo. L'oggetto fu poggiato fragorosamente a terra. Il pubblico in aula rumoreggiò, ma fu subito zittito dal giudice che batté forte il martelletto e urlando disse: «Silenzio! Silenzio! Cosa diavolo è questa trovata? Avvocato, si spieghi o dovrò farla arrestare per oltraggio alla corte!».
«Signor Giudice, questa è una ruota. Un oggetto circolare sul quale è possibile fissare un asse e che grazie alla sua forma può girare su se stessa, superando così tutti i problemi di gravità che rendono difficili gli spostamenti. La ruota e la sua circolarità sono l'idea delle idee, il volante è un cerchio, il motore a scoppio ha cinghie circolari che consentono il movimento dei pistoni, l'auto stessa ha bisogno di ruote per funzionare. Ogni oggetto e ogni idea di cui si contende in queste aule deve qualcosa alla ruota, la prima invenzione dell'uomo. Il mio cliente è l'unico ad aver depositato l'idea di un “oggetto circolare in grado di ruotare intorno a un asse centrale” e quindi tutte le altre aziende devono pagare le dovute royalty al mio cliente».
L'avvocato di De Dion ripeté l'espressione «è ridicolo», questa volta con meno convinzione. Il brusio si fece fortissimo ed il giudice dovette nuovamente intervenire sbattendo ripetutamente il martelletto per far tacere la folla.

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«Ciao Jenna»
La donna era presa dalle sue scartoffie, ma riconobbe la voce e senza salutare disse: «entra, il capo ti aspetta».
«Sempre gentile Jenna» rispose ilare il giovane avvocato, poi, senza indugiare oltre, bussò alla porta del Capo ed entrò.
«Oh Stewart, ti stavamo aspettando», disse l'uomo «ti presento il Signor Henry Ford».
«Lieto di conoscerla, apprezzo molto il suo lavoro», disse il giovane avvocato.
«Lieto di conoscerla avvocato, ma mi consenta di mettere da parte i convenevoli, come è andata?»
Stewart lanciò uno sguardo all'uomo dietro la scrivania, il quale con un cenno del capo approvò: «abbiamo vinto signore» disse infine senza particolare trasporto.
Ford non trattenne la gioia, poi ritornò serio e rivolgendosi all'uomo dietro la scrivania disse: «spero che lei voglia mantenere l'impegno che aveva preso e che non voglia avvalersi del suo brevetto contro di me».
«Dottor Ford, non ho intenzione di usare il mio brevetto contro di lei, stia tranquillo, l'importante è che anche lei mantenga gli impegni presi,ora la prego di lasciarmi solo con il mio avvocato».
«Come vuole, siamo a casa sua», affermò Ford prima di uscire dalla stanza, malcelando un certo fastidio per essere stato quasi cacciato via.

«Il senatore Jackelson, vicino alla De Dion, ha già chiesto una revisione della legge sui brevetti e stia certo che la otterrà, probabilmente non otterremo un dollaro bucato», disse Stewart guardando negli occhi il capo.
«Ah Ah, Stewart, Stewart, ragazzo mio, non abbiamo fatto tutto questo per avere soldi. Me l'aspettavo. Il mio scopo era quello di far sparire dalla circolazione questa stupida legge sui brevetti. Obiettivo raggiunto direi...»
«Dottor Stallman, ci riproveranno prima o poi», disse Stewart «e non è detto che ci vada sempre così bene».
«Lo so, prima o poi ci riproveranno. Ecco perché ho creato la nostra 'società'» disse Geremia Stallman accarezzando il pomo a forma di GNU che ornava il suo bastone. «Per ora continueremo a lavorare nell'ombra, poi si vedrà».

Cambio fornitore dominio

Ciao ragazzi, da quanto tempo non scrivo in questo blog? Una vita credo.
Per ora riappaio soltanto per una piccola segnalazione. Causa cambio
mantainer il blog nei prossimi giorni potrebbe essere irraggiungibile.
Si tratta di una situazione momentanea che sarà risolta nell'arco di 48 ore circa. A breve, almeno spero, ci saranno novità e doxaliber tornerà di nuovo attivo. A presto.

I migliori dischi del 2009 (by Bukowski)

Eccoci qua a tirare le somme delle migliori uscite musicali dell’anno, ormai sta diventando una bella consuetudine.

Mi piacerà tra qualche mese vedere quali, tra i dischi che personalmente ho decretato migliori della stagione, verranno ricordati ancora e ascoltati da una solida e ben più ampia parte del pubblico.

Prima di stilare la nuda classifica devo ancora fare alcune premesse: per qualche motivo che nemmeno io so spiegare, mi aspettavo di più dal 2009 e quindi ho avuto parecchi dubbi e perplessità nel fare la classifica. Mi ha aiutato in questa impresa un bel film che recentemente ho visto e mi sento di consigliarvi: I Love Radio Rock.

Nel 1966, il periodo più straordinario per il pop britannico, la BBC faceva ascoltare solo 2 ore di rock and roll alla settimana mentre una radio privata, da una nave al largo della Gran Bretagna, ne trasmetteva per ben 24 ore al giorno, e 25 milioni di persone, più di metà della popolazione britannica, ascoltava questi pirati ...

