La testimonianza di Abu Omar: noi italiani complici ed autori di terribili atrocità.

9 nov
2006

Abu Omar

«Io sottoscritto, Osama Mustafa Hassan Nasr, conosciuto come Abu Omar, islamico sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003, tuttora detenuto nel carcere di Tora al Cairo, scrivo la mia testimonianza dall'interno di questa mia tomba: sono dimagrito, la mia malattia si aggravata, sono in condizioni molto critiche. La mia faccia è trasformata a causa della tortura».

«Adesso spiego il sequestro. Camminavo a piedi da casa mia, in via Conte Verde 18/A, lunedì 17 febbraio 2003, andando verso la moschea per la preghiera di mezzogiorno. (...) Avevo in tasca 450 euro (400 per pagare l'affitto), il mio passaporto italiano di rifugiato, il permesso di soggiorno, il cellulare, la tessera sanitaria, l'orologio e le chiavi di casa. Tutte queste cose si trovano ora nella sede dei servizi segreti egiziani, nei "giardini del Copa", davanti al Castello del popolo... Uscendo, ho visto un furgone bianco che mi passava davanti... Davanti a un giardino pubblico, ho visto una Fiat rossa. L'autista veniva verso di me di corsa. Ha tirato fuori una tessera: sono della polizia. Gli ho dato il permesso di soggiorno e il mio passaporto italiano. Lui tira fuori il suo cellulare e fa una chiamata.

Mi sembrava un americano: capelli biondi, carnagione chiara, alto circa 1.70».

In realtà è un carabiniere italiano di madre tedesca, Luciano Ludwig Pironi, che ha confessato questo ruolo nel sequestro.
«Poi il furgone bianco si è fermato vicino al marciapiede. Non ho capito niente, ho visto solo che due persone che mi sollevavano di peso: sembravano italianissimi, alti non meno di 1.87 o di più, età circa 30 anni. Il mio sequestro è stato visto anche da una signora egiziana...». E' la testimone oculare, già sentita dai pm.

«Quando mi hanno buttato dentro il furgone, ho cercato di reagire, ma hanno cominciato a darmi pugni in pancia e su tutto il corpo. Mi hanno buttato sul fondo del furgone e coperto la faccia. Dentro era tutto buio. Mi hanno legato piedi e mani... Tremavo per le botte e dalla mia bocca è uscita schiuma bianca... Allora ho sentito i due italiani discutere, uno dei due urlava: mi hanno strappato tutti i vestiti e mi hanno fatto un massaggio cardiaco...».

«Dopo quattro ore circa, sempre con le mani e i piedi legati insieme, mi hanno trasferito in un altro veicolo, non so se nemmeno se fosse un altro furgone o un piccolo aereo...

«Legato sul jet americano»

«Dopo un'altra ora di viaggio, ho capito che ero arrivato in un aeroporto, dal rumore degli aerei. Ho sentito tanti piedi, sette- otto persone, che camminavano verso di me.

Mi hanno strappato i vestiti con dei coltelli e rivestito con una velocità incredibile. Mi hanno anche tolto la benda per pochi secondi, per farmi le foto: c'era tanta gente in divisa da teste di cuoio. Mi hanno bendato tutta la testa e la faccia con dello scotch largo, con buchi su naso e bocca per respirare... L'aereo è decollato, c'era un freddo cane... Ero immobilizzato e mi mancava il respiro. Allora mi hanno messo un respiratore... Quando siamo atterrati, perdevo sangue dalle mani».

«Al Cairo un funzionario egiziano mi ha detto: in questa stanza ci sono due pasha, cioè due grandi ufficiali dei servizi segreti. Uno solo ha parlato, in egiziano, dicendo solo: "Vuoi collaborare con noi?". L'altro, che probabilmente era un tenente americano, non parlava, ma poi ho capito che diceva: se Abu Omar è d'accordo, torna con noi in Italia».

«La mia cella era di due metri per uno, senza luce. Era in un palazzo dei servizi. Mi hanno legato le mani e un piede, mi facevano camminare, io cadevo e loro ridevano. Poi hanno continuato con le scosse elettriche, pugni, schiaffi. Hanno portato carta e penna chiedendomi di scrivere tutta la mia vita fuori dall'Egitto, mi hanno fatto vedere foto di egiziani, tunisini, algerini e marocchini residenti in Italia... Ho avuto problemi alle ossa e alla respirazione. L'interrogatorio è durato sette mesi, fino al 14 settembre 2003, ma mi sono sembrati sette anni.

