PNIEC e il futuro delle pompe di calore
L’Unione Europea ha messo appunto i PNIEC, Piani Nazionali Integrati per l’Energia e il Clima, con l’obiettivo di approntare una strategia climatica condivisa. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni nocive, rispettando gli obiettivi in materia di decarbonizzazione già previsti per il 2030. Proprio dalla corretta messa in atto dei PNIEC, passa il futuro delle pompe di calore, dal momento che i piani non prevedono una semplice lista di obiettivi da raggiungere, ma costituiscono anche uno spunto per lo sviluppo di tecnologie di riscaldamento e raffrescamento sostenibili. Abbiamo parlato di tutto questo insieme agli esperti di FCR Filtrazione Condizionamento Riscaldamento S.r.l.
PNIEC: il futuro delle pompe di calore
Per affrontare il tema del futuro delle pompe di calore, bisogna partire da un dato di fatto. Nonostante la loro crescente diffusione, gli obiettivi fissati dal PNIEC 2019 non sono stati raggiunti. Serve dunque prima di tutto un’attenta analisi dei fattori che hanno portato a questo fallimento e, successivamente, una migliore pianificazione in vista del 2030. Da dove ripartire? Sicuramente da interventi pubblici strategici che possano aiutare l’intero settore delle pompe di calore coerentemente con la strategia di riqualificazione del parco edilizio italiano, delle politiche industriali e dell’infrastruttura alla base della rete elettrica. Fondamentale anche il mantenimento di incentivi e detrazioni fiscali fino al 2030, in maniera da aumentare l’accessibilità delle pompe di calore. La situazione rimane comunque eterogenea. Alcuni Stati della Comunità europea, come Lettonia, Croazia e Slovacchia, hanno già raggiunto gli obiettivi per il 2030, puntando sul settore del riscaldamento e raffreddamento rinnovabile. Altri Stati presentano invece ritardi significativi, con l’Austria che addirittura non ha ancora presentato il suo PNIEC. Tale scenario mette in luce la necessità di ritrovare strategie funzionali e coerenti alle peculiarità dei singoli paesi, pur nell’ottica di un impegno collettivo. A giocare un ruolo centrale saranno anche le campagne di informazione. Lo sviluppo tecnologico delle pompe di calore deve allora coincidere con una maggiore consapevolezza sia da parte degli installatori/manutentori, sia da parte dei clienti. Per farsi un’idea, le pompe di calore costituiscono ad oggi il 26% dei consumi di rinnovabili termiche, per un totale di 2,8 Mtep, ovvero circa la metà dei risultati che erano attesi per il 2020. L’obiettivo è di raggiungere una copertura di 4 Mtep su 7,8 Mtep di FER termiche nel 2030.
PNIEC: le valutazioni dell’UE sulla decarbonizzazione e le Case Green
Sempre nell’ambito dei PNIEC, l’UE ha avanzato una proposta: la “Direttiva Case Green”. Si tratta di una misura che potrebbe potenzialmente contribuire a raggiungere un -55% sulle emissioni nocive entro il 2030, rispetto al 1999, con l’ambizioso traguardo di zero emissioni entro il 2050. La direttiva prevede specifici interventi di miglioramento energetico, a seconda della tipologia di edificio. Più nello specifico:
- Edifici residenziali: dovranno raggiungere la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033;
- Edifici non residenziali: gli obiettivi sono la classe E entro il 2027 e la classe D entro il 2030;
- Edifici di nuova costruzione: in questo caso il traguardo atteso è di zero emissioni entro il 2028.
Le pompe di calore sono solo uno degli aspetti presi in condideazione. Tra gli altri anche la sostituzione degli infissi, l’isolamento termico e l’installazione di pannelli solari. Rimangono esclusi da questa direttiva gli edifici storici e le seconde case con un utilizzo inferiore a 4 mesi all’anno. I produttori di pompe di calore devono quindi accogliere il cambiamento, anche alla luce degli ulteriori propositi stabiliti dalla direttiva. A partire dal 2024 infatti sarebbe vietata l’incentivazione di dispositivi che sfruttano i combustibili fossili. Dal 2029 invece terminerebbero la produzione, la messa in commercio e l’installazione di caldaie a gas e gasolio. Va infine ricordato che le pompe di calore non sono solo sostenibili da un punto di vista ambientale ma anche economico. La corretta applicazione dei PNIEC fornirebbe pertanto anche considerevoli risparmi, a fronte magari di un investimento iniziale per l’installazione dei macchinari, si vedrebbe una sensibile riduzione dei costi nel futuro. Leggi anche l’articolo: Diabete: quali esami del sangue effettuare