IA nel futuro dell’automotive
IA nel futuro dell’automotive Si parla di Intelligenza Artificiale applicata a ogni campo, dalla scrittura alla progettazione di interni, ma in che modo l’IA può influire sul mercato dell’automotive? Quali sono gli aspetti delle auto del futuro che dipenderanno completamente dalle nuove tecnologie o che ne beneficeranno? Scopriamo le previsioni sulle tendenze del futuro insieme a Matteo della Concessionaria Grignani che vende auto a Pavia usato e nuovo.
IA e auto del futuro
L’invenzione di ChatGPT e degli altri software di IA ha permesso di integrare i chatbot in qualsiasi sistema multimediale, compreso quello delle automobili. I chatbot sono software in grado di riconoscere il linguaggio umano e di dare risposte con una ricerca su internet: le domande che si possono porre sono potenzialmente infinite. Lo scopo dell’Intelligenza Artificiale è quello di semplificare ciò che è complesso, compreso il rapporto tra l’uomo e la sua automobile, che diventa così sempre più personalizzato e la cui gestione diventa sempre più facile. Tutto questo si riflette anche sulla sicurezza a bordo e sulla possibilità di rendere ogni viaggio molto più tranquillo e confortevole. Se consideriamo che, al giorno d’oggi, l’industria dell’automobile utilizza solo tra il 20 e il 30% delle capacità dell’IA, allora possiamo immaginare come potrebbe essere il futuro prossimo, dal momento che le statistiche prevedono il 100% dell’utilizzo di ciò che oggi è solo potenzialità, entro il 2030. Bisogna comunque tenere presente che industria automotive e aziende che gestiscono l’IA sono in pieno sviluppo in maniera sinergica. Inoltre, non dimentichiamo che, oltre alla gestione dei dati sensibili, l’utilizzo così massiccio dell’Intelligenza Artificiale avrà un impatto sui server (cloud compreso) fino a 29,3 TWh, cioè pari a quello che può avere un Paese come l’Irlanda; dato che si prospetta in crescita, arrivando, nel 2027, già a una cifra stimata tra gli 85 e i 134 TWh, cioè la metà del fabbisogno elettrico del nostro Paese. Bisognerà quindi trovare delle soluzioni che possano sopperire all’aumento della potenza di calcolo, senza depotenziare quella che serve alle industrie. Ma cosa potrebbe fare davvero l’Intelligenza Artificiale per un guidatore, al giorno d’oggi? Potrebbe, ad esempio, aiutarlo con la guida semi-autonoma (drive by wire, cioè con collegamenti via cavo e non meccanici); potrebbe utilizzare il riconoscimento facciale per i passeggeri e personalizzare automaticamente la temperatura o la posizione del sedile, in base ai dati memorizzati per ognuno; potrebbe riconoscere comandi gestuali, oltre che vocali; potrebbe usare la climatizzazione biometrica, regolandosi in base alla temperatura del passeggero e, in futuro, potrebbe addirittura interpretare lo stato psicofisico di chi sale a bordo, dando risposte emotive e consigliando come migliorare l’esperienza a bordo: molte di queste cose sono già possibili. Nel giro di pochi anni, ci troveremo a guidare auto in grado di pensare autonomamente, di analizzare e prevedere i bisogno di guidatore e passeggeri e di apprendere costantemente dalle loro abitudini per creare l’esperienza di viaggio perfetta.
Intelligenza artificiale nell’automotive: i numeri
Bene, ma quanto si dovrà investire per tutto questo? Secondo uno studio dell’Osservatorio Auto&Mobilità della Luiss Business School, gli investimenti nel settore Intelligenza Artificiale applicata all’automotive arriveranno a 70 miliardi di dollari entro il 2030, con un mercato di circa 30 miliardi di dollari e in crescita annuale del 20/30%. Tutto questo porterà a un valore aggiunto per le case automobilistiche davvero significativo, cioè dell’ordine dei 200 miliardi di dollari già a partire dal prossimo anno. I Software Defined Vehicles (SDV) dovrebbero addirittura passare dal 3,4% al 90% del totale, entro il 2030 e, in totale, si attendono almeno 650 miliardi di dollari di fatturato: tra questi, i fornitori potrebbero passare da 236 a 411 miliardi, mentre le aziende automobilistiche dovrebbero passare da 87 a 248 miliardi di dollari. Leggi anche l’articolo: Sedazione in odontoiatria: definizione e applicazioni