«La cella è una tomba»

«Dopo un altro viaggio, mi hanno portato in un altro palazzo dove un sacco di mani mi hanno picchiato su tutto il corpo. Mi hanno detto: qui dentro non entra neanche la mosca blu. Quando ho chiesto del bagno, mi hanno detto che era la mia cella... C'era una puzza incredibile... Sono rimasto altri sei mesi e mezzo in questo posto, Amn-El-Dawla... La cella era senza aria, scarafaggi e topi camminavano sul mio corpo... Quando entrava il guardiano, dovevo mettermi in ginocchio, altrimenti mi toccava con un bastone elettrico...

«Da mangiare mi davano solo pane andato a male, quello con la sabbia che fa cadere i denti... Non puoi bagnarlo e non puoi rifiutarlo, perché loro devono tenere in vita uno scheletro... «Mi interrogavano nell'ufficio vicino alle celle, così gli altri detenuti sentono le urla e i pianti della tortura... I miei capelli e la mia barba sono diventati tutti bianchi...

«All'inizio i guardiani mi spogliano nudo, minacciano di violentarmi, mi danno scosse con un bastone elettrico: uno mi tiene le parti intime e me le schiaccio se non parlo... Poi mi stendono su una porta di ferro che chiamano "la sposa": qui prendo calci, scosse elettriche con i fili e intanto mi gettano acqua fredda».

«Non mi hanno mai dato il Corano: c'era sempre buio in cella, ma io lo volevo solo per baciarlo e tenerlo stretto fra le braccia.

«Per le botte ho perso completamente l'udito da un orecchio: non sento più niente. Ho subito anche una tortura chiamata il materasso. Nella stanza delle torture mettono sul pavimento un materasso bagnato e attaccato alla corrente elettrica. Poi mi legano mani e piedi dietro la schiena. Una persona si siede sulle mie spalle su una sedia di legno e l'altro attacca la corrente. Ero sempre spaventato e spesso svenivo.

Ora non ce la faccio più a continuare a scrivere di queste torture che ho subito...» «Dimenticavo: le prime volte che mi hanno torturato, bestemmiavano contro di me e contro l'Italia, perché mi ha dato asilo politico. Mi dicevano: è l'Italia che ti ha consegnato all'Egitto. E dall'Italia nessuno è venuto a liberarti da queste torture...».

Semplicemente agghiacciante, e noi italiani ci siamo resi complici di queste atrocità. Provo profonda vergogna.

L'articolo è del Corriere della Sera, l'ho riportato quasi integralmente perché non avrei saputo quale parte "tagliare.

Leggi anche:

  1. L'incredibile vicenda di Omar Khadr
  2. Sky Magazine non è gratis, costa venticinque milioni di euro a tutti gli italiani!
  3. Il problema non è il porcellum, il problema siamo noi
  4. Voto elettronico, brogli elettorali: la testimonianza giurata di un programmatore.
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11 Risposte to “La testimonianza di Abu Omar: noi italiani complici ed autori di terribili atrocità.”

  1. ericablogger scrive:

    ho già letto altrove questa terrificante testimonianza
    è mai possibile che l'Italia , un paese democratico, che dopo l'esperienza fascista e nazista, e tanti morti x una guerra assurdae fratricida , sia tornata in questi ultimi anni a nuovi metodi fascisti e abbia aiutato gli usa in quest'abominevole sequestro ????
    da vergognarsi e da urlare tutto il nostro sdegno x dei servizi segreti simili !!! ( che noipaghiamo con le nostre tasse allo stato ...)

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  2. Doxaliber scrive:

    Si Erica, purtroppo è possibile, ed è anche terribile! Come terribile è il pochissimo risalto mediatico che si è dato a questa notizia! Dovrebbe essere roba da prima pagina, da apertura dei giornali, si dovrebbe gridare allo scandalo, chiedere una commissione d'inchiesta. Invece tutto tace. Mostruoso.

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  3. La testimonianza di Abu Omar: noi italiani complici ed autori di terribili atrocità....

    «Io sottoscritto, Osama Mustafa Hassan Nasr, conosciuto come Abu Omar, islamico sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003, tuttora detenuto nel carcere di Tora al Cairo, scrivo la mia testimonianza dall’interno di questa mia tomba: sono dimagrito, la...

