
Oggi, attraverso il form di Doxaliber Writers, ho ricevuto una proposta di collaborazione:
Nella categoria Libri [1] del mio sito propongo periodicamente recensioni a libri che mi sono piaciuti. Se ti piace come sono scritte posso inviarti quelle esistenti o segnalarti quelle che scriverò.
Ciao
Jimmi
Dopo aver visitato il sito dell'autore, un blog ben realizzato e con ottimi contenuti (in tal senso consiglio la lettura della sezione dedicata a linux). ho deciso che pubblicherò periodicamente tutte le recensioni che Jimmy mi invierà.
In ogni caso ricordo che tutti possono scrivermi e dare il loro contributo su qualsiasi tema desiderino, se non mi saranno proposti contenuti offensivi o razzisti pubblicherò le idee e gli scritti di chiunque voglia partecipare!
Quella che segue spero sia la prima di una lunga serie di recensioni.

Il libro di cui vi voglio parlare, Leggere Lolita a Teheran della scrittrice iraniana Azar Nafisi, è uno di quelli che amo di più perchè appassionato e appassionante. La scrittrice riesce a raccontare con leggerezza tragedie terribili e mondi fantastici mescolando il tutto in un continuo in cui possiamo trovare diverse chiavi e livelli di lettura.
È il racconto autobiografico dei quasi venti anni trascorsi a Teheran subito dopo la rivoluzione islamica, durante i quali l’autrice ha insegnato letteratura inglese all’università di Teheran. I drammi raccontati sono quelli delle donne iraniane che, dopo aver avuto una parte importante nella cacciata di Reza Pahlavi e nell’instaurazione della repubblica islamica, si sono viste da un giorno all’altro costrette ad una mortificazione corporale e morale inaccettabile. Alcune di loro pagheranno la resistenza con il carcere, la tortura ed anche la morte. Altre emigreranno, e fra queste vi è la nostra che nel 1997 andrà a cercare altrove quella realizzazione che in patria le è negata.
Durante gli anni trascorsi in Iran i suoi rapporti con la gerarchia dell’università e con gli allievi vanno peggiorando sempre più, fino a che viene praticamente costretta ad abbandonare il lavoro. Negli ultimi tempi dell’insegnamento ed anche dopo aver abbandonato l’università, Azar tiene lezioni private presso la sua casa durante le quali legge e analizza, assieme alle sue allieve, i classici della letteratura inglese.
Sono proprio quattro di questi classici a scandire i capitoli del libro: Lolita di Vladimir Nabokov, Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitgerald, Daisy Miller di Henry James e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Ma le citazioni ad altri testi sono moltissime, da Cime tempestose ad Invito ad una decapitazione, da Le avventure di Huckleberry Finn a Madame Bovary e molti altri. Quasi in un gioco di specchi questi libri vengono usati per interpretare la realtà quotidiana che si trovano ad affrontare e tentare una spiegazione di quanto accade loro.
Sicuramente l’autrice ama questi libri quasi quanto la sua terra natale, e la loro narrazione ne esce così viva ed appassionata che finiamo per amarli a nostra volta. E questo è uno degli aspetti che mi ha maggiormente intrigato: durante la lettura era quasi irresistibile la tentazione di correre a comperare le opere citate.
Autore della recensione: Jimmi
Libro: Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi
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