Incappucciamento della polpa: cos’è e quando viene effettuato
Quando un dente si caria o si frattura, l’odontoiatra potrebbe dover ricorrere all’incappucciamento pulpare. Questo trattamento si rende necessario quando una porzione della polpa del dente rimane scoperta e dunque esposta a possibili infezioni batteriche. L’incappucciamento della polpa è pertanto una terapia conservativa. Il suo obiettivo è quello di curare l’eventuale carie preservando l’elemento dentario, evitandone l’estrazione. Non può però essere utilizzato nei casi più gravi di pulpite, in cui l’estrazione dentale rimane la soluzione migliore per preservare il cavo orale. Ne abbiamo parlato insieme al Dottor Gola che ha i suoi studi dentistici a Pavia.
Incappucciamento polpa: cos’è
La terapia di incappucciamento diretto della polpa prevede l’applicazione di un materiale biologicamente attivo sulla parte di polpa esposta. In caso di riuscita, il tessuto sottoposto al trattamento fornirà una risposta positiva e il dentista potrà procedere con la creazione di un ponte riparativo, utile a coprire il dente e a restituirgli la vitalità originaria. Uno dei materiali più apprezzati per l’incappucciamento pulpare è l’MTA, sigla indicante il triossido minerale aggregato. Questa miscela è composta principalmente da silicato di calcio, ossido di bismuto e carbonato di calcio. Grazie alla sua efficacia, viene spesso preferito al più classico idrossido di calcio. I trattamenti di incappucciamento della polpa con MTA hanno infatti una percentuale di successo che oscilla tra il 91% (a 6 mesi) e l’81% (a 4-5 anni); le percentuali delle terapie con idrossido di calcio entro gli stessi follow-up sono invece rispettivamente del 74% e del 56%. In generale, i materiali utilizzati per l’incappucciamento della polpa dentale, favoriscono la formazione della dentina di reazione e proteggono il dente da stimoli termici. Svolgono inoltre un’importante azione antibatterica, fondamentale per evitare la proliferazione di microorganismi patogeni tipicamente stimolata dalla carie. Le differenti tipologie sono comunque ancora oggetto di studio da parte dei ricercatori. Ad esempio, un composto di silicato di calcio, la biodentina, gode di crescente apprezzamento, per via di risultati favorevoli leggermente superiori addirittura a quelli dell’MTA. L’incappucciamento pulpare può essere praticato anche in modalità indiretta. In questo caso la dentina viene ricoperta con un materiale protettivo per favorirne la guarigione, mentre la parte infetta viene rimossa e la cavità rimineralizzata e poi sigillata, per prevenire nuove infezioni.
Incappucciamento pulpare: quando viene effettuato
La pulpite si manifesta principalmente a causa di carie. Si tratta di un’infiammazione di origine batterica, che può essere causata tanto dall’azione diretta di questi microorganismi, quanto da quella indiretta di antigeni batterici presenti nei dotti dentinali. L’incappucciamento della polpa può rendersi necessario anche per curare pulpiti provocate da eventi traumatici, come ad esempio:
- Fratture e/o microfratture;
- Bruxismo;
- Apparecchi ortodontici;
- Abrasioni;
- Malocclusioni.
È di fondamentale importanza che la pulpite che si vuole trattare con incappucciamento sia reversibile, ovvero che l’interno del dente non sia in stato necrotico. Solo a queste condizioni difatti il dentista può procedere con un approccio conservativo. Viceversa, in presenza di pulpiti irreversibili, i denti coinvolti hanno perso la loro vitalità e l’odontoiatra dovrà ricorrere a soluzioni più drastiche quali:
- Estrazione del dente;
- Pulpectomia parziale;
- Pulpectomia con trattamento canalare radicolare.
Il successo di un incappucciamento pulpare non può essere constatato subito dopo il trattamento. Si può pertanto parlare di incappucciamento della polpa completamente riuscito solo dopo un silenzio sintomatico di almeno cinque anni. La presenza di sintomi subito dopo il trattamento non è però segno del fallimento della terapia. Ad esempio, una certa sensibilità al caldo e al freddo è tipica delle fasi subito successive all’incappucciamento pulpare. Allo stesso modo, la sintomatologia può sparire anche completamente a causa di una successiva necrosi, la quale però porterà a infezioni e alla necessità di una terapia canalare. La fase di follow-up, e le valutazioni del professionista, sono dunque cruciali per saggiare l’effettiva riuscita dell’incappucciamento della polpa e scongiurare l’eventualità della devitalizzazione. Leggi anche l’articolo: Monitoraggio topografico: definizione e applicazioni