Ci sono film che riescono ad essere più di quel che si propongono I Love Radio Rock è uno di questi. Memorabili le scene dove decine, centinaia di dischi a 33 e 45 giri, che galleggiano nell’acqua, affondano, riemergono, fluttuano e non solo (o non tanto) perché sono scene che potrebbero fare del male ad ogni vero appassionato di musica.

Il Film riesce a trasmettere la voglia di libertà e di pacifica sovversione di strutture e regole che avevano (storicamente, socialmente e politicamente) fatto il loro tempo; il futuro inteso come una promessa e non una minaccia molto più allora che oggi. Probabilmente i tempi attuali avrebbero bisogno di una sterzata analoga e senza essere rivoluzionari o voler fare demagogia, solo riaffermare cose semplici come la libertà, l’amore ,l’amicizia. “Alcune cose possono anche finire, ma il Rock and Roll non muore mai” esclama uno dei protagonisti
Mi piace condividere questo pensiero perché in esso c’è una speranza che mi viene data dall’ascolto della musica.

Ancora un piccolo vezzo: alla fine del Film compaiono veloci moltissime copertine di dischi recenti e non, tra loro anche quella degli Elbow, disco che per me era al primo posto nella mia classifica dello scorso anno.

Per il 2009:

1) Le Loup – Family
2) Ben Harper - White lies for dark times
3) OI VA VOI – Travelling the Face of the Globe
4) Ian Hunter – Man Overboard
5) RONIN -L’Ultimo Re
6 )Waines – Stu
7) David Grey – Draw the Line
8 ) Patrick Wolf – The Bachelor
9) Gomez – A New Tide
10) IGGY POP – Preliminaires
11) Zen Circus – Andate tutti affanculo
12) Rodrigo Y Gabriela 11:11
13 Los Lobos Goes Disney
14) Rosanne Cash – The List
15) Volcano! - So many Lemons
16) Fink - Sort of revolution

Mi piace pensare che la musica accarezzi l’anima, ecco il miglior augurio che posso farmi e farvi: che la musica continui ad accarezzarci l’anima.

Buon anno a tutti.

Bukowski

I migliori dischi del 2009 (by lucalosvizzero)

Pronti per un post ricco di tanta retorica e luoghi comuni come una classifica? No? Bhè peggio per voi perchè anche per quest'anno vi dovrete sorbire la mia lista dei dischi preferiti dell'anno passato.

Prima di arrivare al fatidico "... and the winner is ..." vi tedierò con alcune considerazioni personali. Nella classifica rientrano tutti quei lavori chi mi hanno emozionato e, fatto strano, sono molti più di quelli che mi aspettavo prima di scartabellare fra le playlist. Nessun miracolo e, probabilmente, nessuno fra i miei preferiti passerà alla storia ma, come per il buon vino,
serve del tempo alla musica per farsi apprezzare.

Il 2009 lo ricorderò come l'anno della musica italiana: non ho mai sentito tanti dischi così belli, imperdibili, internazionali. Ringraziamo la crisi allora giacché nei momenti di grande difficoltà gli artisti sentono la necessità di manifestare il proprio ed il nostro disagio e a dirla tutta più che di quella economica si canta di diritti negati, di solidarietà latitante, di arroganza del potere, di coscienze sporche, di nostalgia dei tempi passati.

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Note Sparse sul Cloud Computing

Cloud Computing, in quest'ultimo anno questo termine è sulla bocca di tutti, questo soprattutto grazie alle voci sul sistema operativo di Google, ovvero Google Chrome OS, sistema operativo che, come ribadito su questo blog, sarà in primis un altro sistema operativo basato su kernel Linux.
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Il 2010 Sarà l'Anno di Linux? Ma chi se ne frega! :-) O di Come i PC siano Liberi Tranne che nel Software.

Negli ultimi anni ho letto spesso articoli che, cercando di fare previsioni sul futuro, predicevano per Gnu/Linux un futuro radioso; io stesso credo di aver ripreso in passato degli articoli scritti da qualche giornale straniero che professavano il 2008/2009/2010 come l'anno della consacrazione di Linux. Francamente questo tipo di articoli ormai mi tediano quasi quanto gli articoletti "ad elenco" che infestano il web, avete presente? 10 siti web veramente cool, 10 programmi per l'audio video, 10 modi per conquistarla, 10 motivi per cui quel sistema operativo è bello/brutto. Ecco, nella mia personale classifica idiosincrasica gli articoli che tentano di fare previsioni sul futuro di Gnu/Linux ottengono certamente un ottimo piazzamento.
L'informatica è un mondo in continua e velocissima evoluzione e coloro che hanno cercato di fare previsioni sul futuro delle tecnologie hanno spesso rimediato pessime figure. Difficile prevedere il futuro in un mondo dove tutto è innovazione ed ogni cosa si muove molto velocemente.
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Happy New Year

Happy New Linux Year

Tantissimi auguri di buon anno a tutti, vado in vacanza fino al 10 Gennaio, a presto.

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