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  4. anna scrive:

    MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA E DI ESSERE SERVA DEGLI AMERICANI,MI VERGOGNO PER LA GENTE CHE CI GOVERNA,MI VERGOGNO,VERGOGNA ALLO STATO NON CI SONO PAROLE,E LA GENTE CONTINUA A CREDERE NELLE ISTITUZIONI,NELLA GIUSTIZIA,TUTTE FALSITA',LA POLITICA E' VERGOGNA,SI VA AL POTERE SOLO PER SOLDI E PER POTERE,PURTROPPO SIAMO IN POCHI A RIBBELLARCI,DOVREMMO ESSERE 50.000 MILIONI DI ITALIANI A FERMARCI E A INCROCIARE LE BRACCIA

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  5. ale da ceva scrive:

    tutto quello che ha subito è vergognoso, ma nulla in confronto a quello che ha fatto subire. I santi non finiscono nelle carceri dei servizi segreti. mi sembra vergognoso continuare a far polemiche. perchè non condanniamo con la stessa veemenza chi ha colpito new york (o ce lo siamo dimenticati) la spagna il regno unito il pakistan l'iraq, israele l'afganistan, la russia, il marocco, l'egitto, l'indonesia, le filippine, l'india. Meno scandalo, meno ipocrisia e più realismo

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  6. Doxaliber scrive:

    Ale da Ceva, Abu Omar era un rifugiato politico ospitato in Italia, non è stato condannato, nè tantomeno è sotto processo per i fatti di New York e Madrid.

    Le nefandezze e gli attentati che avvengono nel mondo non possono essere utilizzati per giustificare questo orrore.

    I nostri nonni hanno vissuto sulla loro pelle due terribili guerre, nella seconda sono avvenuti fatti orrendi: come lo sterminio degli ebrei ed i bombardamenti sulla popolazione civile (con il culmine delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki).
    Alla fine della guerra qualcuno si è reso conto che se non si poneva un freno a tutto questo l'umanità non avrebbe avuto un futuro, per questo è stata sottoscritta la Convenzione di Ginevra, è nata l'O.N.U., i paesi Europei hanno fatto nascere la Comunità del Carbone e dell'Acciaio (poi diventata con il tempo UE).

    Noi viviamo in un paese dove è stata abolita la pena di morte, è stata abiurata per costituzione la guerra come mezzo di offesa e di conquista, sono state vietate le torture, ci si è impegnati a costruire uno Stato di diritto in cui tutti hanno diritto ad un giusto processo e ad un'equa condanna.

    Se anche Abu Omar fosse il peggiore degl assassini (e non lo è, non è mai stato dimostrato, non è mai stato processato, e qui viviamo in un paese in cui c'è la presunzione di innocenza), niente può giustificare il suo sequestro, le torture che ha subito, la sua detenzione illegale senza processo.

    Chi accetta una cosa del genere, cerca di giustificarla, o addirittura la ritiene giusta, rinnega il sangue dei nonni che sono morti in guerra, rinnega la fatica e l'impegno di chi ha cercato di donarci la DEMOCRAZIA, uno stato in cui non conta la tua religione, il colore della tua pelle, i soldi che possiedi, le tue idee politiche, conta soltanto ciò che sei e ciò che fai.

    Chi giustifica il sequestro, la tortura, i maltrattamenti, le guerre, non merita di vivere nel paese in cui ha avuto la fortuna di nascere, non merita la democrazia.

    PS Per questo commento ho soprasseduto, ma per la stronzata che hai scritto su libero blog meriti un premio, complimenti.

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  7. raze scrive:

    Sono pienamente d'accordo con te. Quello che hanno fatto a quel pover'uomo è disumano, neanche un'animale si tratta così. Purtroppo, esiste una sudditanza da parte dell'Italia verso gli Stati Uniti a cui penso sia difficile sottrarsi. Ma se io fossi stato nei panni di chi ha autorizzato il sequestro, mi sarei dimesso pur di non autorizzarlo.

    PS: come è riuscito a farci avere quella lettera? E' sicuro che sia stata scritta da lui?

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  8. Doxaliber scrive:

    Il Corriere della Sera scrive:
    "Il Corriere ha ottenuto da proprie fonti una copia del memoriale, che è stata tradotta da tre diversi interpreti (con risultati coincidenti) dopo aver accertato che la Procura ne aveva ottenuto l'originale. I «saggi di grafia» già depositati dai pm confermano che è la stessa scrittura di Abu Omar. Ecco i passi salienti del memoriale. "

    Quindi suppongo che l'autenticità sia provata senza ombra di dubbio...come sia riuscito a far filtrare il memoriale non è specificato.

