La rubrica "Shark Bait" tenuta da ComputerWorld sul suo sito, è davvero interessante. Molto spesso è possibile leggere storielle reali ma nel contempo davvero umoristiche. Oggi ad esempio, proprio su quella rubrica, ho letto un aneddoto che secondo me potrebbe essere stato raccontato da quasi tutti gli informatici del globo. In Italia però l'esito finale del dialogo sarebbe stato diverso. Lascio a voi la facoltà di indovinare quali sarebbero state le differenze se questo dialogo si fosse svolto in un'azienda italiana.
L'altro giorno è entrato nel mio ufficio l'uomo che da sei mesi è il mio capo; voleva informarmi del fatto che stavo per ottenere un aumento. Mi ha detto: "Non sono bene cosa tu faccia, e non sono sicuro che tutte le persone di questa azienda sappiano cosa tu faccia qui, ma devi essere importante per questa compagnia perché stai per ottenere un aumento".
Io sono un programmatore. Quanto può essere difficile da capire?
In più ho cercato di incontrarmi con lui molte volte, proprio per parlargli del mio lavoro, e lui tutte le volte mi ha detto che non doveva o non aveva il bisogno di sapere cosa facessi. Che posso dire, egli valuta la bravura con cui le persone fanno il loro lavoro in base al numero di lamentele che riceve su di loro. Così, fino a quando nessuno darà di matto per colpa mia, io otterrò ottime valutazioni sulla qualità del lavoro svolto.
In Italia di sicuro molti faticano a comprendere il mestiere del programmatore, spesso ciò avviene anche nelle aziende informatiche, dove di sovente il "capo" non è un programmatore come voi, ma uno che sa vendere bene ciò che voi programmatori producete. A dirla tutta - ed è questo il problema - molte volte va a finire che il vostro capo venda "fumo", ovvero prodotti con funzionalità non attuabili con i mezzi a vostra disposizione, o che comunque richiederebbero tempi di lavoro tripli rispetto alle date di consegna da lui promesse al cliente. Quindi la storia raccontata a ComputerWorld da questo programmatore è piuttosto verosimile, tuttavia, rispetto a quella che è la realtà americana, qui c'è una grossa, enorme, differenza. Secondo voi qual è?
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ehm, io sarei curioso.... se posto la prima cosa che mi viene in mente sarò ricompensato?
proviamo:
posso ipotizzare che in italica patria non vi sia spazio per una reale professionalità informatica (che non è solo programmazione)...
...perché i clienti si bevono il liquame invece del lambrusco...
...lo pagano l'equivalente del mo' esce antonio...
...e lo vogliono prodotto nel tempo di una pisciata con brividino finale?
(per non parlare del fatto che in europa l'elaboratore elettronico "si guida"...
...per cui ai corsi per la patente informatica i baldi giovini che difendono il tricolore, arrivano in aula con il casco?)
ora, a parte le cose serie, qual è la soluzione della sciarada?
su centinaia di lettori nessuno è interessato?
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non so se questa cosa possa contribuire a capire perché una così cruciale come il software oggi è oggetto, tra molte persone, addirittura di "umorismo"
sembra quasi che vogliano far passare i programmatori (ma ho trovato chi li chiama pseudo-programmatori, al quale sinceramente non vale la pena di rispondere perché costui/costei fa da sé, con le sue parole) come il nuovo stereotipo delle barzellette
quando costoro perderanno i soldi che hanno in banca per i ridicoli sistemi di "sicurezza" che vengono "implementatati", o quando la polizia non potrà soccorrere i cittadini perché magari il governo ha tagliato i fondi per le licenze e i sistemi sono "giù"...
... allora forse si renderanno conto che se il programmatore è "il muratore dell'informatica", sarebbe meglio cominciargli a dargli e a chiedergli nello stesso tempo, il ruolo, il valore, la dignità e la posizione che merita (quando la merita)
è però vero che questo ruolo sociale il programmatore deve prima sentirlo, poi analizzarlo, poi progettarlo e alla fine anche implementarlo
per converso, devo infine constatare amaramente, che come sempre avviene quando qualcuno fa qualcosa bene, l'italianissima "livella" (che per me non è la morte, come per il grande totò) entra in funzione con inesorabile precisione...
...finché la minima smussatura viene rimossa, e tutto risplende nella sua mesta levigata piattezza
vorrei anche far notare che, recentemente, mi sono trovato a dire a delle persone, che uscendo dall'università, al massimo avranno una professionalità, non certo un mestiere
mi sostiene e mi fa piacere che doxaliber sia, come mi sembra, in sintonia con questa visione del "mestiere", come qualcosa che porta reale valore...
...al di là dei pezzi di carta rilasciati in marca da bollo, e delle insegne pubblicitarie che sbandierano (da 120 anni) "qualità, competenza, convenienza e cortesia"...
...quando invece se non si finisce nelle mani di qualcuno in gemelli d'oro e autoblu, ci si può ritenere fortunati
io lo so che molti desiderano sorridere, e pensare che il mondo non è poi tanto brutto come sembra...
...purtroppo in alcune parti del mondo è anche peggio, altrimenti qualcuno si vergognerebbe di avere sul proprio sito (e pagare con i soldi dei propri clienti), la faccia di un'evasore fiscale multimilionario che meritava fino a 100 milioni tra tasse e sanzioni
...e di cui il ministro visco ha detto "mi dispiace, sono un suo tifoso, ma le legge va rispettata", scendendo poi "a patti" (come si fa in "certi" ambienti, come piace dire a "loro")
io consegno visco alla storia con questa sua frase
e intanto, se pensate che io stia andando fuori tema, mi chiedo:
se un "consulente" (i famosi muratori consulenti) vale 200-300 euro al giorno...
...quanti di questi la società di consulenza fa vedere (non dico toccare) al consulente?
...quanti vanno in stecche?
...quanti in tasse?
ora, prima di dirmi che sono noioso, facciamoci due conti
forse se non rido è perché non trovo niente da ridere
anzi credo che certi tipi di sorrisi, non siano una critica di costume e di società civile...
...ma un amaro tirar le labbra per scoprire i propri denti più o meno affilati
mio nonno faceva il muratore, ma l'unica consulenza che ha visto è stata quella per il processo, quando ci ha rimesso la schiena
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