L'Open Source prenderà silenziosamente il sopravvento, lo dice anche Gartner

8 apr
2008

Se anche Gartner, società di ricerca e consulenza notoriamente poco "amica" del software libero (prendete come esempio questo vecchio articolo), inizia a pubblicare ricerche che deliniano un futuro in cui l'Open Source avrà una posizione sempre più predominante nel mercato dell'IT, allora vuol dire che i tempi sono davvero cambiati.

Secondo Gartner ed il suo rapporto "The State of Open Source", in pochi anni quasi tutte le imprese utilizzeranno software open source, anche se alcuni manager dell'IT saranno ignari di questo ed utilizzeranno un termine diverso, ovvero "Saas", che sta per "Software as a Service", in italiano: Software come Servizio".

"Dal 2012 oltre il 90% delle aziende utilizzerà software open source in maniera diretta oppure come prodotto embedded. Gli utenti che rigettano il software open source per ragioni tecniche, legali o per ragioni commerciali potrebbero trovarsi nella condizione di utilizzare software open source senza nemmeno accorgersene ed a dispetto della loro opposizione" [ndr. cosa che già avviene con gli utenti Mac, che in parte utilizzano software open source, anche se molti di loro non ne sono consapevoli].

Tuttavia Gartner, che non poteva certo tralasciare le critiche, continua a sottolineare anche in questa ricerca quelli che sarebbero i costi nascosti del software open source, ovvero: il cosiddetto Total Cost of Ownership (TCO - Costo totale del possesso), le difficoltà nei controlli delle versioni ed i problemi di compatibilità.

Ma Mark Taylor, Presidente dell'Open Source Consortium, è ancora più ottimista di Gartner, secondo lui già adesso: "tutti utilizzano [l'open source] quotidianamente in servizi come Google".

Taylor saluta positivamente anche l'eventuale sparizione del termine "Open Source" perché secondo lui se il termine Open Source sparirà ciò avverrà in quanto tale tipologia di software avrà raggiunto un successo ed una diffusione così elevati da rendere del tutto inutile la necessità di sottolinearne la differenza rispetto al software closed source.

Secondo Taylor l'utilizzo del termine SaaS al posto di "Open Source" sarà semplicemente una questione di marketing, le due cose infatti: saranno sostanzialmente indistiungibili giacché il 98/99% del software offerto come SaaS sarà comunque software Open Source".

Secondo Taylor il software open source offre il massimo della scalabilità e nessun costo di transazione, qualunque sia la necessità dell'azienda, per questo motivo il suo successo è assicurato.

Fonte: Zdnet.co.uk

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2 Risposte to “L'Open Source prenderà silenziosamente il sopravvento, lo dice anche Gartner”

  1. Blackstorm scrive:

    Mah, Gartner non ha fatto ne più ne meno che confermare una tendenza. Se è solo per questo, anche il codice di windows xp contiene pezzi di codice open source (su vista non mi pronuncio perchè non ne ho idea), per cui l'affermazione di Gartner è un po' balorda, presentata così...

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  2. Doxaliber scrive:

    In effetti open source vuol dire tante cose e open source non significa esattamente software libero. Però non credo che il core di Windows XP contenga codice open source, non mi risulta. So che Microsoft ha rilasciato alcune porzioni di codice in modalità "shared source" (mi ricordo ad esempio un installer di applicazioni), ma nel complesso XP non è sicuramente un sistema operativo open source. :-)

    In ogni caso tutte le ricerche di Gartner nel loro piccolo sono un po' campate in aria (anche le tante sul TCO e tendenzialmente pro Microsoft) ma in realtà, se vedi le cose da un punto di vista più ampio, ti renderai conto che c'è una logica che fila. Pensa ad esempio all'ambito server, dove i software open source la fanno da padrone da anni, immagina anche la possibile diffusione di database open source (come ad esempio Mysql), il ruolo importante che Linux sta acquisendo anche nella grafica tridimensionale e nell'animazione....
    Certo, le previsioni lasciamo comunque il tempo che trovano, il settore software è in continua evoluzione, ed è difficile fare previsioni.

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