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  9. ale da ceva scrive:

    Doxaliber nessuno rinnega il sangue dei nonni (mio nonno era partigiano e suo fratello ha passato anni di villeggiatura a Mathausen), ma vedi il mio modesto parere è che se torturi o uccidi una persona con la sola giustificazione che si tratta di un untermensch, un sottouomo, devi essere impiccato senza troppi complimenti (Norimberga e gli altri processi ai nazi), ma se devi tutelare la sicurezza di milioni di persone, e new york, londra, madrid, e le altre città colpite da attentati dimostrano che è così, credo sia opportuno domandarci se certa gente che dispone di vitali informazioni sia da tutelare con iterrogatori in presenza di avvocati o sia ammissibile la coercizione affinchè parli. Potremmo andare avanti per mesi su discussioni di filosofia, ma questa è la cruda realtà. Per quanto riguarda lo status di rifugiato politico di Omar bhè.....ricordiamo tutti che quello stesso status è riconosciuto da paesi civili come la francia a molti dittatori sanguinari, o loro collaboratori, sud americani e ad assassini italiani; o il brasile che continua a offrire al signor Lollo il medesimo stato giuridico ( ha bruciato vivo un bambino di 8 e ripeto 8 anni). Ovviamente si può giustificare il tutto dicendo che quel bimbo era figlio di un missino vero?
    Ultima considerazione: il corriere e la magistratura hanno confermato che quel foglio sia scritto da Omar? bene, Forse non è che magari ha esagerato un po'? il comune intelletto ci porta a pensare che ognuno "tiri acqua al suo mulino" e abbia tutto l'interesse a far scoppiare uno scandalo.
    Concludendo, visto che tutti sono sempre pronti a manifestare contro Israele o contro gli usa per le loro barbare uccisioni di "inermi" civili che vivono solo per la pace tra i popoli e per il rispetto dei diritti umani, che mai hanno mandato i propri figli a farsi saltare in aria dentro un supermercato di Tel-Aviv, o in un cinema di Be'er sheva o la mercato di Sederot o alla stazione di barcellona o nel metro di londra, che mai penserebbero di ammazzare 30 o 40 iraqeni ogni dannato giorno, perchè non si manifesta anche a favore di quei 5000 americani morti l'11/09 o delle migliaia di israeliani morti nei bar sui bus o per strada perchè TU non c'eri davanti all'ambasciata iraniana a Roma, perchè TU non apri un blog per commentare le frasi di hamas o di Achmadinejad che invocano la distruzione di Israele e del mondo occidentale? ah già dimenticavo..... Abu Omar ha detto di essere stato torturato...........

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  10. Doxaliber scrive:

    Ale da Ceva, se tuoi nonno era un partigiano credo che si stia rivoltando nella tomba, senza ombra di dubbio.

    Se anche Abu Omar avesse esagerato nel suo racconto, così dettagliato e preciso, rimane il fatto che è stato rapito e deportato, senza processo.

    Poi a parte il fatto che negli attacchi terroristici dell'11/09 sono morte 2.992 persone, non 5000 come scritto da te, tu che cazzo ne sai di come mi sono sentito io dopo gli attacchi terroristici dell'11/09 e di come mi sono sentito?.

    Sai chi distruggerà il mondo occidentale? Gli idioti come te...

    Ora, detto questo, torna su liberoblog e per favore, non passare più di qui, che di idiozie in pochi commenti ne hai già scritte troppe.
    Io amo discutere con tutti, ma come ho scritto ad Italiano, non con gli imbecilli del "si...ma qui, ma li, ma tu, ma voi"....per esperienza è un'inutile perdita di tempo, il pensiero monocorde delle persone come te non è in grado di comprendere che si può essere contro la guerra in Iraq, e nello stesso tempo non contro il popolo americano o israeliano, l'unica litania che la gente come te sa ripetere è: "si ma i comunisti", "si ma Hamas", "si ma Ahmadinejad", "si ma i terroristi"...basta, solo benaltrismo, nient'altro ripetitivi, noiosi e per di più supponenti.

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  11. [...] a fare stragi annichilendo bambini e civili , in Italia ci sono gli sbirri che oltre a rapire come veri boia  di stato uccidono innocenti. Noi non saremo eroici come i partigiani afghani [...]

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